Papa Francesco a Bari
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Religioni

Su di Te sia Pace

L'intervento conclusivo di Papa Francesco a Bari

Grande partecipazione allo storico incontro avvenuto sabato 7 luglio a Bari tra Papa Francesco e i delegati delle Chiese d'Oriente per affrontare insieme la drammatica situazione dei cristiani nel Medio Oriente. Mai nella storia, un Pontefice era riuscito a radunare una sorta di mini-concilio ecumenico di poche ore con i rappresentanti di tutte le confessioni religiose presenti su un territorio: sarà stata l'urgenza del momento — si pensi che in Iraq i cristiani sono passati dal milione del 2003 (prima della guerra di Bush) agli odierni poco più di 200mila —, sarà stata la fitta rete di rapporti personali con tutti i leaders religiosi intessuta da Bergoglio in questi anni di pontificato o sarà stata Bari, la più ecumenica delle città italiane che custodisce le spoglie di San Nicola, ma il miracolo è avvenuto, e potrebbe non rimanere un evento isolato, l'Arcivescovo di Bari Mons. Francesco Cacucci ha riferito che l'iniziativa è stata presa dallo stesso del Pontefice. Infatti, come Francesco ha più volte ripetuto, "è nel sangue dei loro martiri" — più che nelle riflessioni o nelle trattative politiche — che i cristiani possono riconoscere la loro unità. Viviamo in un'epoca che il compianto Cardinal Tauran, scomparso in questi giorni, non esitava a riconoscere come minacciata non da "uno scontro di civiltà, bensì dallo scontro di ignoranze e radicalismi" che impediscono la pace, il conoscersi e il riconoscersi.

Il Papa, nel suo intervento conclusivo davanti alla Basilica di San Nicola, ci richiama con queste parole: "La speranza ha il volto dei bambini. In Medio Oriente, da anni, un numero spaventoso di piccoli piange morti violente in famiglia e vede insidiata la terra natia, spesso con l'unica prospettiva di dover fuggire. Questa è la morte della speranza. Gli occhi di troppi fanciulli hanno passato la maggior parte della vita a vedere macerie anziché scuole, a sentire il boato sordo di bombe anziché il chiasso festoso di giochi. L'umanità ascolti – vi prego – il grido dei bambini, la cui bocca proclama la gloria di Dio (cfr Sal 8,3). È asciugando le loro lacrime che il mondo ritroverà la dignità. Pensando ai bambini, tra poco faremo liberare in aria, insieme ad alcune colombe, il nostro desiderio di pace. L'anelito di pace si levi più alto di ogni nube scura. I nostri cuori si mantengano uniti e rivolti al Cielo, in attesa che, come ai tempi del diluvio, torni il tenero ramoscello della speranza (cfr Gen 8,11). E il Medio Oriente non sia più un arco di guerra teso tra i continenti, ma un'arca di pace accogliente per i popoli e le fedi. Amato Medio Oriente, si diradino da te le tenebre della guerra, del potere, della violenza, dei fanatismi, dei guadagni iniqui, dello sfruttamento, della povertà, della disuguaglianza e del mancato riconoscimento dei diritti. «Su te sia pace» (Sal122,8),in te giustizia, sopra di te si posi la benedizione di Dio."

Il fatto è che mai come in quest'epoca il cristianesimo si trova ad affrontare quella che san Paolo chiamava la schiavitù di tutti quei fattori culturali che si propongono di determinare l'identità dell' Io prima della fede. San Paolo pensava ai pianeti e agli astri da cui gli uomini facevano derivare il proprio destino attraverso gli oroscopi, oggi invece sono i nazionalismi, i distintivi di etnia, genere e ruolo sociale a inficiare l'esperienza personale dei credenti, insinuando il sospetto che l'essere italiani, maschi o disoccupati sia più determinante per la persona che il riconoscimento di Cristo presente.Abbiamo bisogno di un'esperienza così familiare della presenza di Cristo che un uomo, un occidentale dei nostri giorni, arrivi a riconoscere il proprio Io come coincidente con un Tu che lo fa. Senza questa "scoperta radicale" prevarranno sempre altri fattori, altri calcoli, altri interessi. Mentre i cristiani nel Medio oriente muoiono. E la fede si riduce ad una pericolosa ideologia cui l'uomo vestito di bianco cerca di rispondere con la sola arma del Vangelo.
Prof. Leonardo Di Nunno
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