fanòve  di S.Lucia falò
fanòve di S.Lucia falò
Vita di città

Le fanòve di Natale si accendono a Scuola

A lezione delle tradizioni

Nelle tradizioni natalizie la memoria dei nostri padri del '900 accende ancora oggi i falò che precedono il Natale in numero di quattro, come le quattro domeniche dell'Avvento. Le abbiamo presentate il 30 novembre scorso agli alunni di Classe Quarta, Sez. D, E, F, nella Scuola Primaria Giovanni Paolo II, con la condivisione e collaborazione della Dirigente Dottoressa Amalia Balducci e delle Insegnanti Pastore Nella, Zagaria Tonia, Pastore Maria Fonte, D'Alessandro Carmen, Di Gennaro Sabrina, Tarallo Teresa per le Sezioni D ed E, e delle Insegnanti D'Alessandro Sabina, La Salvia Elisabetta, Mastrapasqua Imma, Napoletano Lucia per la Sez. F.Nel percorso formativo si è inserita in diretta l'intervista inaspettata del giornalista Paolo Pinnelli de "La Gazzetta del Mezzogiorno" sulla conta della tredicina prima e dopo la Festa di Santa Lucia. Accendiamo le fanòve, cantiamo le filastrocche con i bambini di Scuola e sorridiamo nel cuore per le strade di paese. Si forma un coro ueh! ueh! tra i bambini a cui il nonno in costume contadino "tramanda" la cultura popolare. E mentre la maestra Nella Pastore scrive i versi in dialetto sulla lavagna digitale, i bambini partecipano al percorso formativo dall'etimologia della parola "presepio", all'evento storico della nascita di Betlemme con un rito processionale finale con il Bambinello fra le mani di un bambino, accompagnato in intercultura interetnica da una bambina bionda e una bambina bruna e accompagnato in un interiore silenzio dalle note musicali di Sant'Alfonso de' Liguori nel suono vibrante di una "rionetta" pastorale. Una pagina in fotocopia è stata alla fine distribuita ai bambini di Scuola che si preparano a visitare con le maestre e i genitori il Borgo antico del Castello nella vigilia di Santa Lucia, in uno studio di Scuola e territorio.

Le filastrocche dei falò
La fanòve (etimologia greca φανός (fanòs), lanterna, torcia, fiaccola). Il rito ha radici antiche, nel fuoco rituale offerto alle divinità. Ancora oggi la torcia (φανός) si ritrova nella Resurrezione o nei riti carnascialeschi di Kozani, Città della Macedonia in Grecia. Nella fiamma e nella luce propiziatoria dell'arrivo dell'Inverno, ci accostiamo cantando ai quattro falò dell'Avvento del Natale. I falò venivano accesi nel giorno della vigilia, momento di incontro comunitario di strada, accompagnato dalla degustazione di frittelle o pettole.La Tradizione è ancora viva a Canosa di Puglia(BT):

1) Santa Caterina (25 Novembre),
La fanòve a sanda Cataròne, La fanòve a Santa Caterina,
stè la nàve sàupe a la spòne. sta la neve sulla spina.

2) Immacolata Concezione (8 Dicembre)
La fanòve all'Ammaculète, La fanòve all'Immacolata,
quéra ca tène la crònna 'n ghèpe. Colei che ha la corona in testa.
È l'immagine della Madonna, nell'Apocalisse (XII, 1), con la corona di dodici stelle sul capo.

3) Santa Lucia (13 ducembre)La fanòve a Sanda Luciòje, La fanòve a Santa Lucia, a Natèle trìdece dòje. a Natale tredici dì.
Si contavano i dodici giorni precedenti la vigilia e i dodici giorni successivi per previsioni meteorologiche dei mesi dell'anno successivo. In questa conta il 1° Dicembre è Gennaio. È il bisogno dell'uomo di fare pronostici, previsioni, auspici per l'anno che segue.I bambini a Scuola hanno appreso il lessico della parola "dì" e hanno contato i dodici giorni che precedono e che seguono il giorno di Santa Lucia, come annotava per iscritto la buonanima di mia madre Rosetta. Chissà con questi cambiamenti climatici se i pronostici valgono ancora!

4)Natale (25 dicembre)
La fanòve o Bammenìdde, La fanòve al Bambinello,
cùre ca tène li riccetìdde. Quello che ha i riccioletti.
La fanòve o Bammenìdde, La fanòve al Bambinello,
biànche, rùsse e trucchelìdde. bianco, rosso e paffutello.

Ogni verso del canto del falò terminava con l'esclamazione "uéh, uéh!" e con il finale competitivo dei falò di quartiere: "jà bélle la nòste, jà brutte la vòste". La brace alla fine veniva portata con il braciere in casa.
Viva il falò!... e le frittelle!
Dagli studi di Dialettologia
"Sulle vie dei ciottoli del dialetto canosino"
a cura del maestro Giuseppe Di Nunno

Il nonno raccontaLa fanòveLa “Fanòve” a Santa CaterinaLa fanòve all’Ammaculète, quéra ca tène la crònn’anghèpe!Falò S.LuciabraciereIl nonno racconta
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