San Giuseppe lavoratore
San Giuseppe lavoratore
Il Pensare tra bellezza e verità

San Giuseppe Lavoratore e non solo...

Gesù ha lavorato con lui!

La Festa dei Lavoratori è la memoria liturgica di San Giuseppe Lavoratore. Però, non dimentichiamo che Gesù stesso, prima di annunciare e compiere i segni di salvezza, negli ultimi tre anni della sua vita, ha lavorato l'intera sua esistenza.Se il Figlio di Dio ha lavorato, il lavoro diviene benedizione. Gesù è stato un artigiano come gli altri, come il suo papá. Gesù ha conosciuto la fatica e la stanchezza del lavoro, il pane amaro della delusione e la stanchezza al tramonto del sole. Egli è stato per i dieci undicesimi della sua vita un perfetto sconosciuto. Il suo lavoro e il silenzio nazaretano non sono stati una preparazione al mistero della redenzione, ma, in quanto tale, già redenzione. L'esperienza del lavoro è stata carne di Cristo. Credo che tutto ciò sia fondamentale. Non solo Giuseppe, il papà che gli ha dato il nome, realizzando le profezie, ma Gesù stesso ha lavorato. Sappiamo dai Vangeli che Gesù era infaticabile, per i lunghi tragitti percorsi, ed aveva una forte tempra, per poter reggere tempi e fatiche che gli venivano chieste. Stando ai vangeli, non doveva dormire molto, soprattutto perché dedicava anche la notte alla preghiera.
Carissimo lavoratore,
il tuo sudore è sacro, perché Gesù ha sudato. La sua mamma non sentiva gli odori degli incensi quando tornava a casa con Giuseppe, ma quelli di abiti sudici di chi, il pane sulla tavola, lo guadagna con fatica. Quante volte anche la sacra famiglia avrà fatto fatica ad arrivare alla fine del mese. Anche Giuseppe e Gesù hanno provato cosa significasse sperimentare degli incidenti sul lavoro.
Carissimo lavoratore,
Giuseppe e Gesù conoscevano bene la rabbia e la desolazione di chi lavora tanto, senza guadagni garantiti e poi deve pagare tasse ingiuste, come quelle che gli esattori delle tasse ricevevano. Anche loro hanno conosciuto i bacialile che, per interessi personali, si arricchivano alle spalle dei semplici e dei poveri, come i pubblicani. Carissimo lavoratore, la tua storia è la stessa di Gesù e di Giuseppe, ma attraverso loro tutto cambia. A tua protezione c'è Giuseppe ma, più di ogni avvocato, c'è Gesù che, conoscendo il duro lavoro, ti comprende e ti giustifica. Sarebbe bello farsi una domanda mentre si lavora: Come avrebbe fatto Giuseppe e Gesù questo lavoro?. Sarebbe bello fare lo stesso. A differenza di tanti poi, loro, non dicevano "qui si fanno miracoli!" ed anche potendo, non si abusava del privilegio della divinità.Tornando a casa, guarda tuo marito o tua moglie, con lo sguardo di Giuseppe, morto di fatica, ma felice della sua povera casa e della sua semplice famiglia. La povertà degli umili lavoratori di Nazaret sia la tua ricchezza. Auguri, non per il primo maggio, ma per tutto l'anno perché il tempo, in Gesù, è benedizione e vita di Dio. Dimenticavo...se non preghi, perché non hai tempo, per il lavoro, sarebbe bello guardare al lavoratore Gesù che, come te, conosceva questa difficoltà, ma pregava la notte. Alla fine, con Lui, anche il Padre ha lavorato con lo Spirito per donarci questo bellissimo mondo. Grazie per continuare a sostenere questo mondo. Ti abbraccio, ringraziandoli, di vero cuore!
Salvatore Sciannamea

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