Antonio Faretina
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Eventi e cultura

Il dialetto che piace sempre più

Ricordata la memoria di Savino Losmargiasso nella giornata nazionale del vernacolo

Tantissimi collegamenti e consensi di apprezzamento alla diretta Facebook per la "Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali", promossa ed organizzata dalla Pro Loco Canosa presieduta da Elia Marro, tenutasi domenica scorsa che a causa dell'emergenza sanitaria Covid-19 in corso ha impedito gli incontri in presenza. Emigrazione, sentimenti, confronti generazionali, personaggi del passato e del presente locale, tradizioni e costumi tipici, agricoltura, ambiente e meteo sono stati tra i temi trattati in chiave moderna e soprattutto in dialetto, protagonista della giornata nazionale attraverso i suoi testimonial, poeti conosciuti e meno, cultori del vernacolo per amore della propria terra natìa.

Il presidente della Pro Loco Canosa Elia Marro presentando gli intervenuti che hanno contribuito alla diretta Facebook con video ben strutturati e indirizzati al tema della giornata dedicata al dialetto li ha ringraziati per la dedizione e l'impegno costante a tenere viva la lingua dialettale, idioma della comunità canosina. Nel corso della giornata è stata onorata la memoria di Savino Losmargiasso, poeta dialettale canosino deceduto l'anno scorso, con la registrazione di un video ad opera di Savino Mazzarella e Luigi Barbarossa, in Piazza Galluppi a Canosa di Puglia(BT), ricordando la poesia "L'ultimo desiderio di un poeta sognatore", che ha ricevuto menzioni speciali. davanti ai locali della sua macelleria gestita per oltre 50 anni.

La Compagnia Teatrale Pugliese Teatronuovo, rappresentata da Sabino Dell'Isola e Antonio Faretina ha eseguito una parodia a tema in un ensemble di ricordi e aneddoti per interagire e condividere la bellezza del dialetto. Il Cavaliere della Repubblica, Giuseppe Di Nunno, "alias il Maestro Peppino" ha evocato "Sulle vie degli Asinelli" percorse dai venditori ambulanti del '900, che "abbiamo conosciuto nell'infanzia" , presentando il lavoro in rime dialettali intitolato " U ciucciarìdde de l'anne ca vène."

Da Roma, il poeta Sante Valentino ha recitato il componimento intitolato "Na paràule nòste" per evidenziare che il parlare in dialetto è un linguaggio schietto e verace, "una voce dell'anima che travalica ogni forma retorica e ci proietta nel mondo della nostra identità culturale." In ascesa di gradimento le poesie di Cinzia Sinesi che per l'occasione ha proposto "U mùnne ch'é sémbe sunnète", ispirandosi a Mahatma Gandhi:"se vuoi cambiare il mondo, cambia te stesso." Antonio Faretina ha presentato "Cé sciéte facénne", una sorta di incoraggiamento rivolto ai giovani per "curare e custodire le radici e le tradizioni della nostra città per realizzare un mondo migliore senza fuggire dalle case".

La scrittrice canosina Giusy Del Vento ha fatto conoscere Monongha, la città di Monongah degli Stati Uniti d'America, nella Contea di Marion, nella Virginia Occidentale. Ha dedicato la sua opera culturale a coloro che sono detenuti nelle miniere del mondo di tutti i tempi, ricordando che "eravamo migranti e ancora lo siamo". La canosina più social Grazia Mastrapasqua ha recitato la poesia "Nìnde cchiéu", un confronto tra la Canosa di ieri e quella di oggi, nei ricordi da bambina e donna di oggi.

Nella ricorrenza di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali domestici, Dino D'Aulisa ha rivolto il messaggio "Dìsse o sorge"a protezione e salvaguardia degli animali. "U rocelavìnde" la poesia di Filomena Piscitelli che parla della foglia al vento che svolazza per le strade. "U sfùche d'e n'àrve d'alòve" è il componimento di Nicoletta De Sario, un inno al rispetto della natura che produce con amore i frutti necessari per la vita quotidiana come il cibo.

Per l'inaugurazione del Carnevale, il panettiere Clemente Cirillo ha proposto "Sand'Andùne màsciekére e sùne", rievocando il passato burlesco tra lazzi, smorfie e risate fino ai giorni nostri. Il 17 gennaio, Festa di Sant'Antonio Abate, primo giorno di Carnevale, il proverbio dice :"Sant'Andùne, / màscekere e sùne" ma quest'anno in tempo di Covid-19, il Maestro Peppino Di Nunno l'ha aggiornato "Sand'Andùne, mascherine e sùnne", perchè occorre tanto sonno sereno dopo la giornata con la .... mascherina!. Mentre, Pasquale Patruno ha recitato "La mòrte de Carnevèle", componimento rievocativo di ricordi sulle tradizioni e feste di una volta con le sue maschere tipiche. L'ex assessore Nunzio Pinnelli ha presentato "U varvàune" un racconto di un noto personaggio canosino.

Una diretta Facwebook per la "Giornata Nazionale del Dialetto e delle lingue locali" , istituita dall'UNPLI-Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia che non ha tradito le attese ma anzi ha confermato il crescente interesse e attenzione verso la lingua locale, patrimonio culturale immateriale che va preservato, tutelato e promosso con più iniziative e coinvolgimento anche attraverso la rete.
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