Le interviste di Bartolo Carbone

L’attrice Silvia Cuccovillo scioglie gli ultimi “NODI”

Intervistata alla vigilia dello spettacolo teatrale

La mission artistica a 360° è come un lungo viaggio che parte dai giochi spensierati dell'infanzia e si arricchisce di esperienze quotidiane, scolastiche, didattiche, professionali, di vissuti on the road, sui palchi dietro le quinte alla continua ricerca della meta da raggiungere. E' l'incipit che accompagna la carriera artistica della barese Silvia Cuccovillo(38 anni): attrice, regista, cantante, ballerina, impegnata su più fronti con spettacoli di notevole interesse e spessore culturale, sia in quest'ultimo periodo che negli anni scorsi. Venerdì sera sarà in scena da protagonista al Teatro Bravò di Bari nello spettacolo performativo "NODI" con la Compagnia Teatro Prisma per la rassegna di spazi condivisi delle Officine del (dis)fare, animata da "quel desiderio di andare contro quelle regole non scritte ed odiose che vogliono l'arte divisa, come sempre, per ordine, circuito, contesto".

Nella piece teatrale "NODI", scritta e diretta da Giovanni Gentile, l'attrice Cuccovillo si inerpica nelle chine scoscese di un'attrazione faticosa ma piena di panorami assolati per poi scendere fino alle viscere della sua anima più oscura, sofferente e corrotta in un viaggio attraverso la sua parte più oscura di tutti noi, in un crescendo di emozioni e di toni che culmineranno in un finale sorprendente. In questi mesi, da regista Silvia Cuccovillo sta seguendo il musical "Il Lago dei Cigni - The Opera Musical" di Leonardo Giaschi che ha inaugurato in anteprima nazionale al Teatro Comunale "R.Lembo" di Canosa lo scorso gennaio. Inoltre, sta curando con dovizia di particolari l'allestimento di un'altra grande opera musicale dal titolo "Esiste un modo per volare…Meraviglioso" di Giovanni De Filippi e Mariangela Aruanno, dedicata all'indimenticabile Domenico Modugno. Nonostante tutti questi impegni l'artista barese ha trovato il tempo per rispondere alle domande della seguente intervista per CanosaViva.

Chi è Silvia Cuccovillo ? Silvia Cuccovillo è un'attrice ormai da vent'anni, che lavora in Puglia e non solo, e che a metà del suo percorso ha cominciato a sentire l'esigenza di scrivere e dirigere. Parlo di esigenza perché per me è stato davvero un passaggio molto naturale. Nel mio percorso formativo sono partita dal teatro di strada e dalla commedia dell'arte, per poi approdare alla prosa e ai classici, ed ho frequentato un centro di alta formazione musical che mi ha aperto le porte della prosa musicale, sia come performer che come autrice e regista. Quindi di sicuro posso definirmi una persona che ama le tavole del palcoscenico e la forza generatrice che solo quelle possiedono, e il contribuire da molteplici punti di vista a rendere la creazione possibile, ora da artista sulla scena, ora da autrice, ora da regista, è ciò che più mi soddisfa.
Due domande ricorrenti per le presentazioni di rito: situazione sentimentale ed i suoi rapporti con i social network… Risposte di rito altrettanto rapide, i miei rapporti con i social network sono buoni. Li uso molto per lavoro, devo esser sincera, mi permettono di comunicare con i miei collaboratori in breve tempo, rendendo rapidi la divulgazione di progetti e lo scambio di informazioni con altri colleghi. Mi consentono anche di restare in contatto con gli amici di sempre, quelli veri. Ci sentiamo ogni giorno, anche solo con un commento su facebook mentre non li uso mai per crearmi nuove conoscenze personali al di fuori dell'ambito lavorativo. Sono rigida in questo. Situazione sentimentale? Assolutamente single, ma non per scelta. mi piacerebbe tanto trovare un compagno che riuscisse a star dietro ai ritmi frenetici della mia testa e del mio lavoro, ma oggettivamente finora nessuno ha retto, sono scappati tutti! Anch'io avrei fatto lo stesso al loro posto, comunque vedremo in futuro!
Professione ambita e attuale … La professione ambita è quella che svolgo. Fortunata, lo so, ma fino a un certo punto visto che molti non la ritengono neanche una professione. E' una vita di enorme sacrificio non solo dal punto di vista economico, ma alle volte anche dal punto di vista della dignità personale, soprattutto nel nostro tempo di crisi, in cui si sta perdendo sempre più la consapevolezza che una società civile non può nutrire solo la pancia, ma deve nutrire anche l'anima. L'arte in ogni sua forma è la sola in grado di preservarci dall'imbarbarimento, dai pericoli dell'ignoranza e della violenza.
Come è nata la passione per lo spettacolo, il teatro in particolare. Consigliata da qualcuno? La mia passione è nata con me. Mia madre mi racconta sempre che a 3 anni la cosa che mi riempiva più di gioia era indossare un vecchio scialle di mia nonna, impugnare un bastone, ed entrare nel salone recitando la parte di una vecchia parente che veniva da lontano. Ed era chiaramente un vero e proprio spettacolo per tutti! Ricordo anche che con i cuginetti mettevo su veri e propri spettacoli, assegnando a ciascuno una canzone e un monologo. Dio, ero terribile! Anche la scrittura ha sempre fatto parte di me, accompagnata chiaramente da una grande passione per la lettura. Quindi la frase che dice: vuoi sapere cosa avresti voluto fare da grande? Pensa a come giocavi da piccolo, io la trovo verissima. Nessuno mi ha consigliata, al contrario. I miei mi hanno osteggiata per ovvi motivi. Come tutti i genitori avrebbero preferito per me un percorso più canonico, che li facesse stare più tranquilli, e invece è venuta fuori 'nà pazza.
Come è stato l' approccio al mondo dello spettacolo? Non me ne sono neanche accorta, mi ha fagocitata, non ci credo ancora che oggi sono qui. Quindi suppongo di poter rispondere bello!
La prima esibizione in pubblico… La prima esibizione in pubblico ufficiosa ve l'ho già confidata: la fantastica nonnina. Comunque tutto il mio percorso di vita, quindi anche l'asilo, la scuola di ogni ordine e grado, mi ha sempre vista esibirmi in una performance teatrale o teatral musicale, anche quando non immaginavo assolutamente che poi sarebbe diventato il mio lavoro. La prima esibizione da attrice ufficiale è avvenuta a 19 anni, in occasione di un campo per la non violenza organizzato dall'associazione LIBERA nel territorio pugliese. Uno spettacolo forte che veniva fuori da un anno di preparazione tecnica e tematica altrettanto impegnativo. Una delle esperienze per me più formative in assoluto.
La città ideale per studiare le dottrine dell'arte, della musica e dello spettacolo… Ce ne sono tante. Per quella che è la mia inclinazione senza ombra di dubbio è Londra.
L'attore/ce preferito? Queste sono le domande a cui è impossibile rispondere. Ce ne sono davvero tanti che mi illuminano, chi per un motivo chi per l'altro. Di sicuro posso dire che in Italia un modello per me è sempre stata Mariangela Melato, ma sono affascinata tanto anche dalla Magnani, dalla sua forza..
Tre parole chiave per organizzare uno spettacolo … Ascolto, coraggio e disciplina.
La Puglia negli ultimi anni è diventata un set cinematografico, le sue location preferite…Difficile rispondere, ci sono zone molto belle. Ma resta il fatto che tutto dipende dal soggetto. La location non può prescindere dalle suggestioni che devi vivere per calarti in un ruolo, quindi dipende dal film.
Si organizzano corsi a livello regionale per diventare registi? Si ce ne sono ma per esperienza personale questo mestiere devi farlo per comprenderlo appieno. Quindi la gavetta è fondamentale.
Ci sono finanziamenti nel mondo dello spettacolo? Per alcuni progetti si, ma per tanti altri no. La situazione artistica in Italia e anche in Puglia è pessima. La famosa crisi c'è! È una realtà, per l'arte a maggior ragione. Se gli "artisti" non fossero mossi da passione autentica, da un'esigenza pressante, probabilmente oggi l'arte sarebbe morta. Chiaramente mi riferisco a circuiti non mediatici, fondamentali per stimolare la consapevolezza critica di una società e contenere i pericoli dell'abbruttimento civile. Speriamo davvero che le cose migliorino.
Dove si è esibita in questi mesi? Dopo essere stata a Roma lo scorso anno al teatro Brancaccio per la commedia musicale "La Colpa è dei grandi?", scritta e diretta da Mauro Mandolini, sono rientrata in Puglia per una serie di scritture e regie nella prosa musicale, fra cui appunto "Il lago dei Cigni", continuando comunque il mio lavoro di attrice a cui non potrei mai rinunciare. I teatri in cui "milito" sono quelli baresi principalmente, ma sono stata spesso al Teatro del Fuoco di Foggia, e nei principali teatri di provincia.
Cosa si prova quando si è in scena? Influiscono i giudizi, i commenti e gli applausi del pubblico? Quando si è in scena l'interazione col pubblico è fondamentale. E' questo che fa la differenza fra il teatro e il cinema. Il cinema vede un cuore incontrare qualcosa di già confezionato, che quel cuore percepirà in base al suo battere. Il teatro è l'incontro di cuori e di energie che si condizionano inevitabilmente. Una replica è diversa dall'altra, unica e irripetibile. Non c'è un modo giusto di entrare in relazione col pubblico, purché questa relazione si crei ma di certo un pubblico entusiasta e reattivo è il sogno di ogni attore.
Quali sono le difficoltà maggiori che una giovane aspirante attrice-regista incontra? Sicuramente la mancanza di consapevolezza di quanto sia importante far vivere il teatro in ogni sua forma, e quindi la mancanza di aiuti economici di qualsivoglia natura, non solo dagli enti pubblici, ma anche dal privato inteso come eventuale sponsor o come fruitore dello spettacolo che va a teatro e paga un biglietto, rinunciando per una volta alla pizza e alla birra, risparmierebbe pure! Ho avuto la fortuna di incontrare persone validissime che mi hanno proposto dei progetti su cui hanno investito con grossa difficoltà, ma non si può dire certo che abbiano avuto aiuti in questo, ed è davvero dura. In più io non sono un "nome" che spalanca porte e riempie teatri, quindi muri e scetticismo ovunque con tutte le difficoltà che ne conseguono. Considerando che mi occupo spesso di grossi allestimenti con artisti preparatissimi che necessitano di determinati spazi e supporti, questo è spesso snervante. Ma per fortuna il passaparola positivo del pubblico non è mai mancato, è su questo che conto. Dopo questa ci sono difficoltà legate al fare regia in senso stretto, banali ma di fatto esistenti. Inevitabilmente se vuoi tenere in pugno una sala prove con 30 artisti, maestranze, e staff tecnico, o anche una più piccola, conservando un clima sereno e proficuo, ti accorgi che devi mascolinizzarti un po'. Sembra ridicolo e anacronistico, ma vi assicuro che non lo è! In certi ruoli la donna deve ancora faticare il doppio per ottenere credibilità, poi una volta che mi conoscono e io conosco loro, magari mi rilasso ma è una tappa inevitabile. In più io sono una che lavora sull'autorevolezza e non sull'autorità. L'autorità mi ammazza l'estro creativo, quindi per me è fondamentale avere un team tecnico e artistico che mi dia fiducia e si lasci guidare. Ed infine, ma in immediato collegamento, la regia è un compito di alta matematica, un intervento chirurgico di alta precisione che richiede una focalizzazione che l'attorialità e la scrittura non richiedono. Esiste solo lo spettacolo.
Il musical "Il Lago dei Cigni - The Opera Musical" è un progetto innovativo? È un progetto di Leonardo Giaschi, che ne firma musiche e liriche. L'anno scorso Leo mi ha chiesto di creare una sceneggiatura che desse respiro alle sue canzoni, e potesse trasformare la storia del lago dei cigni del balletto classico in un'opera musicale pop-disneyana come ama definirla lui. E cosi ho fatto! Ispirandomi liberamente al balletto classico, ho scritto una sceneggiatura teatrale che dà vita a personaggi sopra le righe, onirici. L'allestimento unisce il moderno al classico, sia nei costumi che nella canzone che nelle coreografie, con un registro assolutamente moderno e innovativo che però omaggia il classico con piccoli richiami. È una favola in cui per una volta il bene vince sul male, che trova forte riscontro nei piccini ma anche nel pubblico meno giovane. Il pubblico per due ore sogna ed era questo il nostro obiettivo.
Il musical "Il Lago dei Cigni" a favore della "Fondazione Vittorio Bari", che sostiene i giovani artisti nello studio e all'avviamento allo spettacolo, in ricordo del noto cantante lirico e attore, scomparso di recente… Il legame con il grande Vittorio Bari non dipende solo da un sentimento di affetto e profonda stima che tutti noi artisti italiani dell'opera musicale nutriamo per un performer il cui talento e la cui anima sono insostituibili, ma anche dal fatto che inizialmente, quando Leo muoveva i primi passi nel progetto, uno dei primi artisti che convocò nel cast fu proprio Vittorio. Credo che il legame fra Leo, Vittorio ed Il Lago dei Cigni, sia qualcosa che va al di là delle parole, qualcosa che tutti noi respiriamo in sala prove, e che il pubblico percepisce in sala. C'è davvero magia.
Progetti per il futuro : Il Lago dei Cigni ancora per un bel po' girerà in Puglia e speriamo anche fuori. Nella nostra idea c'è Roma e poi Milano. Inoltre, curo l'allestimento di un'altra grande opera musicale "Esiste un modo per volare …Meraviglioso" di Giovanni De Filippi e Mariangela Aruanno. Spettacolo completamente diverso dal Lago, su musiche di Domenico Modugno, che ha debuttato al Traetta di Bitonto a metà febbraio con grande successo. Un vero e proprio tributo all'anima di un uomo che ha avuto il coraggio di sognare, perché oggi ci hanno tolto anche questo Le musiche sono eseguite dal vivo e arrangiate da Katya Fiorentino. Quest'estate saremo a Lecce, e poi continueremo a circuitare nella stagione prossima. Poi una serie di spettacoli che mi vedono impegnata come attrice con il regista Tonio Logoluso e con la Compagnia Teatro Prisma di Bari che sta curando una rassegna al Teatro Bravò. Questo nell'immediato .
Grazie per la preziosa collaborazione e aver dedicato del tempo alle nostre domande.
Buon lavoro Bartolo Carbone
Il lago dei cigniSilvia CuccovilloMeravigliosoNodi
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