Le interviste di Bartolo Carbone

L'educatrice Maria Selvarolo della Parrocchia di Santa Teresa.

L’oratorio estivo è il fiore all'occhiello delle parrocchie della Diocesi di Andria

Intervista all'educatrice Maria Selvarolo della Parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù di Canosa di Puglia(BT).

L'oratorio estivo è il fiore all'occhiello delle parrocchie della Diocesi di Andria(BT) che sta dando in questi giorni un forte segnale di presenza sul territorio, mettendo insieme le proprie diversità per costruire una comunità armonica ed omogenea, attraverso le varie attività ludiche educative dedicate alla crescita e alla formazione dei ragazzi. Laboriosità e fantasia, armonia familiare e collaborazione e anche tanto divertimento sano nell'Oratorio Estivo 2011 , intitolato "Sotto questo sole", davvero coinvolgente per dare nuovi stimoli alla partecipazione alla vita collettiva all'interno delle comunità parrocchiali. Per l'occasione Canosaweb ha incontrato un'educatrice che preferiva l'anonimato ma dopo vari tentativi si è presentata ad una sola condizione: esprimendo il suo vivo desiderio di parlare a nome di tutti gli altri educatori della Parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù di Canosa di Puglia(BT) guidata da Don Vito Zinfollino.

Chi è Maria Selvarolo?
Ho 40 anni, sono nata e vivo a Canosa. Da 15 anni sono sposata e mamma di due figli maschi di 14 e 12 anni. Mi sono diplomata al liceo Ginnasio di Cerignola, laureata in Scienze Statistiche ed Economiche presso l'Università degli Studi di Bari. Ho insegnato matematica alle superiori, collaborato a vari censimenti a livello comunale, ho partecipato a diversi corsi di perfezionamento universitario e non (ad es. Corso per operatori pastorali della durata di 2 anni presso la diocesi di Andria). Attualmente ho rilevato, con mio marito, l'azienda agricola di famiglia e sono imprenditrice agricola, oltre ad aver costruito dei frigoriferi per la conservazione e poi la commercializzazione dei prodotti agricoli.

Il tempo libero e gli hobby preferiti:
Nel tempo libero mi piace dedicarmi alla mia famiglia (in senso lato) e approfondire l'aspetto religioso della mia formazione.

Il libro da tenere sul comodino…
Il mio autore preferito è Paulo Coelho, a volte leggo nei suoi libri ciò che io penso ma non riesco ad esprimere al meglio. Anche Bruno Forte, noto teologo, mi piace molto!

La musica preferita e il cantante o band preferiti:
Il mio cantante preferito è Claudio Baglioni, ma ce ne sono anche altri più giovani che mi piacciono molto ad es. i Negramaro, etc.

Educatore non si nasce, si diventa? Da quanto tempo?Consigliata da qualcuno?
Non avrei mai immaginato di diventare un educatore, ma lo faccio da ben 9 anni. Don Vito sa leggere in ognuno di noi delle doti che anche noi non sappiamo di avere. Per diventare educatori non è difficile se lo si considera un compito momentaneo, 1 anno e via. Ma come in tutte le cose che si fanno con il cuore, questo è un compito che si continua a reggere solo se lo porti dentro di te, se fa parte di te, e fa parte di te se credi nell'amore, nel servizio e se vuoi esercitarti nell'arte della pazienza: in breve se ami Cristo e vuoi metterti alla sua sequela, facendo piccoli ma importanti passi per seguirlo, se credi che la tua "quasi insignificante" testimonianza possa servire all'altro a fermarsi per guardarsi dentro e capire.

Si può tracciare un profilo dell'educatore...
L'educatore non è uno qualsiasi! E' una persona che compie ogni giorno un cammino di fede, non importa quanto ha già fatto o quanto debba ancora fare, l'importante è mettersi in cammino. L'età non è di fondamentale importanza, i più grandi o più maturi trasmettono le loro esperienze, la loro pacatezza e pazienza, mentre i giovani sono più esuberanti e più energici, entrambi sono importanti. Per fare gli educatori non c'è bisogno di avere diplomi o quant'altro, l'unico titolo che si richiede è la capacità di voler bene ai bambini e di mettersi a loro servizio. I ragazzi sono un fine, non un mezzo!

L'importanza educativa dell'oratorio:
L'oratorio è importante, dal punto di vista educativo, perché finalmente i ragazzi si ritrovano in un ambiente aperto, si relazionano con altri, condividono delle regole, esprimono liberamente il loro modo di essere bambini. Ci sono, purtroppo, dei bambini che non sanno correre, che hanno timore di essere giudicati, non riescono ad esprimere i loro pensieri e opinioni. Ci sono alcuni che addirittura non parlano con nessuno, sembrano muti ma l'oratorio riesce a tirare fuori alcuni dei loro aspetti tenuti quasi repressi a causa della vita che oggi si conduce.

Portar frutto nella vigna del Signore e cosa voglia significare per un cristiano, essere "innestati in Cristo"…
Essere innestati in Cristo vuol dire far circolare in sé la sua linfa vitale. La luce di Cristo è presente in ognuno di noi, se ci separassimo da Lui saremmo destinati a soccombere, come un ramo della vigna quando viene tagliato. La nostra unica possibilità di VIVERE (quando parlo di vita intendo quella vera, quella che rende ogni uomo degno di essere chiamato tale) è quella di rimanere innestati in Lui e permettergli di entrare nella nostra vita, in tutta la nostra vita, in tutti gli ambiti e situazioni (gioia, dolore,…). Portare frutto, perciò, è il far fruttare nella nostra vita ciò che Lui ci dona con la sua linfa. Se siamo innesti di vite l'unico frutto che possiamo portare è l'uva cioè i nostri frutti devono essere in sintonia con quello che è l'insegnamento di Cristo. Da ciò che facciamo e siamo nella vita gli altri riconosceranno da quale pianta proveniamo. Con sicurezza tutti noi possiamo dire che l'uva viene dalla vite. Se portiamo frutti diversi non siamo innesti della vite, cioè non siamo innestati in Cristo, qualcosa nel percorso è andata storta!

Tre parole chiave per organizzare l'oratorio estivo… Serietà, puntualità, gioia.

Ci leggono in pochi…come si comporta Don Vito Zinfollino nelle prove dell'oratorio?E' sempre sorridente? Tre aggettivi per definirlo…
Nelle prove forse Don Vito è meno sorridente, un po' più severo, ma è sempre lì ad incoraggiarci nel lavoro. Non lascia niente al caso, tutto è studiato nei minimi dettagli. Ognuno di noi ha un ruolo preciso e lui deve fidarsi di ognuno di noi come di sé stesso. Chiede il massimo da sé e dagli altri. Gli aggettivi per definirlo, quindi, potrebbero essere: esigente, incoraggiante, instancabile.

Un episodio positivo, uno divertente, uno emozionante in questi dieci anni di oratorio…
Episodi ce ne sono tanti, di positivo c'è sicuramente quello di avere la possibilità di conoscere più approfonditamente gli altri educatori, persone che magari conosciamo da anni, ma il lavoro a diretto contatto, per intere giornate, fa scoprire aspetti di loro sconosciuti: dal punto di vista umano è veramente fantastico!.L'emozione ce la danno i bambini: quando un bambino chiuso, che sta lì immobile durante le prime giornate, incomincia a ballare e a sorridere oppure quello che proviene da una famiglia difficile che da filo da torcere per l'intero oratorio e l'ultimo giorno ti abbraccia piangendo e ti dice: "E io adesso che faccio il pomeriggio?". Questo è super emozionante: riuscire a far breccia nella sensibilità e nel cuore dei bambini che riconoscono gli educatori come persone che li amano senza voler niente in cambio! Di divertente c'è tanto: il nostro metterci in gioco e prenderci in giro, ogni anno ce n'è una!

Come si svolge la giornata tipo dell'oratorio estivo ?
Sveglia molto presto per essere in parrocchia alle ore 8,30 per le prove delle esibizioni e degli spettacoli, per organizzare e preparare i giochi. Si torna a casa alle 12, quando va bene, ma a stando a casa si continua a lavorare per l'oratorio con il computer, le stampe, le ricerche e il materiale per la formazione, i vestiti, etc. Nel pomeriggio si ritorna verso le 17 e si accoglie i bambini tra formazione, giochi, momenti di preghiera, balli, ecc. La giornata di oratorio finisce in media alle ore 22, ma a casa c'è ancora tanto da fare.

La sua prima "esibizione" in pubblico:
Non lo so probabilmente quando sono nata!

Quando avete iniziato a programmare l'oratorio estivo? Chi sono i promotori?
L'oratorio di quest'anno è nato ufficialmente subito dopo Pasqua, ma già esisteva nella mente di Don Vito, di alcuni altri responsabili e collaboratori almeno un mese e mezzo prima. Non parlerei di promotori, ognuno è libero di dare idee e consigli e ognuno fa la sua parte, non ci sono i professionisti e i manovali: ci sono gli educatori che si occupano degli aspetti a loro più consoni a seconda delle loro attitudini. Scopriamo ogni anno tanti talenti nascosti!

Come sono articolati i gruppi degli educatori? Quanti sono?
I gruppi di lavoro si dividono in :balli, animatori, scenografi,giochi, costumisti . Il gruppo balli, si occupa di animare l'oratorio dal punto di vista musicale e cura le coreografie dei balli, è per lo più formato dai più giovani. Il gruppo animazione si occupa di preparare scenette, piccoli sketch o tutto ciò che intrattiene i ragazzi in maniera esilarante, facendoli divertire in modo sano. Il gruppo ha lo scopo preciso di rendere protagonisti i ragazzi e mette in evidenza che tutti noi educatori ci mettiamo in gioco per loro, fa parte di questo gruppo soprattutto chi ha fantasia e carattere gioioso e aperto. Il gruppo scenografia cura tutta l'esteriorità dell'oratorio rendendolo accogliente e piacevole, ricreando un ambiente di vita passata presente o futura a seconda del tema dell'anno, fa parte di questo gruppo chi ha delle attitudini manuali e artistiche. Il gruppo giochi si occupa dell'aspetto ludico dell'oratorio, ricerca i giochi, li adatta, li realizza e li porge ai bambini ogni giorno, fa parte di questo gruppo soprattutto chi ha fantasia e propensione per l'organizzazione. Il gruppo costumisti si occupa soprattutto degli abiti indossati durante la festa di apertura e di chiusura dell'oratorio, ma crea anche quelli che eventualmente si indossano in altre situazioni, fa parte di questo gruppo soprattutto chi ha qualche dimestichezza con ago e filo. Gli educatori preferiscono l' anonimato, lavorano con umiltà consapevoli di essere servi inutili, ognuno di noi è importante, ma non essenziale, ciascuno di noi è prezioso se sa lavorare in armonia con gli altri e sa riconoscere il valore del fratello e non il proprio: questo vuol dire lavorare per l'oratorio!

In questi anni stiamo imparando a condividere culture, tradizioni e religioni diverse e in questo la Parrocchia di Santa Teresa è fortemente impegnata per la folta comunità di extracomunitari che vive nella circoscrizione…
Diversi sono gli extra comunitari che frequentano il nostro oratorio nel pieno rispetto per le diverse abitudini e tradizioni. L'anno scorso dedicato al tema " Party nel mondo" ha favorito questo tipo di integrazione e di collaborazione.

Facendo prevenzione, informando i giovani dei pericoli sull'abuso di alcol e quant'altro di stupefacente prima di mettersi alla guida, dopo aver trascorso delle ore in birreria, in discoteca, può dare un consiglio:
Il gruppo di scuola media quest'anno ha in programma laboratori che hanno come tema: FESTA ANALCOLICA. Parliamo ai ragazzi del divertimento e quanto può essere bello divertirsi nella semplicità, la festa è stare insieme e la parrocchia è un luogo dove ciò può avvenire: le risate, il ballo sono divertimento sano. La noia di avere tutto e più del tutto questo è forse il male peggiore. Scopriamo le cose semplici e soprattutto siamo un po' più veri nella vita. Ma non andiamo sempre e solo contro i giovani, loro in fondo sono nostri figli: noi siamo migliori di loro o sappiamo mascherare meglio i nostri difetti?Facciamo un piccolo esame di coscienza!

Il sogno nel cassetto:
Il mio sogno nel cassetto è quello di vedere, intorno a me, persone più felici, che prendano la vita con entusiasmo senza fossilizzarsi su posizioni che danneggiano se stessi egli altri.

E' soddisfatta di ciò che sta realizzando? Progetti per il futuro:
Sono parzialmente soddisfatta, se lo fossi completamente non avrei null'altro da fare o da progettare. Nella mia mente c'è sempre tanto, i progetti non mancano mai. Mi capita di fermarmi per alcune ore, ma poi ricomincio con più energia. I progetti nella mia vita privata sono quelli di aiutare i miei cari a realizzare i propri desideri, a realizzarsi nella vita. Nella vita parrocchiale di saper sempre interpretare correttamente quello che il Signore mi chiede. Non è semplice ma mi sforzo, nella consapevolezza che ogni persona che incontro mi aiuta in questo senso e che nulla avviene per caso. Bisogna mettersi solo sulla giusta frequenza!

Fatti una domanda e datti una risposta, Marzullo docet:
Temi di essere giudicata per quello che fai? Consideri mai quello che la gente pensa di te?
So di essere giudicata, so che la gente potrebbe giudicare ciò che faccio, ma so di lavorare per il Signore e per i bambini, questo mi basta per farmi scivolare tutto, per andare avanti senza timore.

Ringraziamenti:
I ringraziamenti vanno senza dubbio ai bambini che ci danno la possibilità di crescere dal punto di vista umano e spirituale. In particolare a tutti gli educatori che con il loro sostegno sono di aiuto nei momenti difficili e di stanchezza. In ultimo e soprattutto a Don Vito che riesce a mettere in moto questa grande macchina dandoci fiducia. L'oratorio è una grande avventura che va oltre ogni altro tipo di esperienza possibile.

Intervista a cura di Bartolo Carbone
Oratorio Estivo 2011
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