Festa della Donna, Canosa, Mimose
Festa della Donna, Canosa, Mimose
Storia e dintorni

Strade vestite di rosa a Canosa

Matrona Busa, Opaka, Medella, memoria di donne Canosine


Mentre ricorre l'8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna , porgiamo gli auguri alle donne canosine, nella bellezza femminile, nel ruolo di donna in famiglia e di cittadina operosa e preziosa nelle Associazioni, nel mondo del lavoro, della Chiesa, della Scuola ove porgo i cari saluti da maestro alle colleghe impegnate nel grande e complesso compito educativo. Un gentile omaggio alla FIDAPA, ambasciatrice del mondo femminile. Proponiamo alla cortese attenzione dell'Istituzione municipale, nella stimata sensibilità del Sindaco Roberto Morra, delle stimate donne Assessore alla Cultura, Mara Gerardi, Assessore all'Archeologia, Sabina Lenoci, assessore alle politiche sociali del Comune di Canosa, Marcella De Mitri; alle Associazioni culturali, nella condivisione della Fondazione Archeologica Canosina Onlus. Nell'identità storica femminile canosina, rievochiamo in particolare quattro donne, icone dell'Archeologia, della storia, dell'arte, del turismo, delle doti femminili che parlano ancora oggi e che meritano di essere suggellate nella toponomastica di Canosa.

Matrona BUSA
Via Busa, oggi via Oberdan, attesta le radici storiche della domus della Matrona Busa, citata di Tito Livio nell'opera «Ab Urbe Condita» nei giorni che seguirono la Battaglia di Canne, giorni storici quanto i giorni della battaglia, che diedero onore alla Matrona della Daunia e al Popolo Canosino. Ma la "mulier apula nomine Busa", "illustre per stirpe", viene annoverata anche fra le Donne Illustri, dal Boccaccio nell'opera "De Mulieribus Claris", al cap. LXIX, che cita "De Busa canusina apula muliere", la prima Matrona della Daunia di cui si conosca il nome e vanto della femminilità canosina, oggetto anche in una mostra nei decenni scorsi nel Castello federiciano di Manfredonia. La Via Busa viene fotografata da Saverio Violante, come riscopriamo nell'Archivio Diocesano di Andria nell'evento storico del 1929 con la traslazione da Napoli a Canosa del reliquiario argenteo del cranio di San Sabino. Si propone di conciliare la toponomastica esistente, apponendo a Via Oberdan "già VIA BUSA" e divulgando la sua storia nelle Scuole e nel Comune, nella scia della mia opera nel 2007 del corteo storico Ab Urbe Condita della figura storica ed educativa della Matrona Busa con gli studenti della Scuola Media Ugo Foscolo.

Principessa OPAKA SABALEIDA
Dalla tomba degli ori "emigrati" a Taranto con i gioielli della fanciulla, che in mostra per il mondo rendono illustre la Polis canusina, gli Ipogei dei Principes, l'arte orafa e la bellezza di OPAKA, la cui femminilità si specchia nel porta trucco a conchiglia, dove è inciso in maniera puntiforme il nome in greco, che abbiamo ricevuto per studio dal Museo di Taranto: ΟΠΑΚΑΣ ΣΑΒΑΛΕΙΔΑΣ. Nella memoria storica femminile aurea si propone di intitolare una strada o una piazza alla fanciulla greca OPAKA che risplende ancora nel patrimonio umano, archeologico, artistico canosino.

Fanciulla MEDELLA DASME
Con stupore abbiamo riscoperto nella toponomastica dell'Archivio Storico Comunale la strada intitolata a Medella Dasme che porta agli Ipogei Lagrasta. La strada che porta agli storici Ipogei Lagrasta, è stata intitolata al Generale Luigi Cadorna, sostituendo con Delibera di C. C. del 12 maggio 1923 l'intitolazione di "Via Medella Dasme", che, dalla scoperta dell'Ipogeo Lagrasta rinvenuto nel 1843-44 "in contrada nomata Rosale di pertinenza Lagrasta", rappresenta l'icona epigrafica di ieri e di oggi degli Ipogei. Ho potuto recuperare lo studio della epigrafe contattando il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e donando alla FAC una riproduzione tufacea, presentata ai Visitatori in una passeggiata Archeologica di una sera d'Agosto al Presidente della FAC Sabino Silvestri. Ho ricevuto documenti dal Museo di Napoli potendo realizzare una grande stampa unica a colori dell'Ipogeo Lagrasta I, da presentare prossimamente. La denominazione Medella Dasme contribuisce anche a valorizzare il sito archeologico, "Il tesoro" di Canosa nel Regno di Napoli, recuperando la corrente e infondata attribuzione storica del sito Lagrasta nella sua accezione catastale originaria. Si ripristini l'intitolazione della strada a Medella Dasme, ma si integri almeno la lapide del Cadorna, aggiungendo "già Vico Medella Dasme", dando onore e prestigio alla giovinetta romana e alla femminilità canosina. I turisti che approdano a Canosa potranno leggere il nome della fanciulla visitando gli Ipogei Lagrasta.

Donna ofantina sconosciuta
Concludiamo con la donna più antica del territorio, riscoperta nel 2008 nello scavo presso l'Ofanto, sulle vie dell'acqua, nella tomba dell'Eneolitico del 3.500 a. C.. Giaceva in posizione fetale, donna nel grembo della madre terra. Ne parliamo ancora oggi con la squisita e competente Ispettrice della Soprintendenza di Bari - Settore Preistoria, Dott.ssa Francesca Radina. "Ma dobbiamo dare un nome a questa donna!", che dalla notte dei tempi ci ha stupito e commosso alla presenza di Don Felice Bacco. Si faccia un poster della sua tomba!

È la festa della donna, auguri a Te donna Busa, auguri a Te donna OPAKA, auguri a Te donna Medella! Auguri a Te donna ofantina! E speriamo e confidiamo di leggere il vostro nome inciso sulla pietra delle strade, pagine di cultura, di storia, di arte, di femminilità di quattro donne canosine. Una mimosa alle strade di rosa di Canosa, alle donne illustri e a tutte della nostra gente in un DNA di tutti le etnie l approdate a Canosa.

Poesia di rosa
La mimosa da Canosa
vi ammira vestite di .... rosa,
mentre di giallo si veste la mimosa
alla donna, creatura preziosa,
preziosa in casa, in famiglia e nella mente,
preziosa in paese in tutta la bella gente,
da ogni regio sentiero fino al Ministero.

I nostri padri del Novecento
vedendo un nuovo sentimento,
dissero "la femmina si è messa i pantaloni!",
ma fu segno di donna e di emancipazione,
segno di nuova bellezza in tutta la nazione,
che continua italiana oggi in ogni Regione,
in ogni vocazione, in ogni emozione.

Grazie Donna,
per la gonna e i pantaloni
bellezza d'arte dei tuoi doni.

dal maestro Giuseppe Di Nunno






Maestro Peppino Di Nunno
Matrona romanaTomba Medella da pergamena del BarboniOpaka TecaTito Livio e Matrona Busa
  • Canosa di Puglia(BT)
  • Giornata internazionale della Donna
  • Matrona Busa
  • Opaka
  • Medella
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