Le lettere di Agata Pinnelli

Il Giubileo Straordinario della Misericordia

Si apre l’8 dicembre

Venerdì 13 marzo 2015, nel secondo anniversario della sua elezione al soglio pontificio, durante la liturgia penitenziale del periodo quaresimale da lui presieduta nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco annuncia l'indizione di un Anno Santo straordinario della Misericordia, per venire incontro alle esigenze concrete della nostra società ferita che ha bisogno di riscoprire l'abbraccio benedicente di Dio. Un evento importante per tutta la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti, segno e strumento della misericordia del Signore, mistero davvero grande che va contemplato in tutta la sua forza, come fonte di gioia, di serenità e di pace. L'Anno Giubilare si apre l'8 dicembre 2015, solennità dell'Immacolata Concezione, in coincidenza del 50°anniversario della conclusione del Concilio Vaticano Secondo (1962 – 1965) e si conclude domenica 20 novembre 2016 nella solennità di Gesù Cristo Signore dell'Universo. All'annuncio dell'indizione giubilare segue la promulgazione della Bolla "Misericordiae Vultus", pubblicata l'11 aprile 2015, vigilia della seconda domenica di Pasqua, o della Divina Misericordia.

Il Pontefice, poi, consegna la Bolla ai Cardinali Arcipreti delle quattro basiliche papali di Roma (S. Pietro, S. Giovanni in Laterano, S. Paolo fuori le mura, S. Maria Maggiore), ad alcuni rappresentanti della chiesa sparsa nel mondo e ai protonotari apostolici (dignitari pontifici incaricati della trascrizione degli atti). Alcuni brani della Bolla, poi, sono letti davanti alla Porta Santa della Basilica Vaticana. Nella festa del'Immacolata Concezione il Papa apre la Porta Santa di San Pietro, una Porta della misericordia, dove chiunque entra può sperimentare l'amore di Dio che consola, che perdona, dona speranza. La domenica successiva, 13 dicembre 2015, si apre la Porta Santa nella Cattedrale di Roma (la Basilica di San Giovanni in Laterano). Il Papa, intanto, nella Bolla stabilisce che per tutto l'Anno Santo, in ogni diocesi, si apra una uguale porta della misericordia, nella cattedrale oppure nella concattedrale o in una chiesa di speciale significato.

Il logo e il motto del giubileo
E' opera del gesuita Padre Marko Ivan Rupnik. Al centro è raffigurato il Buon Pastore. L'immagine indica l'amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione dell'uomo, che egli si carica amorevolmente sulle spalle. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che Gesù Buon Pastore tocca in profondità la carne dell'uomo e lo fa con tale amore da cambiargli la vita. Il motto, "Misericordiosi come il Padre" è ispirato a un versetto del Vangelo secondo Luca (6, 36): "Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso". Esso si riferisce al tema evangelico della misericordia. Scrive Papa Francesco che è giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell'annuncio gioioso del perdono. È il tempo del ritorno all'essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli. Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza. Il soggetto originale del "logo" si trova a Verona, presso le Suore Orsoline.

L'Inno del Giubileo
E' stato composto nel testo da Padre Eugenio Costa, genovese d'origine, sacerdote gesuita. Ha svolto il suo ministero a Torino, a Milano e ora lavora nella curia generalizia di Roma. È musicista ed esperto di liturgia. Per la musica il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione ha mandato il testo a 90 compositori di tutto il mondo, indicendo un concorso. Ventuno hanno risposto e, tra questi, è stato scelto il lavoro di Paul Inwood, un compositore cattolico inglese, un laico. L'inno ha per titolo MISERICORDES SICUT PATER, cioè "Misericordiosi come il Padre". Il ritornello, che ripete il titolo, sottolinea che la Misericordia è propria del Padre. Quattro sono le strofe: le prime tre seguono una scansione trinitaria; l'ultima è un'invocazione, una richiesta di pace in attesa del "Vangelo del Regno", nel rinnovare il mondo intero, poiché, come proclama il "responsum" (l'acclamazione espressa in forma litanica), "in aeternum misericordia eius" ("in eterno sarà l'amore di Dio per noi"). Al di là dell'occasione giubilare l'inno è stato concepito per un utilizzo ordinario nella liturgia. Chiunque lo può cantare.
TESTO DELL'INNO GIUBILARE "MISERICORDES SICUT PATER!"
Misericordes sicut Pater!
Misericordes sicut Pater!
Rendiamo grazie al Padre,
perché è buono
in aeternum misericordia eius;
ha creato il mondo con sapienza
in aeternum misericordia eius;
conduce il suo popolo nella storia
in aeternum misericordia eius;
perdona e accoglie i suoi figli
in aeternum misericordia eius.
Rendiamo grazie al Figlio, luce delle genti:
ci ha amati con un cuore di carne;
da Lui riceviamo, a Lui ci doniamo;
il cuore si apra a chi ha fame e sete
Misericordes sicut Pater!
Misericordes sicut Pater!
Chiediamo allo Spirito i sette santi doni,
fonte di ogni bene, dolcissimo sollievo;
da Lui confortati, offriamo conforto:
l'amore spera e tutto sopporta.
Chiediamo la pace al Dio di ogni pace:
la terra aspetta il Vangelo del Regno,
gioia e perdono nel cuore dei piccoli,
saranno nuovi i cieli e la terra.
Misericordes sicut Pater!
Misericordes sicut Pater!

(Testo di Eugenio Costa. Musica di Paul Inwood).

Ma cos'è il Giubileo? È un anno speciale, in cui i fedeli sono invitati a riconciliarsi e a convertirsi rinnovando il loro rapporto con Dio e con il prossimo. Normalmente si celebra ogni 25 anni. Questo voluto da Papa Francesco è un giubileo "straordinario". Per la prima volta si tratta di un giubileo tematico e non cronologico, non legato, cioè, all'anniversario della nascita o della morte di Cristo, ed esprime la volontà del papa di far toccare con mano la vicinanza di un Dio che viene incontro con la tenerezza di un Padre, un Dio che non esclude nessuno, ma accoglie tutti.

Origini del Giubileo.
Il Giubileo ha le sue origini nell'Antico Testamento ed era inteso dal popolo ebraico come un tempo dedicato in modo particolare a Dio, durante il quale si lasciava riposare la terra – cioè, non era coltivata -, quasi per un recupero del suo stato primitivo, libera di produrre frutti spontanei e selvatici. Sotto l'aspetto giuridico – morale il Giubileo era la generale emancipazione di tutti gli abitanti bisognosi di liberazione. Cadeva ogni 50 anni. L'annuncio veniva dato il primo giorno del primo mese dell'anno civile da parte dei Sacerdoti, mediante il suono caratteristico prodotto soffiando nel vuoto corno del montone. La parola "Giubileo" sembra derivare dall'ebraico jobbel o yobel, cioè, corno di montone, di ariete. Sembra, però, che il vero significato arcaico vada riferito al verbo Jobbel – Jobil che nella traduzione italiana significherebbe "richiamare", "ricondurre". Il Giubileo ritrova la sua continuazione nella storia della Chiesa e acquista nella tradizione cristiana un significato puramente spirituale e religioso. Nella storia della Chiesa sono stati finora celebrati 28 Giubilei ordinari e quasi 100 Giubilei straordinari e diversi altri Giubilei straordinari locali. E' detto "Giubileo ordinario" quello che ricorre ogni 25 anni. "Giubileo straordinario" è quello che il papa concede per una determinata causa specificata nella bolla d'indizione.
Giovanni Minerva
Porta Santa S.PietroMisericordiosi come il PadreL'annuncio dell'Anno SantoAnno Santo
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