Turisti da Regensburg a Canosa il 7 giugno 2019
Turisti da Regensburg a Canosa il 7 giugno 2019
Stilus Magistri

Il Papavero rosso «klatschmohn» sboccia in Germania

Da Canosa nelle mani di turisti della Baviera

In questa primavera tardiva, mentre si sveglia il giorno dell'8 giugno, incontriamo, con il diligente Antonio Capacchione della Fondazione Archeologica Canosina , una comitiva di turisti che firmano la loro visita sul registro con la bella terra di provenienza: Deutschland –Regensburg, nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Sinesi a Canosa di Puglia. È una città a nord di Monaco di Bavera prestigiosa nella storia e nell'architettura. A questi turisti affidiamo un messaggio di comune natura e cultura sul papavero rosso, rosolaccio, «klatschrose», questa "rosa" dei campi che produce con le mani uno "scoppio" (klatsch in tedesco)", come abbiano riscoperto in un dizionario di Italiano-Tedesco del 1817 del'Università di Vienna. È il "fiore del papavero", "mohnblumen" in tedesco, che riscopriamo oggi 9 giugno nel romanzo di un teologo tedesco, Hermann Detering, nel libro di grande dignità, che racconta la storia di una famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale, che mi rievoca con commozione la storia di mio padre Giovanni militare nei campi di prigionia IMI dopo il 1943, a Lukenwalde, nelle frontiere umane tra Tedeschi e Russi. La copertina del Libro del 2016 disegna i papaveri rossi con il titolo: "Schlesischer Mohn", "Il Papavero della Slesia", regione germanica. Cultura e tradizioni dei testi in tedesco riscoperti e tradotti in italiano dalla Prof.ssa Viviana Casamassima.

La comitiva dei turisti accoglie il messaggio con condivisione e con gioia, in una "cittadinanza europea" del papavero rosso, studiata, scoperta, pubblicata su un mio opuscolo illustrato a colori di 12 pagine sulle vie dei prati selvatici dalla Puglia, a Matera, nel Veneto, a Bruxelles, con il fiore selvatico (lat. erraticum in Plinio),"ambasciatore" nell'Antica Grecia, nella Naturalis Historia dell'Antica Roma, in Francia, in Germania, in Gran Bretagna. E il Capogruppo della comitiva del turisti aprendo l'opuscolo a pag. 6 legge il testo in tedesco ai propri amici, visitatori attenti, con viva sensibilità culturale. È un testo ritrovato in un libro del 1899 sul "ruolo delle piante nei giochi dei bambini".
Klatschmohn, Blasenstrauch (Klescherlstaude), Waldnachtnelke und aufgeblasenes Leinkraut dienen zum Schnalzen und Klatschen (Kleschen).
Kelch, unreife Früchte oder Blüten werden auf die eine Hand gegeben, mit der anderen darauf geschlagen, und nun geht die Klescherei los, d.h. der Kelch oder die Frucht springt auf, und die herausströmende Luft verursacht einen eigentümlichen Knall.


La Professoressa Viviana Casamassima ci ha offerto gentilmente la traduzione in italiano:
Papavero selvatico
Papavero, "arbusto che suona", "garofano notturno di bosco" e la gonfia linaria servono allo schioccare e al battere.
Calice, frutti acerbi, o fiori vengono messi su di una mano, e con l'altra si batte sopra, e quindi ne consegue un battito, cioè il calice o il frutto si schiude, e l'aria che fuoriesce dà origine ad uno scoppio particolare.

Al termine della lettura segue il battito delle mani dei turisti, che produce uno "scoppio particolare" nella gioia delle tradizioni di natura e cultura tra la Puglia di Canosa e la Baviera in Germania. Buon viaggio amici germanici d'Europa, sui prati del papavero rosso, Klatschmohn. Un plauso in vetrina a Palazzo Sinesi, sede del Museo Archeologico Nazionale a Canosa e nel cuore della Germania! La storia continua nell'opuscolo del Rosolaccio, "u scecquàcquele" canosino e u "scecattabbùtte" di Minervino. Arrivederci, Auf Wiedershen!
Maestro Peppino Di Nunno (stilus magistri).
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