Rischio idrogeologico Ofanto
Rischio idrogeologico Ofanto
Territorio

Il rischio idrogeologico in Puglia

Aggravato dalla sottrazione di terreni fertili all’agricoltura

Il maltempo, con bombe d'acqua a Bari e a Nardò e grandinate a Racale e a Salve, si abbatte in Puglia su un territorio duramente provato dalla siccità dove sta terminando la vendemmia e a breve inizierà la raccolta delle olive. E' l'allarme della Coldiretti Puglia, in riferimento all'allerta gialla della protezione civile sulla Puglia centrale adriatica, il Salento e i bacini del Lato e del Lenne con rischio idrogeologico. La pioggia è attesa per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente e bombe d'acqua provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l'acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti.

Il rischio idrogeologico riguarda contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67% perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell'abbandono delle aree rurali per fattori diversi – insiste Coldiretti Puglia - a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate. La salvaguardia del suolo, dell'ambiente e delle produzioni agricole e agroalimentari è fondamentale per garantire un avvenire alle future generazioni. Lo scenario è aggravato dal dato negativo del consumo del suolo in Puglia, dove – denuncia Coldiretti Puglia - sono stati 'mangiati' in 15 anni in Puglia 157.718 ettari di suolo, uno dei dati più negativi d'Italia, a causa dell'abbandono, della cementificazione e dei nuovi impianti fotovoltaici installati a terra che hanno assorbito il 37% del suolo consumato in Puglia in un anno tra il 2019 e il 2020.

"In un anno la Puglia ha perso altri 493 ettari di suolo per colpa della cementificazione, dell'abbandono e degli impianti fotovoltaici a terra che sottraggono terreni fertili all'agricoltura e pezzi di ambiente e paesaggio alla collettività. La Puglia è stata già abbondantemente violentata da una presenza invasiva di specchi e pale eoliche, sulla cui utilità per la produzione di energia pulita non si discute. Ciò che invece si scontra con le grandi potenzialità agroalimentari e turistiche dei nostri territori e sulla prevenzione e manutenzione è la collocazione selvaggia di tali impianti e del fotovoltaico a terra che sfrutta terreni agricoli di qualità e compromette le aree interessate", denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Per affrontare i danni dei cambiamenti climatici – precisa Coldiretti Puglia – servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia. In tale ottica un intervento strategico è la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, a impatto zero proposti dalla Coldiretti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con la necessità di accelerare l'approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Parlamento da quasi un decennio, che potrebbe dotare l'Italia di uno strumento all'avanguardia per la protezione del suo territorio.
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