Ulivi Monumentali
Ulivi Monumentali
Territorio

Salviamo gli Ulivi della Puglia

In corso una petizione con una raccolta di firme

La geografia del Sud della Puglia rischia di essere definitivamente stravolta e i meravigliosi paesaggi di ulivi secolari e millenari distrutti per sempre a causa della cattiva gestione della cosiddetta "emergenza Xylella" e delle misure inefficaci e distruttive adottate (ormai da 8 anni) per la lotta alla Xylella fastidiosa, che trattano gli alberi come oggetti e il territorio alla stregua di un "contenitore" dal quale "rimuovere" gli elementi indesiderati, senza considerare l'importanza delle relazioni vitali delle piante con il resto dell'ecosistema e della società. Dopo aver devastato il Salento, l'opera di distruzione continua con l'abbattimento di migliaia di ulivi plurisecolari nella "Piana degli ulivi monumentali", soprattutto nei territori di Ostuni e Fasano, e nella valle d'Itria a Cisternino

Le misure inefficaci e distruttive adottate dal Governo e dalla Regione Puglia sono: abbattimento di centinaia di migliaia di olivi anche plurisecolari e millenari (compresi quelli monumentali e certificati tali); obbligo di uso di insetticidi per l'eliminazione del vettore della Xylella, pericolosi per la salute e molto tossici per insetti impollinatori, e per questo messi al bando dalla Comunità europea su altre colture; divieto di reimpianto di piante autoctone (fra cui olivi, mandorli, ciliegi e altri alberi da frutto). Queste misure sono state adottate contrariamente al parere scientifico dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) il quale, già nel 2015, ribadiva che l'eradicazione «non è un'opzione di successo» una volta che una malattia si è stabilita in un'area «come nel caso pugliese». Queste misure comportano il danneggiamento irreversibile della biodiversità, degli equilibri ecosistemici e del paesaggio, nonché la distruzione dell'economia locale a questi connessa.

I finanziamenti della comunità europea sono impiegati dalla Regione Puglia per effettuare monitoraggi, analisi di laboratorio, abbattimenti di ulivi plurisecolari in buono stato vegetativo e finanche produttivo, nonché per il reimpianto di sole due varietà di olivo - di cui una non autoctona e autosterile (il Leccino) e l'altra brevettata (FS-17) - adatte a impianti intensivi e superintensivi. Tali finanziamenti pubblici sono definiti dal Ministero dell'Ambiente "sussidi ambientalmente dannosi" (SAD) in quanto incentivano «un reimpianto con piante tolleranti al batterio che favorisce una riduzione di diversità di specie esponendo le stesse a nuove epidemie in futuro». Questo comporterà anche la sostituzione dell'agricoltura tradizionale con quella industriale, dei contadini con le macchine, delle campagne con i campi agro-industriali o energetici (eolici e fotovoltaici) a beneficio esclusivo dei grandi investitori. L'applicazione di tali misure è tanto più assurda per il fatto che ormai sono numerosi i protocolli di cura del disseccamento dell'ulivo, che hanno ampiamente dimostrato che piante di ulivo con gravi sintomi di disseccamento, anche positive a Xylella, sono tornate verdi e pienamente produttive come ognuno può verificare con i propri occhi (www.ulivivo.it/). Questo è un FATTO che la Regione Puglia non può più ignorare e/o nascondere.

I finanziamenti a sostegno degli abbattimenti e del superintensivo sono dannosi per l'ambiente e distruttivi per il paesaggio e per l'economia locale. e, allora, perché continuare? Per fermare questa follia si chiede alla Regione Puglia: lo stop agli abbattimenti degli ulivi, perché gli ulivi si possono e si DEVONO curare;l a rimodulazione dei finanziamenti stanziati per gli abbattimenti e per i reimpianti di varietà non autoctone, a favore della diffusione e applicazione dei protocolli di cura degli ulivi.
Per salvare gli Ulivi è in corso una petizione con una raccolta di firme.
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