
Territorio
Il ritorno in grande stile dei dolci della tradizione
Protagonisti sulle tavole di fine anno e di Capodanno
Puglia - giovedì 1 gennaio 2026
15.50
in Puglia, per i pranzi e i cenoni di fine anno e di Capodanno 2026, la spesa destinata ai consumi alimentari ha toccato quota 220 milioni di euro, con la maggioranza dei pugliesi, pari al 67%, che ha scelto di festeggiare in casa, propria o di familiari e amici, mentre il resto si è orientato soprattutto verso ristoranti e agriturismi, che fanno registrare oltre 20mila presenze, secondo le stime di Terranostra e Campagna Amica.. È il quadro tracciato da Coldiretti Puglia nel bilancio delle festività di Capodanno, che evidenzia come attorno alle tavole si siano riunite in media sette persone.
Il brindisi di fine anno ha visto ancora una volta lo spumante come grande protagonista, presente su più dell'84% delle tavole, come rileva Coldiretti Puglia, battuto di poco dalle lenticchie, inserite nell'85% dei menu, confermandosi simbolo irrinunciabile di fortuna e buon auspicio. Tra i cibi portafortuna spiccano anche i chicchi d'uva, presenti nel 45% delle tavolate e consumati secondo un rito scaramantico ormai consolidato, che negli ultimi anni ha assunto un valore ancora più forte in un contesto internazionale segnato da instabilità, conflitti e tensioni.
Sui menu di Capodanno non sono mancati pesce e frutta, con una netta preferenza per prodotti Made in Italy, mentre si registra una flessione nei consumi di champagne e frutta esotica. Tuttavia, non tutti hanno potuto mantenere la tradizione del pesce, a causa dei costi elevati, orientandosi così verso piatti simbolo della cucina pugliese come le cime di rapa stufate e i panzerotti fritti, farciti con mozzarella, pomodoro e formaggio oppure con ricotta scquanta.
A chiudere il quadro delle feste è il ritorno in grande stile dei dolci della tradizione fatti in casa, complice il caro panettone, con questi dolci come la sfogliatella di Canosa di Puglia che sono tornati protagonisti sulle tavole di fine anno e di Capodanno, con una massaia su due impegnata per almeno due ore nella preparazione domestica, spesso insieme ai bambini, trasformando la cucina in uno spazio di condivisione e convivialità familiare. Nel 2023 la sfogliatella di Canosa "la sfegghjèete" è stata iscritta nei PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali che rappresentano uno strumento di marketing territoriale perché raccontano la storia, la cultura e le tradizioni di un Paese.
Oggi è l'annuncio della sfogliatella PAT canosina,
il dolce di Natale per ogni mattina,
aroma di forno quand'ero bambino
studiata da molti e dal maestro Peppino,
la chiamano in dialetto "la sfegghjète"
m'arrecòrde stu pajòse addà so' nète,
e véu assaprète stu pajòse lauriete,
pajsène , frestìre e Canusòne spatriète.
Lo ha detto pure Antonia Sinesi
la sfogliatella è per tutti i mesi.
Il brindisi di fine anno ha visto ancora una volta lo spumante come grande protagonista, presente su più dell'84% delle tavole, come rileva Coldiretti Puglia, battuto di poco dalle lenticchie, inserite nell'85% dei menu, confermandosi simbolo irrinunciabile di fortuna e buon auspicio. Tra i cibi portafortuna spiccano anche i chicchi d'uva, presenti nel 45% delle tavolate e consumati secondo un rito scaramantico ormai consolidato, che negli ultimi anni ha assunto un valore ancora più forte in un contesto internazionale segnato da instabilità, conflitti e tensioni.
Sui menu di Capodanno non sono mancati pesce e frutta, con una netta preferenza per prodotti Made in Italy, mentre si registra una flessione nei consumi di champagne e frutta esotica. Tuttavia, non tutti hanno potuto mantenere la tradizione del pesce, a causa dei costi elevati, orientandosi così verso piatti simbolo della cucina pugliese come le cime di rapa stufate e i panzerotti fritti, farciti con mozzarella, pomodoro e formaggio oppure con ricotta scquanta.
A chiudere il quadro delle feste è il ritorno in grande stile dei dolci della tradizione fatti in casa, complice il caro panettone, con questi dolci come la sfogliatella di Canosa di Puglia che sono tornati protagonisti sulle tavole di fine anno e di Capodanno, con una massaia su due impegnata per almeno due ore nella preparazione domestica, spesso insieme ai bambini, trasformando la cucina in uno spazio di condivisione e convivialità familiare. Nel 2023 la sfogliatella di Canosa "la sfegghjèete" è stata iscritta nei PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali che rappresentano uno strumento di marketing territoriale perché raccontano la storia, la cultura e le tradizioni di un Paese.
Oggi è l'annuncio della sfogliatella PAT canosina,
il dolce di Natale per ogni mattina,
aroma di forno quand'ero bambino
studiata da molti e dal maestro Peppino,
la chiamano in dialetto "la sfegghjète"
m'arrecòrde stu pajòse addà so' nète,
e véu assaprète stu pajòse lauriete,
pajsène , frestìre e Canusòne spatriète.
Lo ha detto pure Antonia Sinesi
la sfogliatella è per tutti i mesi.


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