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Agricoltura: task force contro pratiche sleali

È necessario investire sul futuro competitivo delle imprese agricole

E' al lavoro la task force per presentare le prime denunce contro pratiche sleali per tutelare il lavoro nei campi e nelle stalle di fronte alle speculazioni sul prezzo del latte che colpiscono agricoltori, lavoratori consumatori. E' quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione dell'evento intermedio relativo al progetto Alexus, utile a favorire il dialogo sociale per uscire dal lavoro sommerso. "Con il rincaro dei costi energetici che si trasferisce sui costi di produzione, oggi più di 1 azienda agricola su 10 è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività, ma circa 1/3 del totale si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell'aumento dei costi di produzione", dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, sottolineando che gli imprenditori agricoli si trovano dunque ad affrontare il raddoppio dei costi di produzione, mentre "è deflazione in campagna – denuncia Muraglia - con i prezzi dei prodotti agricoli che non coprono neppure i costi di gestione. Coldiretti ha ribadito anche a livello comunitario che se nei passaggi della filiera venissero riconosciuti prezzi adeguati ai prodotti agricoli in campagna, non si sarebbero le storture che a volte rendono difficili anche i rapporti tra i datori di lavoro e i lavoratori".

Uno tsunami che si è abbattuto sulle aziende agricole con rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari che stanno mettendo in crisi i bilanci. Nelle campagne – aggiunge Coldiretti Puglia - si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media ma con punte oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli, secondo lo studio del Crea. "È necessario investire sul futuro competitivo delle imprese agricole, percorrendo insieme ai lavoratori – incalza Muraglia - l'unica strada possibile della crescita, tenendo conto dello scenario europeo. Sono 100mila gli operai agricoli impiegati nei campi pugliesi che danno vita al 22% delle giornate di lavoro in agricoltura sul totale nazionale, un mercato del lavoro di grande valenza da tutelare".

Occorre rafforzare la catena della legalità in agricoltura, minacciata e indebolita dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all'industria fino alle campagne, dove i prodotti agricoli sono pagati sottocosto pochi centesimi. Una risposta tanto attesa e fortemente voluta da Coldiretti è arrivata con l'approvazione dal Consiglio dei Ministri in via definitiva, della direttiva Ue contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare e commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari. Un intervento normativo fortemente sollecitato da Coldiretti per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali non venga scaricato sulle imprese agricole che, in controtendenza all'andamento generale, sono le uniche ad avere avuto un calo del valore aggiunto nel terzo trimestre del 2021 per effetto del boom dei costi di produzione.

Con il nuovo provvedimento scatta lo stop per 16 pratiche sleali che vanno – spiega Coldiretti Puglia - dal rispetto dei termini di pagamento (non oltre 30 giorni per i prodotti deperibili) al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti. Si realizza così un percorso virtuoso finalizzato a garantire una equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera. L'approvazione delle norme contro le pratiche sleali nel commercio alimentare rappresenta una svolta storica – conclude Coldiretti Puglia - per garantire un giusto prezzo ad agricoltori ed allevatori in una situazione in cui per ogni euro speso dai consumatori per l'acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo.
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