Pier Paolo Caserta
Pier Paolo Caserta
Politica

Radicamento territoriale e prospettiva politica

La nota di Pier Paolo Caserta, candidato nelle circoscrizioni della BAT e di Bari per Puglia Pacifista e Popolare.

Quello della BAT, con la sola parziale eccezione delle zone costiere, è un territorio progressivamente abbandonato e condannato al declino. Sono arrivato a Canosa di Puglia sedici anni fa e ho visto la popolazione decrescere, la sanità locale smantellata, il trasporto amputato, e soltanto i tumori aumentare. Questi sono i risultati tutt'altro che casuali di precise scelte politiche. All'inizio capitava che qualcuno mi chiedesse, complice la mia persistente inflessione romana: "Ma perché sei venuto qui?". Un po' divertito stavo al gioco, ma rispondevo che non volevo stare da un'altra parte, che è qui che io ho trovato tutto. E così, senza aver mai smesso di essere romano, sono diventato canosino. Penso alla mia come a un'identità per addizione, mai per sottrazione. Bisogna dare quello che si ha nei propri luoghi, a chi può riceverlo, anche quando è difficile, e non sentirsi sprecati, come capita agli odierni cosmopoliti che si pensano sempre destinati ad altro di meglio.

Nel frattempo si è approfondito anche il mio incontro con il Socialismo, e con Risorgimento Socialista, che mi ha mostrato il carattere sempre attuale della questione meridionale e il suo legame inscindibile con la questione sociale. Il modello pugliese attuato negli ultimi venti anni dal sistema di governo e di potere del centro-sinistra mostra benissimo questa intima connessione: le classi alte sono state avvantaggiate, molti di più si sono lasciati sedurre da un modello di sviluppo disfunzionale, le fasce più deboli sono state duramente colpite, le aree periferiche e interne sono state ricacciate indietro. Ho così deciso di accettare la candidatura a consigliere regionale con Puglia Pacifista e Popolare, nelle circoscrizioni elettorali della BAT e di Bari. Insieme a Risorgimento Socialista, la lista è sostenuta dal Partito Comunista Italiano, da Potere al Popolo e da ampi settori dei movimenti per la Pace e per l'ambiente.

Candidarsi per l'assemblea elettiva regionale significa farsi carico di istanze sia di rappresentanza territoriale che di prospettiva politica complessiva. Per rappresentare il proprio territorio in modo non solo nominalistico occorrono infatti due cose: un legame molto forte con esso e, allo stesso tempo, un orizzonte politico risolutamente antagonista rispetto agli interessi che hanno marginalizzato e avvelenato il territorio. Servono entrambe queste componenti, che non possono essere separate, e che non dovrebbero andare ciascuna per conto proprio.

Dal mio punto di vista, non può bastare avere radici nel proprio luogo se poi si appoggiano in concreto i referenti politici degli interessi privati che lo hanno distrutto. Se poi si appoggia il centro-sinistra. Ma l'alternativa c'è, sia al centro-sinistra che alla Destra. Non è affatto vero che esiste un solo candidato canosino. Anzi, i canosini possono scegliere una candidatura espressione del territorio senza che questo significhi fare i portatori d'acqua per Decaro e per il centro-sinistra.

Il 23 e 24 novembre 2025 tutti i pugliesi hanno la possibilità di operare una scelta netta di discontinuità rispetto alle politiche mercantili degli ultimi vent'anni. Un voto a Puglia Pacifista e Popolare per Ada Donno presidente significa esprimere la volontà di affrancarsi dalle oligarchie, dai comitati d'affari e dagli interessi privati che da troppo tempo depredano i territori e le loro economie. Un voto di riscatto e di dignità per restituire diritti e spazi di partecipazione alle classi lavoratrici e popolari, ai dissidenti, a chi è stato scientemente lasciato ai margini. L'unico voto utile.
Pier Paolo Caserta, insegnante, candidato nelle circoscrizioni della BAT e di Bari per Puglia Pacifista e Popolare.
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