Marcovecchio
Marcovecchio
Territorio

Omaggio a un campione di altri tempi, ed alcune precisazioni

Partecipa ai Campionati Italiani Allievi a San Remo, dove riceve le attenzioni di importanti società. Non ha rimpianti ed è felice ed orgoglioso della sua carriera

"LEONARDO MARCOVECCHIO, classe 1941, inizia a correre giovanissimo con la bicicletta da corsa del fratello Cosimo, a registrarla ci pensa l'amico Michele Genzano. La prima società di Leonardo è il G.S. Italia del presidente Eduardo Milano, con la quale corre da Allievo nel 1960, compagni di squadra Angelo Mangino e Giacinto Grimaldi. Si mette subito in luce, ama le gare lunghe e dure, dimostra carattere e caparbietà. Nel 1960 a Foggia vince con notevole distacco una gara impegnativa che ha toccato le tortuose strade del Gargano.. A Polignano corre la Targa Crocifisso alla quale partecipano moltissimi corridori reduci dalle Olimpiadi di Roma. A pochi chilometri dall'arrivo Leonardo è in testa alla corsa, a un passaggio a livello chiuso tenta di passare ma la sbarra gli batte sulla spalla. Leonardo rallenta, stringe i denti e continua la gara, viene raggiunto da altri corridori tra i quali Vito Taccone che alla fine vince la gara. A fine stagione partecipa ai Campionati Italiani Allievi a San Remo, dove riceve le attenzioni di importanti società sportive. Nel 1961 passa Dilettante e viene ingaggiato dalla prestigiosa società "Polisportiva Ventura Bisceglie". Leonardo dovrebbe partire per assolvere gli obblighi del servizio militare, ma alcuni amici evitano la partenza e questa in seguito si rivela una scelta non giusta. Uscendo fuori regione e militando sicuramente nella Compagnia Atleti a Roma, Marcovecchio avrebbe avuto una notevole possibilità di passare anche Professionista, come successe per Taccone ed altri corridori ..

Nel 1962 partecipa al "Giro dell'Otto" e dopo una gara entusiasmante sul traguardo di Barletta, Leonardo batte il fortissimo leccese Guarino. Impressionato dal ciclista canosino, l'imprenditore barlettano Gino "Italia" consegna a Leonardo una fiammante e prestigiosa bicicletta da corsa. Nello stesso anno partecipa al Giro di Puglia per Dilettanti e al termine di entusiasmanti tappe, Marcovecchio si classifica terzo assoluto, pur penalizzato di alcuni minuti per un passaggio di borraccia non consentito. Il patron della "Ferrarelle Roma" impressionato dalla sua forza, lo voleva ingaggiare nella sua società, ma il trasferimento non si fece per le esagerate richieste economiche avanzate dalla "Ventura Risceglie". I successi di Leonardo non vengono per caso, sono frutto di allenamenti giornalieri molto duri e lunghi. In prima mattinata parte da Canosa e percorrendo la vecchia strada, passando dalle salite di Scorciabove e Terra Rossa, raggiunge Potenza e ritorno per un totale di oltre 200 km., questo per cinque giorni alla settimana e poi gareggiare la domenica. Leonardo proviene da una famiglia numerosa, umile e in condizioni economiche non agevoli, concilia il ciclismo con alcuni lavori offerti da amici ed è a questo punto scatta spontaneamente la solidarietà di amici e tifosi che in tutti i modi lo aiutano ad allenarsi e lavorare in condizioni accettabili, assicurandogli anche una nutrizione adeguata per un atleta. Savino Caccavo, Giuseppe Russo (u russ), Michele Genzano, Michele Zagaria (baffaun), Vincenzo Inchingoli (Cenzin crul), Tommaso Del Vecchio (Tumes u vecch), Sandro Sansonna, Cosimo Palumbo (mmin palum), Salvatore Luisi, Savino Acquaviva
(cittemmurt), Michele (basettaun), Pasquale Iacobone (paddocc) ed altri sono gli amici tifosi che si sono prodigati per Leonardo e lo accompagnano ovunque quando gareggia.

Antonio Caccavo , amico di Leonardo, legato alla sua famiglia da un comparizio, lo aiuta moltissimo facendolo lavorare con lui nel distribuire materiale edile ed è il suo primo accompagnatore ufficiale.. Quando c'era la gara, Savino tralasciava il lavoro, preparava il 1100 HD, montava il portapacchi per la bicicletta e si partiva; a guidare l'automobile il figlio Domenico, anche lui sportivo e tifoso. Michele Genzano oltre a essere il meccanico della bicicletta di Leonardo, è l'uomo di fiducia di tutti gli amici tifosi e sportivi canosini. Specialmente quando Leonardo gareggia a Canosa, si raccolgono contributi volontari che Michele mette in una busta e consegna direttamente a Leonardo alla fine della gara. Da ricordare anche l'amico tifoso Giuseppe Russo classe 1925, che oggi a distanza di cinquant'anni parlando di Leonardo gli brillano gli occhi per l'emozione. Giuseppe considera Marcovecchio un figlio e il miglior dilettante e Felice Gimondi il miglior professionista di quei tempi. Due corridori, a detta di Giuseppe, simili nel carattere, battaglieri, abituati alla fatica, al sacrificio e di poche parole. Nel 1963 Leonardo veste la maglia della "Libertas Palese", sono anni indimenticabili, tante vittorie e titoli regionali. Nel 1966 per la prima volta indossa la maglia di Campione Pugliese su Strada per Dilettanti e rivince lo stesso titolo nel 1968.

A ottobre dello stesso anno corre il 1° Giro Internazionale di Grecia per Dilettanti. L'Italia partecipa con due squadre, una romana e una pugliese composta da Leonardo Marcovecchio, Logoluso, Abbrescia, Del Grosso, D'Attolico ed è guidata dai tecnici Barone e Tannino. Al termine delle sette tappe Leonardo risulta uno dei migliori italiani in classifica, come scrive in un articolo il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Nino Petrone. Nel 1969 vince il Titolo Pugliese a Cronometro su strada a coppia (D1) e a fine anno risulta il primo dilettante pugliese nella classifica generale dei migliori dilettanti italiani, stilata dall'esperto e famoso specialista di ciclismo Cesaroni. Indimenticabili i duelli e le battaglie sportive di Leonardo con i colleghi ciclisti Settani di San Severo, Logoluso, Gaetano e Nicola Giorgio di San Ferdinando, Abbrescia, D'Attolico, Sfregola, Manzari e Calabrese di Bari, Guarino e Pasca di Lecce. Nel 1970 passa con la "Libertas Magnesi Bari" e vince per la terza volta il Titolo Regionale su Strada.

Negli anni seguenti corre e vince tante altre gare sino al 1977, quando passato nella categoria Veterani, si ritira dall'attività agonistica, appendendo come si usa dire la bicicletta al chiodo. Questa in sintesi la storia di Leonardo Marcovecchio, passista scalatore, sicuramente il più forte e vincente ciclista canosino; in carriera ha vinto circa 80 corse, 4 titoli Regionali Pugliesi, e tanti piazzamenti importanti in gare regionali e nazionali, da non dimenticare due prestigiose Coppe San Sabino a Canosa nel 1970 e 1976. Leonardo amico di tutti, in particolare con il compagno di società Filippo Calabrese, con il quale ancora oggi si sentono, ha lasciato un'indelebile ricordo tra i corridori e dirigenti di società dell'epoca, tra i tifosi ed amici che lo hanno aiutato nella carriera, in molte città pugliesi, dove gli amanti di ciclismo, ancora oggi ricordano le sue imprese. Nel 2000 ad Adelfia la Federazione Ciclistica Pugliese con una speciale cerimonia ha premiato Leonardo Marcovecchio e per l'occassione, sempre a cura della Federazione, sono stati messi in mostra le foto, i trofei, le coppe e le maglie di Campione Pugliese del grande corridore canosino, come mostrato nelle foto. Oggi Leonardo è un tranquillo pensionato, non ha perso la sua umiltà e timidezza e vive felicemente con la sua famiglia.

Non ha rimpianti ed è felice ed orgoglioso della sua carriera ed è contentissimo di aver ancora degli amici e tifosi che si ricordano di lui. Per noi autori è stato un piacere e un onore conoscere Leonardo come atleta e specialmente come uomo, una indescrivibile emozione e lezione di vita, densa di tanti sacrifici e soddisfazioni da raccontare e trasmettere alle future generazioni". Precisazioni: Il curriculum integrale è tratto dal libro "60 anni di ciclismo a Canosa", pubblicato da Michele di Ruggiero e Marino Pagano, con la collaborazione di Bartolo Carbone e presentato il 17 aprile 2012 presso il Centro Servizi Culturali. Per l'occasione, l'Amministrazione Comunale del Sindaco Francesco Ventola e dell'Assessore allo Sport Michele Vitrani, in collaborazione con gli autori della pubblicazione, hanno premiato tutti i ciclisti e dirigenti canosini viventi e non che negli anni si sono distinti per le imprese sportive. Il più festeggiato è stato Leonardo Marcovecchio, che pur malato, ha voluto fortemente partecipare all'evento, accompagnato da tuttala famiglia. Alla festa del ciclismo canosino erano presenti anche campioni dei paesi limitrofi, Michele Gaggiani, Nicola e Gaetano Giorgio, Raffaele Ziri, Salvatore Rubino, Enzo Di Nunno ed altri. Premiati anche i canosini Nicola Massa, Sabino Carlone, Riccardo Grimaldi, Antonio Caccavo, Nicola Iacobone, Sabino Patrono ed altri che hanno scritto, ognuno per il suo ruolo, pagine indimenticabili del ciclismo canosino. Erano presenti numerosi tifosi, sportivi, autorità regionali con in testa il presidente della Federazione Ciclistica Pugliese Salvatore Bianco.

Inoltre mi piace ricordare che il 10 gennaio 2010, a cura degli stessi autori e stessi amministratori, presso la sala Smeraldo, per la presentazione del libro "Canosa nel pallone-Frammenti di storia", furono premiati e ricordati dirigenti e calciatori canosini che in 60
anni hanno scritto la storia calcistica della nostra città. Questi eventi sono stati pubblicizzati da numerosi giornali regionali, tra i quali La Gazzetta del Mezzogiorno con ampi servizi di Paolo Pinnelli e siti specializzati, tra questi Canosaweb, sempre sensibile e pronto a presentarli e documentarli dettagliatamente. Infine mi sia concesso un piccolo appunto al neo assessore allo Sport Giovanni Quinto, che intervenendo il 17 agosto 2012 su questo sito dopo la dipartita di Leonardo Marcovecchio, al termine del suo apprezzabile intervento, testualmente affermava:"…Pur se in questi anni, fu amato tantissimo dal popolo, le sue
imprese non hanno ricevuto la giusta valorizzazione a livello istituzionale.. Con la sua morte ritengo giunto il momento di saldare questo debito di riconoscenza verso questo figlio del popolo canosino". Caro amico Assessore, come mostrano le foto, le istituzioni che ti hanno preceduto, hanno ampiamente provveduto a valorizzare e premiare Leonardo Marcovecchio e quindi, stia tranquillo, non c'è alcun debito da saldare. Evidentemente questi avvenimenti per vari motivi ti sono sfuggiti, o forse, sei stato anche tu contagiato da una malattia attualmente molto diffusa nella nostra città e cioè quella di cancellare tutto quello che è stato fatto precedentemente da altri.

Non prendo in considerazione la seconda ipotesi, almeno così spero. Ti auguro in seguito da amministratore, di essere il promotore della "giusta valutazione" per altri sport canosini, per quanto riguarda il calcio e ciclismo: "E' stato già fatto".

Sempre con stima e rispetto Michele di Ruggiero.
Vincenzo Pagano tra il pubblicoMarcovecchioMarcovecchioMarcovecchio
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