Desolata
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Storia e dintorni

Il Giorno di Maria DESOLATA

L'itinerario della processione con 3 soste

È il Sabato Santo a Canosa di Puglia(BT) con il simulacro di Maria Desolata che dalla Chiesa dei Santi Francesco e Biagio percorre le strade cittadine, nel giorno del Sepolcro del Signore, come scrive il cartiglio nel "Sepulcrum Domini". Nella liturgia del Sabato Santo, "Di Sabato Santo la Chiesa si ferma al Sepolcro del Signore", "Sabbato Sancto Ecclesia ad Sepulcrum Domini immoratur". L'iscrizione riportata nel cartiglio della nuda pietra sepolcrale recita: POSUIT ME DESOLATAM. L'iscrizione è tratta dall'Antico Testamento, dalle lamentazioni del profeta Geremia, che simboleggia la desolazione del popolo nella Lamentazione 3, v. 11. Nell'edizione latina della Vulgata di Isaia, il femminino dell'anima del popolo così viene descritta: "et confregiti me, posuit me desolatam" ( Mi ha straziato, mi ha reso desolata).

Ritroviamo in Puglia questo rito con la processione della Desolata a Canosa di Puglia e a Gallipoli nel mattino del Sabato Santo, che riconducono, a nostro avviso, ad una radice comune. Ritroviamo nelle ricerche storiche il culto del "Giorno di Maria Desolata", con "gli esercizi divoti in onore di Maria", "dalla sera del Venerdì Santo sino all'alba della Domenica di Pasqua", come avveniva nella liturgia della Chiesa di San Biagio dove si venera la Desolata. Da un canto della Compagnia di Gesù, le fonti del 1817 riportano il Monastero Terra di Palma in Sicilia "dove ha avuto principio questa divozione". Il cantico del rito riporta nei testi parole a noi comuni: "O Desolata Maria, Gran Madre, il pianto mio.....allorchè pendeva dalla Croce". Ma la radice comune che ci riconduce ala Culto della Desolata di Canosa è rappresentato dall'Oremus del "posuit me desolatam" riportato nel cartiglio ottocentesco del simulacro. Il simulacro nel rito precede il rito delle velette nere e riconduce alle Lamentationes degli inni sacri (li lamìnde in dialetto del tempo di Mimmo Masotina bambino con sua madre).

È bello ricercare e ritrovare le radici e vivere la comunione delle Chiese, tra Canosa e Gallipoli, dove una Troccola dei penitenti incappucciati annuncia il cammino processionale. Ma anche a Canosa nel mattino del Sabato Santo, come attesta il vegliardo e abile falegname Sabino Morea, si usava in piazza Colonna la Raganella, strumento liturgico sacro dei Giorni del Sacro. Ci affidiamo nel cuore e nella fede al rito della Desolata del Sabato Santo nel tempo e nella guida ecclesiale che viviamo, con l'inno di Maria Dolente che commuove l'anima del popolo e che copre le 380 Dolenti con la veletta nera. La veletta scomparsa nelle vita del sacro, dovrebbe ricomparire nel suo simbolo e valore, come di fronte al Papa, così di fronte al Signore. E' un messaggio delle nostre Madri, di mia madre che volle presentarsi con la veletta nel legno della bara al cospetto del Signore.

Alle ore 9, 00 di sabato 20 aprile avrà inizio la Processione della Desolata che percorrerà il seguente itinerario : Piazza Martiri XXIII maggio, corso Gramsci, via Diomede, via E. Fieramosca, piazza Fieramosca, Via A. Milano. Prima sosta in piazza Grimaldi (resti del Castello); poi proseguirà in Via Boccaccio, via Libertà, via Orazio, via Sabina, via Diomede, via Trieste e Trento, via Mazzini, via Oberdan, via Puglia. Seconda sosta in piazza Vittorio Veneto (largo dei 3 lampioni), Piazza Vittorio Veneto, via Bovio, via A. Doria, via Marconi, via Massimiliano, via S. Lucia, via Caprera, via Corsica, via Kennedy; terza sosta: biforcazione con via A. Saffi, Via Kennedy, piazza Vittorio Veneto, corso S. Sabino, piazza della Repubblica (obelisco dell'Immacolata). A conclusione della processione, il saluto di S.E.R. Mons. Luigi Mansi, Vescovo della Diocesi di Andria.
Lode a te Maria Desolata
Maestro Peppino Di Nunno

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