Guerra -Morti
Guerra -Morti
Il Pensare tra bellezza e verità

La morte chiama morte...

Nel dialogo e nella via diplomatica le soluzioni

Gesù gli disse: "Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti coloro che prendono la spada, di spada moriranno". (Mt 26, 52) Dobbiamo credere nella "forza dei segni e non nei segni della forza" (d.Tonino Bello). Si ha la pretesa di definire cosa sia la pace, arrogandosi la pretesa di affermare con la violenza cosa sia giusto fare. La sovranità dell'IO distrugge il volto dell'altro. Non si può raggiungere, per la Siria, la pace, usando il veleno delle armi. Non si può schiavizzare un popolo, imponendo il giogo della distruzione, per raggiungere la pace! Non si può portare pace senza rinunciare alla violenza! Non è pace quella che non sa anteporre, al proprio interesse, il bene comune, che in Siria ha il volto dei poveri e dei bambini. La politica, che è il servizio più alto di carità, non può adulterare il suo alto impegno promuovendo la morte. Non ci sarà alcun progresso se non riconoscendo la incoercibile esigenza di persone sopraffatte che esigono la libertà. È per questo che i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà non possono tollerare l'ingiustizia a discapito dei più poveri. La devianza di una giustizia che passa attraverso le alleanze dei potenti, a discapito di chi è già nella miseria, è una semina di morte, che non farà mancare i suoi germogli nella primavera del male, accanto a noi, nella nostra terra.

Invochiamo il rovesciamento dell'attuale situazione, indicando nel dialogo e nella via diplomatica le soluzioni a quei gridi che trovano nei poveri e negli sconfitti della storia la ricerca di verità. Mettiamoci gli occhi dei poveri, dei bambini e dei martoriati siriani perché ogni sforzo possa essere fatto in meglio.Un detto africano dice: "Quando gli elefanti combattono a morire sono le formiche". Dio è dalla parte dei piccoli, degli ultimi, di chi piange. Dio è dalla parte delle formiche e non degli elefanti. Dio non vuole la guerra, nessuna guerra! L'umanità che conosce le lacrime non vuole la guerra, nessuna guerra! Facciamo nostro l'orizzonte della mondialitá gridando il nostro NO ALLA GUERRA!.Al nord non c'è famiglia che non abbia martiri e morti a causa delle guerre mondiali. Nessuno che abbia visto la guerra e le sue conseguenze, sano di mente, vi è a favore. Crediamo nella pace e combattiamo per la pace con le armi della preghiera, della penitenza, dell'impegno personale e sociale. Chi sono i figli di Dio? Gli uomini e le donne che portano, che soffrono e che combattono per la pace. Non basta dire il Padre Nostro. I veri uomini sono gli operatori di pace. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio ( Mt 5, 9). Questa è la vera guerra, combattere la morte e promuovere la pace, a costo di pagarne le conseguenze.
Salvatore Sciannamea
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