Accolito Donato Mele
Accolito Donato Mele
Il Pensare tra bellezza e verità

Il dono e la grazia dell'accolitato a Donato Mele

Conferito nella Cattedrale di Andria da Mons. Mansi

La Chiesa di Canosa, con la preghiera di Mons. Luigi Mansi e di tutta la comunità diocesana, ha un nuovo accolito: Donato Mele. Il ministero è stato conferito nella Cattedrale di Andria, durante la Solenne Concelebrazione Eucaristica di ieri sera presieduta da Sua Eccellenza Rev.ma Mons Luigi Mansi, Vescovo di Andria che ha avuto luogo presso la Cattedrale di Andria, nella memoria di Maria Madre della Chiesa. L'accolitato, definito in passato ordine minore, è oggi, nella Chiesa Cattolica, un ministero laicale. Anticamente era il quarto degli ordini minori, mentre dalla riforma voluta da Paolo VI, l'accolito resta un laico; in passato invece poneva l'interessato come chierico. L'accolito è reso tale dal vescovo, con il conferimento del ministero laicale. Attualmente i ministeri laicali sono il lettorato e l'accolitato, i quali hanno sostituito gli ordini minori. Donato Mele resta dunque un laico. Tale ministero però è riservato solo agli uomini. Il suo compito sarà aiutare nella liturgia eucaristica il vescovo, i sacerdoti ed i diaconi, prendendosi particolarmente cura dei vasi sacri e curando la preparazione dell'altare e della liturgia eucaristica. Etimologicamente la parola accolito significa "colui che segue". La riforma di Paolo VI, in riferimento al ministero laicale dell'accolitato, è stata attuata nel 1972. Vi sono vari incarichi che l'accolito può porre in essere. Egli è, cosa di grande importanza, anche un ministro straordinario dell'eucarestia. Credo che la cosa più importante da sottolineare non siano le norme liturgiche, il percorso o il carattere canonico normativo di tale ministero, pur di prioritaria importanza, la meraviglia sta nel fatto che Donato Mele, in quanto laico, vive una condizione ed una opportunità nuova alla sequela di Cristo. Tale condizione, vissuta particolarmente nel servizio liturgico, porta il suo riflesso nella vita dei fratelli nei quali, specialmente, nei più dimenticati ed esclusi, Cristo è presente e chiede di essere amato. L'augurio che facciamo a Donato è dunque "seguire" Cristo nella liturgia attraverso la contemplazione e continuare a seguirlo nella carità dei fratelli.
D.Salvatore Sciannamea
  • Mons. Luigi Mansi
  • Diocesi di Andria
Altri contenuti a tema
Voi stessi date loro da mangiare: Voi stessi date loro da mangiare: On line "Il Campanile" n.3–Maggio/Giugno  2022
Armida Barelli, storia di una donna che ha cambiato un'epoca Armida Barelli, storia di una donna che ha cambiato un'epoca Ad Andria, la presentazione della biografia con l'autore Ernesto Preziosi
Canosa:  Solennità del Corpo e Sangue del Signore, Canosa: Solennità del Corpo e Sangue del Signore, Mons. Luigi Mansi alle celebrazioni di sabato
La Lunga Notte delle Chiese La Lunga Notte delle Chiese Il programma della settima edizione
Canosa: Pellegrinaggio Mariano cittadino Canosa: Pellegrinaggio Mariano cittadino La Zona Pastorale ha comunicato il programma delle celebrazioni
Giornata di fraternità del presbiterio diocesano all'Abbazia del Goleto Giornata di fraternità del presbiterio diocesano all'Abbazia del Goleto Ad illustrare la storia, il rettore don Salvatore Sciannamea, sacerdote "Fidei donum"
L’augurio della Diocesi di Andria  per i 70 anni del Vescovo Luigi Mansi L’augurio della Diocesi di Andria per i 70 anni del Vescovo Luigi Mansi Che il Signore ti renda sempre pastore e guida secondo il cuore di Cristo
Canosa: Valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale Canosa: Valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale Interesse e partecipazione all'incontro  sul tema "Dal progetto al Cantiere Museo dei Vescovi"
© 2005-2022 CanosaWeb è un portale gestito da 3CPower srl Partita iva 07161380725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
CanosaWeb funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.