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Cronaca

Suicidi tra le Forze dell’Ordine: "Un fenomeno che non è marginale"

Una nota congiunta dei sindacati del comparto sicurezza e soccorso pubblico

Un'altra triste pagina si aggiunge per le Forze dell'Ordine. Non ci sono più parole e pensieri per tutti quei giovani che indossano orgogliosamente una divisa dello Stato italiano e poi, inspiegabilmente, decidono di togliersi la vita. "Come sindacati del comparto sicurezza e soccorso pubblico, - riferiscono in una nota congiunta (Amici della Polizia, Libero Sindacato di Polizia, Autonomi di Polizia, Coordinamento Sindacale Penitenziario, ssociazione Nazionale Professionisti per la Prevenzione e le Emergenze Vigili del Fuoco, Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti, Unarma) - premettiamo che chi compie questa tragica scelta probabilmente lo farebbe anche senza l'arma in dotazione, ma ammesso ciò l'Amministrazione dovrebbe chiedersi quali siano le cause di disagio che portano all'estremo atto. Il nocciolo della questione, - ad avviso delle organizzazioni sindacali scriventi, - risiede nell'inadeguatezza normativa che, con l'articolo 48 del DPR 782 del 1985, pone un forte freno inibitorio al personale in divisa che palesa il bisogno di voler confidare un suo momentaneo ma reale disagio psicologico. L'applicazione dell'attuale normativa prevede infatti il ritiro della tessera di riconoscimento e dell'arma d'ordinanza in dotazione, con l'immediata sospensione dal servizio fino a data da destinarsi. Se è pur vero che l'Amministrazione agisca in autotutela, è altrettanto vero che con tale prassi si ponga il dipendente in disgrazia. Considerato ciò, queste dinamiche fanno sì che pur di mantenere il proprio ruolo e non essere escluso dal servizio (con tutte le ripercussioni negative che ne conseguono sul prestigio e sull'immagine personale, sia in ambito familiare sia sociale), il personale sarà così costretto dall'Amministrazione stessa a non manifestare il proprio disagio."

"La questione, - continuano nella nota le organizzazioni sindacali - potrebbe facilmente risolversi con l'ausilio di psicologi esterni all'Amministrazione, che fungano da supporto e senza rischi di ritorsioni per chi voglia liberarsi di pensieri logoranti. Peraltro, è fuori da ogni dubbio che il servizio nelle Forze di Polizia, Forze armate e Soccorso pubblico, sia connaturato all'esposizione continua a fattori stressanti. Invitiamo i decisori - concludono le organizzazioni sindacali - a non sottovalutare un fenomeno che non è marginale, ma rappresenta la prima causa di morte tra le Forze di Polizia, Forze armate e Soccorso pubblico: la vita è sempre preziosa, anche quella degli operatori che giornalmente si prodigano per il bene del popolo italiano. Una preghiera per il nostro collega e per tutti quelli che si sono trovati soli ad affrontare il silenzio dell'opinione pubblica, che la terra vi sia lieve."
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