Orto Botanico Barletta
Orto Botanico Barletta
Territorio

Centro Ricerca Bonomo: la proposta alla provincia Bat e ai comuni di Andria e Canosa

Barletta candida l'orto botanico ad accoglierlo. Cascella: «Struttura che offre il contesto naturale e ideale»

Si torna a parlare della nuova paventata chiusura del Centro Ricerche "Bonomo" di Andria con la querelle tra Provincia di Bari e Provincia BAT ed il Sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, lancia la sua proposta: utilizzare l'orto botanico della Città di Eraclio, mai inaugurato soprattutto per problemi legati alla gestione, per far svolgere l'attività con un progetto specifico e ben articolato: «Chiudere il Centro di Ricerca Bonomo? Contribuire a evitare sia la chiusura, sia una sterile contrapposizione sulla liquidazione dell'ente tra la Provincia di Bari e la Provincia della Bat si può e si deve. Il Comune di Barletta è interessato a favorire il rilancio di un polo di eccellenza della ricerca nel campo agronomico articolato sul territorio nord barese. Mette dunque a disposizione della provincia Bat, che ha ricevuto in eredità l'ente di ricerca, le strutture dell'orto botanico della città della Disfida per un'operazione di ricostruzione di un soggetto di ricerca autorevole, legato alla conservazione delle specie vegetali, alla prevenzione della perdita di biodiversità genetiche, alla sperimentazione di tecniche innovative, alla formazione di personale specializzato per lo sviluppo di un'attività produttiva e la tutela di un patrimonio ambientale vitale per l'intero territorio della provincia».

E poi ancora lo stesso Sindaco della Città di Barletta , Pasquale Cascella: «L'orto botanico di Barletta offre il contesto naturale e ideale per affiancare i laboratori e sviluppare le attività della migliore tradizione della fondazione che altrimenti rischiano di essere perdute definitivamente. Una cosa è combattere i vecchi sprechi e impedirne di nuovi, altra è rinunciare alle potenzialità di sviluppo. Di qui la proposta alla provincia Bat e ai comuni di Andria e Canosa, ugualmente interessati alle attività didattiche e alla ricerca agronomica e botanica, di farsi carico di un progetto comune per individuare soluzioni condivise che mettano a frutto sinergicamente tutte le risorse e le strutture già disponibili».
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