
Eventi e cultura
Le povertà oggi non chiedono solo risposte tecniche, ma scelte coraggiose
La Caritas diocesana di Bari-Bitonto presenta il nuovo Report "Vite sospese": salute-dignità-lavoro.
Puglia - domenica 30 novembre 2025
17.49
La Caritas diocesana di Bari-Bitonto presenta il nuovo Report diocesano su povertà e disuguaglianze dal titolo "Vite sospese": salute-dignità-lavoro. L'appuntamento è fissato per martedì 2 dicembre 2025 alle ore 10:00 presso la Sala Conferenze della Curia Arcivescovile, al secondo piano di Corso A. De Gasperi 274/A a Bari. Alla conferenza stampa intervengono S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto, Don Lino Modesto, Responsabile Caritas Bari-Bitonto, Elena Carletti dell'Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas diocesana, Pasquale Ferrante, Vice-Presidente Vicario di LEGACOOP Puglia, e Ilaria Zingaro, Direttrice dell'Area Servizi Socio-Sanitari dell'ASL di Bari. A moderare l'incontro, Vito Mariella, Direttore della Fondazione Caritas Bari-Bitonto ETS. Il report non è un semplice documento statistico, ma restituisce un'immagine reale e non filtrata delle fragilità che attraversano il nostro territorio. I dati raccolti dai centri d'ascolto diocesani parlano chiaro: 642 persone incontrate, 6134 interventi realizzati (con un campione concentrato soprattutto nell'area urbana di Bari) fanno emergere un quadro che dimostra come la povertà non sia un incidente di percorso, ma un processo sistemico che sfilaccia legami, indebolisce diritti ed erode la dignità delle persone.
Le cifre raccontano una realtà preoccupante: una povertà che colpisce soprattutto donne (64%), famiglie con figli, lavoratori poveri, anziani soli, cittadini italiani in larga maggioranza (80%), ma ci sono anche nuove vulnerabilità legate alla mobilità umana. Il 41% dei bisogni riguarda la povertà economica; uno su cinque il lavoro; l'11% la salute. È evidente che la casa non basta, il lavoro non basta: ciò che veniva considerato in passato un argine sufficiente oggi non garantisce più una vita dignitosa. Ma c'è un dato ancora più significativo: il 17% delle persone presenta bisogni in quattro o più aree diverse, segno che le fragilità non viaggiano mai isolate ma si intrecciano e si moltiplicano. Il titolo scelto, "Vite sospese", richiama la piscina di Betzatà di Gerusalemme, luogo biblico dove si raccoglievano le fragilità e le attese. Oggi, quella stessa scena si ripete nelle nostre città, negli ospedali, nei centri d'ascolto, nelle file per un sussidio o per un colloquio di lavoro. Sono le nostre Betzatà contemporanee, dove uomini e donne vivono una vita sospesa, in bilico tra speranza e rassegnazione.
Il report include anche i risultati dei due servizi di accompagnamento attivati grazie ai fondi 8xmille per la Chiesa Cattolica: "Sicar-Hub" e "Le Ali di Bartimeo". Qui emerge, con ancora più chiarezza, il volto di chi rischia l'invisibilità: persone senza dimora, migranti, anziani soli, persone con problemi di salute fisica o mentale. Accompagnare queste vite significa camminare al fianco, ridurre distanze, cucire diritti lacerati. Le storie raccontate nel documento dimostrano che dove l'accompagnamento è reale, la dignità torna a emergere. «Questo report - sottolinea la Caritas diocesana di Bari-Bitonto - vuole essere più di un documento: è un atto di responsabilità verso il territorio e un appello rivolto a tutti, istituzioni, comunità ecclesiali e cittadini. Le povertà oggi non chiedono solo risposte tecniche, ma scelte coraggiose. Nessuno può chiamarsi fuori».
Le cifre raccontano una realtà preoccupante: una povertà che colpisce soprattutto donne (64%), famiglie con figli, lavoratori poveri, anziani soli, cittadini italiani in larga maggioranza (80%), ma ci sono anche nuove vulnerabilità legate alla mobilità umana. Il 41% dei bisogni riguarda la povertà economica; uno su cinque il lavoro; l'11% la salute. È evidente che la casa non basta, il lavoro non basta: ciò che veniva considerato in passato un argine sufficiente oggi non garantisce più una vita dignitosa. Ma c'è un dato ancora più significativo: il 17% delle persone presenta bisogni in quattro o più aree diverse, segno che le fragilità non viaggiano mai isolate ma si intrecciano e si moltiplicano. Il titolo scelto, "Vite sospese", richiama la piscina di Betzatà di Gerusalemme, luogo biblico dove si raccoglievano le fragilità e le attese. Oggi, quella stessa scena si ripete nelle nostre città, negli ospedali, nei centri d'ascolto, nelle file per un sussidio o per un colloquio di lavoro. Sono le nostre Betzatà contemporanee, dove uomini e donne vivono una vita sospesa, in bilico tra speranza e rassegnazione.
Il report include anche i risultati dei due servizi di accompagnamento attivati grazie ai fondi 8xmille per la Chiesa Cattolica: "Sicar-Hub" e "Le Ali di Bartimeo". Qui emerge, con ancora più chiarezza, il volto di chi rischia l'invisibilità: persone senza dimora, migranti, anziani soli, persone con problemi di salute fisica o mentale. Accompagnare queste vite significa camminare al fianco, ridurre distanze, cucire diritti lacerati. Le storie raccontate nel documento dimostrano che dove l'accompagnamento è reale, la dignità torna a emergere. «Questo report - sottolinea la Caritas diocesana di Bari-Bitonto - vuole essere più di un documento: è un atto di responsabilità verso il territorio e un appello rivolto a tutti, istituzioni, comunità ecclesiali e cittadini. Le povertà oggi non chiedono solo risposte tecniche, ma scelte coraggiose. Nessuno può chiamarsi fuori».
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