Caroselli frutta in estinzione
Caroselli frutta in estinzione
Territorio

Colture e razze a rischio di estinzione a causa degli eventi climatici anche estremi

E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti Puglia in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità

In Puglia sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro nell'ultimo secolo, con 21mila gli ettari di frutteto da recuperare andati persi negli ultimi 10 anni, ma la perdita di biodiversità riguarda l'intero sistema agricolo e di allevamento a rischio di estinzione. E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, che si è celebrata il 22 maggio scorso a Palazzo Rospigliosi a Roma con un focus dedicato alle colture e razze a rischio di estinzione a causa degli eventi climatici anche estremi che si stanno abbattendo sulle campagne.

Solo a maggio in Puglia sono caduti oltre 1200 millimetri di pioggia in 34 comuni, una ondata di maltempo che – sottolinea la Coldiretti regionale - ha colpito a macchia di leopardo tutta la Puglia, le città e le campagne con danni alle coltivazioni, dalla frutta alla verdura, ma anche bietole, grano, fino agli ulivi e alle vigne, ha strappato i teli dell'uva da tavola, ha fatto crollare in due mesi dell'80% la produzione di miele e del 100% le ciliegie primizie come le Bigarreau, ma ha provocato anche frane ed alluvioni in una regione dove 9 comuni su 10 pari all'89% del totale sono a rischio idrogeologico anche per effetto del cambiamento climatico che aggrava lo stato di salute – denuncia Coldiretti Puglia - di un territorio già molto fragile per la cementificazione e l'abbandono.

Un pericolo per i produttori ed i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del Made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare. E proprio per questo che l'agricoltura italiana ha invertito la rotta negli ultimi anni ed è diventato il Paese più green d'Europa anche grazie alla legge di orientamento approvata nel 2000 che ha favorito la multifunzionalità delle aziende agricole garantendo uno sbocco di mercato alle produzioni agricole con la vendita diretta ai nsumatori. Una opportunità che ha consentito di salvare dall'estinzione attraverso i Sigilli di Campagna Amica con la Puglia può contare su 623 specie autoctone vegetali a rischio di estinzione – aggiunge Coldiretti Puglia - 329 specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, 60 cibi e vini certificati DOP e IGP, a cui si aggiungono le 4 STG nazionali e le 2 bevande spiritose IG regionali, per un totale di 66 Indicazioni Geografiche, su 958 agriturismi che conservano da generazioni i segreti della cucina contadina, oltre ai 1000 agricoltori in vendita diretta con Campagna Amica e le numerose iniziative di valorizzazione, dalle sagre alle strade del vino.

Tra i Sigilli della Biodiversità in Puglia si va dall'azzeruolo, piccolo frutto molto buono e gustoso ma poco conosciuto, viene chiamato "lazzeruolo", azzarruolo, azzaruolo, alla capa di morte, conosciuta come chepe de murte" o "Grucciolo", questo cavolo rapa caratterizzato per la parte inferiore che somiglia ad una grossa rapa, dal mugnolo, considerato il cavolo povero dei contadini, progenitore del broccolo, oggi in pericolo rischia di scomparire, alla sporchia, una pianta parassita delle fave, in quanto si alimenta della clorifilla proprio di quest'ultima, dolce con un retrogusto leggermente amara e i contadini – insiste Coldiretti Puglia - la trasformarono in cibo prelibato dopo averla riscoperta, fino allo sponzale, appartenente alla stessa famiglia delle cipolle, sono dei piccoli bulbi con un fusto verde commestibile.

La difesa della biodiversità non ha solo un valore naturalistico ma è anche il vero valore aggiunto delle produzioni agricole Made in Italy, conclude Coldiretti nel sottolineare che "investire sulla distintività è una condizione necessaria per le imprese agricole di distinguersi in termini di qualità delle produzioni e affrontare così il mercato globalizzato salvaguardando, difendendo e creando sistemi economici locali attorno al valore del cibo.
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