Ospedale Canosa
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Vita di città

Preoccupazione per le sorti della Postazione Fissa Medicalizzata 118

Intervengono i dottori Sabino Astolfi e Antonio Di Monte

Lo scorso 2 settembre con la disattivazione e conseguente "blocco dei ricoveri" nelle Unità operative di Medicina e Geriatria, si è ultimata la chiusura completa del Presidio Ospedaliero di Canosa di Puglia(BT) mentre, nel contempo, sono stati promessi di allocare nello stesso stabile: 20 posti letto per la riabilitazione cardiologica, 20 posti letto post acuzie, 20 posti letto per la lungodegenza (gli ultimi due servizi rammentano i cronicari di antica memoria!) e la trasformazione del Pronto Soccorso in P.F.M. (Postazione Fissa Medicalizzata 118). "A proposito della precisata P.F.M. – Esordiscono così i dottori Sabino Astolfi (Ex Primario Geriatria, già direttore sanitario Asl) e Antonio Di Monte(ex primario del Pronto Soccorso) nella disamina di quanto accadendo al Presidio Ospedaliero di Canosa di Puglia - "abbiamo forti sospetti che, in futuro, non troppo lontano, potremmo fare la fine di Minervino e Spinazzola, città nelle quali è scomparsa la Postazione Fissa Medicalizzata 118, prima istituita, per carenza di fondi regionali, per la copertura della spesa per il personale medico ed infermieristico 'non ospedaliero', assunto per tale attività. Sembra che, ad oggi, il provvedimento di trasformazione del Pronto Soccorso di Canosa, non sarebbe stato accompagnato dalla pubblicazione delle così dette 'zone carenti', atto indispensabile per detta copertura finanziaria."

I due dottori canosini chiedono: "Cosa pensano di questa nostra preoccupazione il Governatore Emiliano, il Direttore Generale della nostra ASL e lo stesso nostro sindaco?" - Poi, proseguono: "Discorso a parte meritano i 'fantomatici' posti letto (45) del Centro Risvegli di cui si parla, anche se non compaiono nel Piano di Riordino redatto, ai sensi del D.M. n. 70/2015 e pubblicato sul BUR Puglia n. 83 del 23.07.2019, in quanto, a nostro avviso, impossibile da realizzare, sia per l'ingente impegno economico necessario, superiore a quel risparmio che Regione dice di avere ottenuto con la chiusura del predetto Ospedale, sia per la difficoltà di reperire le numerose specifiche professionalità occorrenti". - Mentre - "Il Piano Regionale, che in pratica sarebbe meglio definire di 'disordine' considerato che ha privato intere popolazioni persino dei necessari servizi essenziali. La divisione di Geriatria, istituita oltre 40 anni fa, fiore all'occhiello della medicina non solo del Nord Barese, per la quale, la Regione oculatamente investì notevoli risorse 'finalizzate' per la degenza e l'annessa riabilitazione degli anziani, trasferita presso l'Ospedale di Bisceglie, trova serie difficoltà di allocazione. Gli ultimi 20 posti di Medicina Generale disattivati, risultano di fatti annullati, per insufficienza disponibilità di spazi adeguati presso l'ospedale di Andria. Infatti, detti pazienti o vengono impropriamente allocati presso altri Reparti o in caso di sovraffollamento, vengono trasportati in ospedali, anche fuori provincia, con notevole disagio per intere famiglie. La disattivazione delle predette Unità Operative unitamente all'attività di Pronto Soccorso limitata dalle ore 8,00 alle ore 20,00 evidenziano una negazione del 'Diritto alla Salute', costituzionalmente garantito, anche per i cittadini del Nord Barese (Canosa, Minervino, Spinazzola) che, tra l'altro, pagano le tasse come tutti. Comportamento oltretutto 'disumano' trattandosi, per lo più, di popolazione prevalentemente anziana, la cui polipatologia facilmente si scompensa e necessita di interventi tempestivi, particolarmente nei mesi invernali. I Politici locali, di destra e di sinistra ed i nuovi populisti, pur se sensibilizzati, ignorano con indolenza ed incapacità, le problematiche e la grave carenza assistenziale del nostro Territorio. Il Presidente Emiliano che si prepara per la rielezione delle prossime regionali, mai come ora, affaccendato in tagli di nastri per inaugurazioni di servizi, la cui gestione, il più delle volte è affidata a privati, come nel caso dell' Hospice di Minervino Murge, ostenta acquisti di tecnologie avveniristiche e l'assunzione di personale in sanità, ignorando la condizione della Sanità del Nord Barese, attribuendo la colpa ad 'antenati', di altro colore politico, fingendo di non sapere che la Regione è governata da oltre 15 anni, da partitit della sua stessa parte politica. Per riparare, almeno in parte, all'ingiusta penalizzazione riservata al nostro territorio, sarebbe auspicabile un doveroso ripensamento su quanto deciso circa il nostro ex presidio ospedaliero, consistente nell'autorizzare la normale attività cardiologica delle emergenze, nell'ambito della Riabilitazione Cardiologica e riattivare, nel contempo, il pronto soccorso come era prima e alcuni posti letto di geriatria, dipendenti da Bisceglie: escamotage già utilizzato per l'attivazione del day surgery."- I dottori Sabino Astolfi e Antonio Di Monte concludono "Il tutto, nelle more della realizzazione del nuovo mega Ospedale del Nord/Ovest Bari ed Ovest/BAT, di cui si parla da oltre un decennio e che essendo, come si afferma da più parti, ancora in fase di progettazione, la nostra generazione, purtroppo, non avrà il piacere di vedere. Ciò consentirebbe, con un modesto impegno economico, di affrontare le emergenze mediche degli anziani, sopra richiamate, restituendo un minimo di serenità alle nostre Comunità e parte della credibilità perduta agli stessi responsabili politici."
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