Canosa: Sindaco Vito Malcangio 2022 Vittime del Bombardamento
Canosa: Sindaco Vito Malcangio 2022 Vittime del Bombardamento
Storia

Oggi come allora è la fratellanza che deve accomunarci

Il sindaco di Canosa Vito Malcangio alle celebrazioni del 4 novembre

La storia narra che il 4 novembre 1918 con l'entrata delle truppe italiane vittoriose a Trento e Trieste, dopo quasi tre anni e mezzo di combattimenti, si concludeva quella che allora venne definita la "Grande Guerra". Nella ricorrenza si celebra il "Giorno dell'Unità Nazionale" e "Giornata delle Forze Armate" per ricordare la data in cui andò a compimento il processo di unificazione nazionale che, iniziato in epoca risorgimentale, aveva portato alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Fu proprio durante la Prima Guerra Mondiale che gli italiani si trovarono per la prima volta fianco a fianco, legati indissolubilmente l'un l'altro sotto la stessa bandiera nella prima drammatica esperienza collettiva che si verificava dopo la proclamazione del Regno. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 novembre fu dichiarata festa nazionale che è durata fino al 1976, dal 1977, dopo una riforma del calendario volta ad aumentare i giorni lavorativi, si cominciò a festeggiare la giornata dell'unità nazionale e delle forze armate nella prima domenica di novembre.

A Canosa di Puglia(BT) per la Giornata dell'Unità d'Italia e la Festa delle Forze Armate, nella mattinata odierna si è tenuta una manifestazione pubblica con la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni d'arma, culturali, dei volontari della protezione civile e delle autorità cittadine con in testa il sindaco Vito Malcangio «Oggi, 4 novembre, l'Italia intera celebra la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, una data storica per noi italiani - spiega il Sindaco di Canosa Vito Malcangio - in cui ricordiamo la fine della Prima Guerra Mondiale con l'Armistizio di Villa Giusti ed in cui onoriamo sia coloro che per la Patria hanno dato la vita, sia chi tuttora presta servizio al nostro paese rischiandola quotidianamente. Onorare la memoria ed il sacrificio dei soldati caduti in guerra e nelle missioni di pace fa parte del nostro essere cittadini italiani, fieri della nostra Nazione. Ripenso ad un avvenimento storico in particolare in cui gli italiani si sentirono, parte di un unico Paese, tutti accomunati da quel senso di appartenenza ai colori della nostra bandiera, il verde, il bianco e il rosso: era il treno che da Aquileia portò il feretro del Milite Ignoto a Roma per la tumulazione all'Altare della Patria. Questa giornata, davanti al nostro Monumento ai Caduti, ci impone di riflettere su quanto patito dai nostri soldati, alcuni dei quali partiti per il fronte senza fare mai più ritorno e che per l'unità e la libertà dell'Italia hanno dato la propria vita. Oggi come allora è la fratellanza che deve accomunarci, quartiere per quartiere, città per città, consapevoli di un dono di inestimabile valore che continuiamo a custodire e che non dobbiamo mai dare per scontato, quello della pace sempre messo in discussione da taluni che vogliono ledere le libertà altrui. E qui il pensiero è rivolto a tutte le Nazioni che stanno difendendo i propri confini, la propria libertà. Celebriamo le nostre Forze Armate, uomini e donne dello Stato che giorno e notte assicurano la nostra sicurezza: sono loro i nostri angeli custodi che presidiano il territorio ed i nostri confini terreni, aerei e marittimi con amore per la Patria e sacrificio. Penso a coloro - continua il primo cittadino - che sono impegnati in missione di pace all'estero, lontani dai propri cari ed in particolare a chi, in queste circostanze, ha perso la vita. Un esempio è Salvo d'Acquisto, vicebrigadiere dell'Arma dei Carabinieri, insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare per essersi sacrificato il 23 settembre 1943 al fine di salvare un gruppo di 22 civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Come non ricordare anche la strage di Nassiriya del 12 novembre 2003 in cui persero la vita 19 italiani: sono queste alcune delle autentiche testimonianze di coraggio, come quelle di tutti gli uomini in divisa che sono caduti per mano delle mafie, combattendo e difendendo i nostri principi valoriali. La loro memoria resterà sempre indelebile nel nostro agire quotidiano nell'esclusivo interesse del bene comune: a noi, uomini e donne d'oggi, la grande e difficile responsabilità di perseguire costantemente ed instancabilmente l'obiettivo di mantenere sempre accesa la luce della speranza, la luce della pace e della prosperità. Amiamo il nostro paese - conclude il Sindaco di Canosa Vito Malcangio - senza se e senza ma: Viva le Forze Armate, Viva l'Italia». Nel corso delle celebrazioni sono state deposte corone di fiori al Cippo delle Vittime del bombardamento in Via Salita ai Mulini, sulle lapidi dei Caduti in Guerra in Corso Gramsci e in Corso Garibaldi, e sul Monumento ai Caduti nei Giardini della villa comunale.
Foto a cura di Savino Mazzarella
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