Apostolo Tommaso Caravaggio
Apostolo Tommaso Caravaggio
Il Pensare tra bellezza e verità

Tommaso incredulo o Apostoli poco credibili?

Lettera per l’apostolo Tommaso

Tommaso incredulo o Apostoli poco credibili? Tommaso dovremmo farti tante scuse. Tu sei l'apostolo della concretezza! Sei stato l'unico a dire, dopo che il Signore ha annunciato la sua morte: "Andiamo a morire con lui!". Durante l'ultima Cena, ci hai aiutato a comprendere di quale strada parlava Gesù. Gesù prima di andare al Getsemani, infatti, affermò che per tutti c'è un posto nella casa del Padre, dicendo: "E del luogo dove io vado voi conoscete la via". Tu, uomo della concretezza, gli rispondesti: "Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo conoscere la via?". Per merito tuo, carissimo Tommaso, Gesù, rispondendo, ci ha lasciato questa celebre espressione: "Io sono la via, la verità e la vita!". So bene che su Gesù non hai mai dubitato! Hai dubitato dei tuoi fratelli, degli Apostoli, semplicemente perché non erano credibili. La tua concretezza ti ha portato a credere assurdo il messaggio della resurrezione, perché a parlare sono state persone chiuse nel loro cenacolo, nonostante la resurrezione, persone che hanno rinnegato il Signore, che lo hanno lasciato solo, gente che lo ha abbandonato. Gente così non merita di essere ascoltata! A Gesù hai sempre creduto, pronto a donare la tua vita per lui! Loro non erano credibili! Davanti al richiamo di Gesù, inoltre, fai la professione più bella che neppure Pietro, primo papa, riesce ad elevare: "Mio Signore e mio Dio!". Sai carissimo Tommaso, in confidenza, la ripeto ogni volta che mi inginocchio davanti all'eucarestia, subito dopo la consacrazione, durante la santa messa.

Carissimo Tommaso,
oggi ci sono persone meravigliose come te! Il problema non sei tu, o loro, ma la Chiesa ancora troppo poco credibile, come lo era quella del cenacolo nel suo annuncio con te. Predicare la povertà ed essere ricchi, parlare di umiltà e poi essere arroganti, proclamare il perdono ed essere vendicatori. Il problema non è l'annuncio del Risorto, il problema è chi annuncia! Ma la meraviglia è proprio questa: "il Signore rimprovera te e non altri!". Per lui, il messaggio della resurrezione, è infinitamente più grande dell'indegnità di chi lo annuncia e va creduto. Papi, vescovi, preti, catechisti, portano Gesù, è Lui che conta, il resto non serve a niente e a nessuno! Grazie Tommaso, perché mi spingi a vedere che dietro agli "increduli" di oggi, c'è il meglio della professione di fede. Scusaci poi, perché ti presentiamo mentre tocchi le mani e il costato del Signore, visto che il Vangelo non dice nulla di ciò. Ci piace proprio inventarci tante storie sul tuo conto, visto che hai detto che volevi metterci le mani, ma dopo, appena hai incontrato il Signore, il Vangelo ci dice semplicemente che fai la tua splendida professione di fede. Sai, mi ricordi che dietro ogni "ateo" ci può essere la fede più autentica e gradita a Dio, degna del più alto credente. Così come non sei rimasto nel cenacolo, mentre gli altri erano chiusi, lì per paura dei giudei, dopo che hai compreso che il "Il Signore è veramente Risorto", allo stesso modo sei andato più lontano di tutti gli altri. Lo hai annunciato alle periferie del mondo, arrivando sino alla Persia e all'India, fondando lì, comunità cristiane. Potresti aiutare a portare Gesù nelle nostre periferie esistenziali? Proprio per farti un favore, ti rappresentiamo con la lancia. Ho scoperto che il tuo corpo si trova in Italia, ad Ortona, in Abruzzo. Sai, magari, qualcuno ha bisogno di incontrarti, non tanto perché dubita del Signore, ma della sua Chiesa. Potresti suggergli tu qualcosa, uomo concreto e credibile, visto che dal nostro maestro, più degli altri, hai imparato la lezione?
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