
Cronaca
Giovane agricoltore di 21 anni muore schiacciato dal trattore
Federacma: “Tragedia inaccettabile, urge attuare obbligo revisione mezzi”
Canosa - venerdì 29 agosto 2025
14.27
Aveva solo 21 anni ed era partito dalla Repubblica del Mali per costruirsi un futuro in Italia. Invece è morto nel silenzio delle campagne del Foggiano, schiacciato dal trattore che stava guidando lungo la strada provinciale 91, tra Cerignola e l'area dell'Ofanto. Il mezzo, per cause ancora in corso di accertamento, si è ribaltato improvvisamente. A nulla sono valsi i soccorsi: per il giovane, residente a Canosa di Puglia, non c'è stato nulla da fare. Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – esprime cordoglio per questa tragedia e rilancia l'allarme sulla mancata attuazione della revisione obbligatoria dei mezzi agricoli, un'urgenza che non conosce stagioni, territori o provenienze. "Morire a 21 anni mentre si lavora nei campi è un fallimento per tutti – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. Non è accettabile che nel 2025 un giovane perda la vita sotto un trattore, senza protezioni, senza che ci sia stato alcun controllo preventivo sulle condizioni del mezzo. La sicurezza non può essere un privilegio: deve essere un diritto universale, indipendente dall'età o dalla nazionalità del lavoratore".
Secondo i dati INAIL, ogni anno in Italia si contano oltre 100 morti legate a incidenti con mezzi agricoli, con il ribaltamento del trattore come principale causa. La revisione obbligatoria, prevista da un decreto del 2015, è ancora inapplicata a causa dell'assenza del necessario decreto attuativo. Una paralisi che costa vite. "Questi mezzi – prosegue Borio – troppo spesso sono vecchi, instabili, privi di rollbar o cinture di sicurezza. Finché lo Stato non darà piena attuazione alla revisione, queste tragedie continueranno. Ogni ribaltamento di trattore, ogni incidente grave o mortale è infatti figlio di una mancata prevenzione: mancano dispositivi adeguati, controlli tecnici e una rete di supporto che consenta anche ai più esperti di operare in sicurezza". Federacma si rende disponibile a collaborare con istituzioni e parti sociali per costruire una rete capillare di controlli, formazione e assistenza tecnica. "Siamo pronti a fare la nostra parte – conclude Borio – ma il tempo degli appelli è finito: ora servono decisioni, risorse e responsabilità. Perché nessuno debba più morire sotto un trattore".
Secondo i dati INAIL, ogni anno in Italia si contano oltre 100 morti legate a incidenti con mezzi agricoli, con il ribaltamento del trattore come principale causa. La revisione obbligatoria, prevista da un decreto del 2015, è ancora inapplicata a causa dell'assenza del necessario decreto attuativo. Una paralisi che costa vite. "Questi mezzi – prosegue Borio – troppo spesso sono vecchi, instabili, privi di rollbar o cinture di sicurezza. Finché lo Stato non darà piena attuazione alla revisione, queste tragedie continueranno. Ogni ribaltamento di trattore, ogni incidente grave o mortale è infatti figlio di una mancata prevenzione: mancano dispositivi adeguati, controlli tecnici e una rete di supporto che consenta anche ai più esperti di operare in sicurezza". Federacma si rende disponibile a collaborare con istituzioni e parti sociali per costruire una rete capillare di controlli, formazione e assistenza tecnica. "Siamo pronti a fare la nostra parte – conclude Borio – ma il tempo degli appelli è finito: ora servono decisioni, risorse e responsabilità. Perché nessuno debba più morire sotto un trattore".