Presepe Vivente Canosa
Presepe Vivente Canosa
Il Pensare tra bellezza e verità

La povertà di Betlemme ci illumini lo sguardo

Auguri di Pace

Auguri di Pace Il Natale porta con sè il dono della Pace. Per accoglierlo bisogna comprendere le radici della violenza da cui siamo abitati. Identificare la felicità con il possesso è un grande errore; chi possiede molto è inquieto, agitato e, non di rado, angosciato. Il possesso spinge a lottare, a difendersi. Il possedere porta all'aggressività, per paura di perdere ciò che si ha. Il possesso inoltre spinge alla bramosia, a non accontentarsi, illudendosi che avere di più significhi valere maggiormente. Il bambino di Betlemme viene semplice, debole, umile e povero. Quanta violenza contro i bambini e contro le donne oggi, negazione e tradimento di quella giovane vergine e quel neonato che contempliamo nel presepe. Quanta violenza nel linguaggio; il dire male è di per sè maledire, la negazione di un Dio che si fa Benedizione. La violenza abita dentro di noi, lí dove dimora il nostro cuore. San Francesco che salutava tutti augurando il dono della Pace, al cardinale Ugolino che spingeva la sua fraternità ad accettare dei beni materiali, opponeva il suo rifiuto, affermando che lí dove c'è la ricchezza materiale, le porte si chiudono per paura di essere derubati, perdendo così la pace. È nei cuori che viene rubata la Pace, quella che si moltiplica donando e che sempre ha la porta aperta. Gesù è il Re della Pace, ricco della sua povertà. Tutti possono accogliere il dono della Pace, arricchendosi della povertà di Cristo, della sua umanità che tutto dona. Chi ha, vede nell'altro un concorrente; la povertà di Betlemme ci illumini lo sguardo nel riconoscere in ogni uomo un fratello. La Pace che ha il volto di Cristo non è, infatti, solo assenza di guerra. È Cristo la radice della Pace, lui che si fa pane di vita, incarnandosi nella "casa del pane" (Betlemme). Un Dio bambino non fa paura ma dona Pace. La guerra nasce dalla paura, la Pace dall'amore. Dio è Amore e ci ama in un bambino, Cristo nostra Pace, affinché ogni uomo possa riconciliarsi con sè, con i fratelli e con Dio. Possa questo Natale portare Pace attraverso la riconciliazione che abbatte i muri della divisione, allargando le piazze dell'incontro, dell'amicizia e della fraternità. Guardando all'umanità di Dio, possano gli uomini imparare la giustizia, radice del bene, nella misericordia e nel perdono che, profumati del legno di una mangiatoia, prefigurazione del legno della croce, dona colui che ha redento e redime il mondo. Augurissimi a tutti i credenti e non affinché il dono della Pace abiti nei nostri cuori.
Salvatore Sciannamea
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