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2012 Anno della cooperazione , intervento dell'Avv. Vincenzo Princigalli

La necessità di correzioni profonde nelle scelte dell'Italia era nota da anni. Il Credito Cooperativo ha sostenuto le piccole imprese più delle altre banche

2012 ANNO DELLA COOPERAZIONE (pubblichiamo un intervento dell'Avv. Vincenzo Princigalli *)

La crisi, iniziata nel 2008 negli Stati Uniti come crisi finanziaria, poi mutata in crisi dell'economia reale è ora divenuta anche crisi di visione politica soprattutto in Europa alla quale tutti guardiamo consapevoli che la nostra sorte dipende molto dalle decisioni fondamentali che essa sta assumendo in questi giorni.I mercati finanziari sono indispensabili per la crescita perché convogliano risorse verso banche imprese e Stati; vanno però evitate le distorsioni. Va evitato che pochi specialisti possano dettare regole di politica economica al di sopra del volere dei cittadini, degli elettori, dei governi. Per troppo tempo il mondo occidentale ha adottato un modello di sviluppo basato soprattutto sulla crescita del consumo, e spesso su un eccesso di debito privato e pubblico all'interno di un processo di forte finanziarizzazione dell'economia.

La necessità di correzioni profonde nelle scelte dell'Italia era nota da anni. la cultura del rinvio dei problemi, del vedremo domani, del qualcun altro risolverà ha prodotto i danni che sono sotto i nostri occhi.E' mancata una politica economica lungimirante ed oggi ci troviamo a dover fronteggiare anni di immobilismo attraverso le soluzioni traumatiche ed impopolari del Governo Monti. La lezione che se ne trae è che prima o poi chi non affronta i problemi paga; in genere paga anche con gli interessi.Il sistema bancario italiano si è dimostrato solido; diversamente da quanto accaduto negli altri paesi ha superato senza gravi danni la prima fase della crisi senza rilevanti interventi pubblici ed è stato in grado di assorbire anche gli effetti negativi della recessione che ha colpito il sistema produttivo nel 2008 e soprattutto nel 2009 benchè le conseguenze sui bilanci siano state rilevanti. Il Credito Cooperativo, forte della sua conoscenza del territorio e dei sistemi economici locali, della valutazione diretta della qualità delle iniziative dei piccoli imprenditori, della sua struttura organizzativa in grado di rispondere in tempi rapidi ed in forme non burocratiche alle esigenze della comunità, ha fatto ampiamente la sua parte, contribuendo alla stabilità e garantendo continuità nell'erogazione di prestiti alle piccole e medie imprese durante la fase più acuta della crisi quando le Banche di maggiori dimensioni incontravano vincoli severi. Patrimonio, stabilità delle fonti di provvista e risorse liquide hanno consentito alle BCC di continuare a erogare credito anche durante la recessione sostituendosi ad altri intermediari maggiormente colpiti dalle difficoltà della crisi. Il sostegno delle BCC alle economie ed alle comunità locali ha attutito l'impatto della crisi sul benessere delle famiglie ed ha consentito a numerose piccole imprese di superare la fase più acuta della recessione.

Il Credito Cooperativo ha sostenuto, in media, le piccole imprese più delle altre banche.Anche sul versante delle famiglie con oltre un milione e 150 mila affidati e una quota di mercato dell'8,5 % le BCC hanno assunto un ruolo rilevante. Le BCC della Regione Puglia sono risultate il sistema di banche più attivo nel sostenere le PMI. A questo costante impegno da parte delle banche deve tuttavia far riscontro anche un rinnovamento nella mentalità delle Imprese. Le PMI devono fare i conti con una situazione del tutto nuova rispetto al passato, devono diventare "imprese istituzione" capaci di ragionare su basi innovative. Questo impone una crescita culturale; per uscire da troppo individualismo vanno ricercate alleanze in una logica di integrazione. I mercati globali sono mercati di nicchia ideali per le imprese italiane. Occorre quindi fare rete tra il sistema bancario, cooperative e imprese per stimolare innovazione, ricerca, investimenti e mettere insieme tutti i soggetti istituzionali ed economici per il bene comune.Occorre collaborare con le Istituzioni in un'opera coraggiosa e determinata di contrasto alla criminalità che ancora inquina l'economia, opprime gli imprenditori sani e scoraggia gli investimenti sul nostro territorio.

Anche su questo fronte le banche stanno facendo la loro parte attraverso il rigoroso rispetto delle più stringenti normative antiriciclaggio. Il Cardinale Tarcisio Bertone, durante l'Omelia rivolta ai 2000 cooperatori presenti nel corso del recente congresso nazionale delle BCC nella Basilica di San Pietro ha sottolineato come, in questa fase di crisi anche e soprattutto di valori, sia "necessario riuscire a coniugare la finanza, la politica, la tecnologia con l'etica, perché solo intervenendo a questo livello profondo, dove si deve scegliere il maggior bene per l'uomo e per la società in base a criteri di valore, si potrà trovare la strada verso un nuovo assetto economico mondiale, più giusto e solidale".Monsignor Ravasi in un suo recente intervento sulla crisi economica, finanziaria e politica che stiamo vivendo, ha a sua volta citato un uomo, un grande filosofo e uomo politico, ma politico nell'accezione più elevata che si può attribuire a questo termine.

Quest'uomo agli inizi del 900, pur distante dalla nostra cultura cristiana, disse: l'uomo si distrugge con la politica senza principi; con la ricchezza senza lavoro; con l'intelligenza senza sapienza; con gli affari senza morale; con la religiosità senza fede; con la carità senza sacrificio di se'. Quell'uomo era Mahatma Gandi. Nel corrente Anno 2012 che l'ONU ha proclamato come anno internazionale delle cooperative riconoscendole come modello di impresa che coniuga etica, persona e mercato, dovremmo riflettere tutti sulla inquietante attualità di queste parole .

* Consigliere di Amm.ne della Federazione delle Banche di
credito cooperativo di Puglia e Basilicata e Presidente della
BCC di Canosa-Loconia

Avv. Vincenzo Princigalli
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