Francesco Ventola
Francesco Ventola
Cronaca

Francesco Ventola: riflessioni sull'ospedale di Canosa

Personalmente, mai ho messo in discussione l'altrui buona fede. Il destino del nostro ospedale

ALCUNE NECESSARIE RIFLESSIONI SULL'OSPEDALE.

Sul destino del nostro ospedale, molto intermittenti sono state le valutazioni e le iniziative assunte in questi ultimi 9 mesi dall'Amministrazione comunale e dal Sindaco La Salvia. Continuo è stato il cambio delle carte in tavola che ha confuso i concittadini.

Personalmente, mai ho messo in discussione l'altrui buona fede; ho sempre espresso le mie proposte e mi sono sempre allineato con le decisioni non condivise della maggioranza, pur di formare un fronte unico. Anche le nostre iniziative politiche hanno voluto offrire unicamente sostegno e più forza, alle istanze istituzionalmente rappresentate dall'Amministrazione comunale.

Sin all'indomani delle decisioni della Regione Puglia, però, si è cercato di deriderci quando a giugno scorso, cogliendo il contestuale insediamento del Consiglio Comunale, abbiamo mostrato il nostro sdegno per le decisioni contro l'ospedale e la sanità del nostro territorio. L'immagine forte dei "carri armati" è stata strumentalizzata, si è persino snobbato e fuorviato l'iniziativa istituzionale assunta d'intesa con il Prefetto Sessa per il Gruppo di Allarme Sociale.

Evidentemente qualcuno continua ancora a soffrire di "ventolite", invece di preoccuparsi molto di più di governare i problemi e la Città. I Sindaci dei Comuni di Monopoli, Lucera, San Pietro Vernotico eccetera, non si sono persi in chiacchiere parlando di chi c'era prima o di Presidenti di Province; da primi cittadini hanno fatto da subito, pesantemente e coerentemente la loro battaglia, raggiungendo gli obiettivi.

A Canosa, invece, si è cercato di ostacolare qualsiasi aiuto, mio e della nostra parte politica. Nonostante l'evidenza dei fatti, non si e persa occasione per cercare di addossare assurde responsabilità, sviando, quel che è peggio, il lavoro ed il contributo di ognuno.

Già rispetto a questi pochi esempi, è difficile individuare comportamenti lineari ed oggettivi che facciano comprendere il perché di reazioni scomposte ed atteggiamenti ostili dell'Amministrazione. Senza riuscire a dare risposte alle nostre domande esemplificative postegli anche in questi ultimi giorni, il Sindaco La Salvia oggi parla di mannaia caduta sul nostro ospedale che ci ha solo sfiorati ed arriva ad asserire, bontà sua, che "il nostro nosocomio è in prognosi riservata, ma ancora vivo!".

Chi come noi ha l'onore di rappresentare la gente che ci ha dato fiducia eleggendoci, ha il dovere di non creare confusione sulle verità e dispone di due distinti percorsi per operare: uno è quello istituzionale, per tutte le funzioni specifiche che attribuiscono un potere di intervento; l'altro è quello politico basato sui contatti personali e di partito.

La storia della nostra Città, anche per l'ospedale, dimostra quanto è stato fatto nel corso degli anni, creando e fruendo anche di una "rete di solidarietà politico-istituzionale, altrochè: nei primi cinque anni della Presidenza Fitto alla Regione Puglia, entrambi i canali hanno consentito ottimi risultati con investimenti significativi che hanno tutelato l'ospedale di Canosa. Negli anni successivi della Presidenza VENDOLA, buone sono state le nostre relazioni con la Regione così come i risultati, nonostante la diversa appartenenza politica. Ogni situazione di rischio ci ha visti ospitare direttamente in aula consiliare i vertici regionali per approfondire insieme le problematiche; il personale ed i dirigenti sanitari ospedalieri, oltre alla cittadinanza, sono sempre stati direttamente coinvolti: la costituzione di un comitato a difesa dell'ospedale composto dai rappresentanti del personale sanitario ne è stata una chiara dimostrazione. Interventi e risultati molto soddisfacenti sono stati conseguiti per gli stessi servizi territoriali: la ex Clinica Lizzadro è stata messa a disposizione per ulteriori attività tra le quali l'assistenza ai ragazzi con deficit, fino ad allora costretti ad andare presso centri di riabilitazione fuori Canosa.

Con l'alternanza politica alla guida della Città di Canosa, è stata la maggioranza di sinistra che ha acquisito di diritto l'onore e la responsabilità di indirizzare ed assumere l'iniziativa (in passato, noi lo abbiamo fatto senza scaricare colpe su altri): sul piano istituzionale il Sindaco è componente della Conferenza dei Sindaci della ASL, non a caso è stato invitato al tavolo delle consultazioni in Regione per il nuovo ospedale di Andria e per il riordino ospedaliero; sul piano politico c'è la comune appartenenza di partito del Governo regionale del Presidente Nichi VENDOLA.

Quindi, chi deve rispondere per tale disastro se non una Regione che in sanità ha competenza piena che esclude alibi? E' alla Regioni che la Costituzione italiana attribuisce le competenze in materia di tutela della salute, è la maggioranza di sinistra della Puglia che in Giunta ed il Consiglio Regionale ha fatto predisposto e adottato le tragiche decisioni.

A causa di questo fallimento, è comprensibile lo sconforto del Comitato B619, che ha dato l'anima e combattuto in prima linea, come dei tantissimi concittadini.

Ma la delusione politica non può portare al qualunquismo che colpisce indiscriminatamente a favore dei furbi e dei bugiardi. La politica, invece, deve essere valutata per la coerenza e la linearità dei comportamenti così come per la capacità di conseguire risultati adeguati. Per cui le considerazioni sulle responsabilità della sinistra che ha sbagliato, che ha creato questa situazione, non possono che essere una naturale conseguenza, evitando che il "non voto" ci veda ulteriormente danneggiati per difetto di rappresentanza.

Quello che offende le persone e la loro intelligenza è il leggere che già nel programma elettorale dell'attuale maggioranza della sinistra cittadina avevano ipotizzato reparti di lungodegenza per l'Ospedale di Canosa. Evidentemente c'era già un disegno per scelte che avrebbero cambiato la sua vocazione storica.

Anch'io sono sconfortato e soffro per queste assurdità, ma reagisco trovando ulteriori motivazioni di impegno politico nel mio Partito e nelle Istituzioni. Perciò, ognuno scelga la via più opportuna, ma per me è questo il modo migliore che socialmente ci rimane per fare giustizia.

Il Consigliere Comunale del Popolo della Libertà di Canosa di Puglia, Francesco VENTOLA
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