Madonna della Fonte Canosa
Madonna della Fonte Canosa
Stilus Magistri

Ritrovato il titolo “de FONTE” nel bicentenario dell’altare

Inediti documenti dalla Biblioteca Apostolica Vaticana

Nella ricorrenza del Centenario della Incoronazione dell'icona di Maria SS. della Fonte, Patrona di Canosa e Protettrice del Comune, ripercorrendo la linea del tempo dal 1919 al 2019, abbiamo acquisito preziosi e inediti documenti dalla Biblioteca Apostolica Vaticana riscoprendo un documento di memoria storica di 42 pagine manoscritte di studi e ricerche del 1914 del Canonico Vincenzo De Muro, che costituiscono ancora oggi le radici di una documentazione di storia, di arte, di fede, di devozione e culto popolare.

B. V. Maria sub titulo « a Fonte »
Il Capitolo del Vaticano nel XV Aprile 1915 autorizza la "Coronatio B. Virginis Mariae sub titulo a Fonte Civitatis Canusii Dioec. Andriensis" e riporta il pregevole e storico Decretum in latino della Incoronazione: «B. M. Virginis sub titulo a Fonte", che abbiamo tradotto in italiano « della Beata Vergine Maria sotto il titolo "dalla Fonte », stampandolo in pergamena.
Nella denominazione mariana della Patrona non ritroviamo il genitivo di un complemento di specificazione, "Fontis", che corrisponderebbe al titolo ricorrente "della Fonte", ma un complemento di origine, di provenienza con la preposizione a e l'ablativo, "a Fonte".

Beata Vergine « de Fonte »
Nel 1615 la Santa Visita nella Cappella mariana del Prevosto Mons. Felice Siliceo e in seguito nel 1677 del nipote Prevosto Gian Giacomo Siliceo, originari di Troia, dove abbiamo visitato nei decenni scorsi il Palazzo Siliceo, si attesta: "visitavit Cappellam sanctae Mariae vulganter della Fonte", "ha visitato la Cappella di Santa Maria detta volgarmente della Fonte". Si svela e si comprende così il titolo originario di Maria "de Fonte" , detta volgarmente dal popolo "della Fonte" o "de la Fonte" come riporta la Santa Visita del maggio 1844 del Vescovo Mons. Giuseppe Cosenza.

La Cappella di Maria SS.ma della Fonte
Bicentenario del restauro dell'altare del 1821
Riprendendo lo studio del titolo "de Fonte" nel manoscritto del Canonico De Muro del 1914, trasmesso al Capitolo del Vaticano, rileviamo che fino al 1912 si parla di «MARIA SS.ma DE FONTE» nella lapide posta nella Cappella, verosimilmente ricoperta dagli affreschi del 1960 del Pittore Buonvino.
«La Cappella veniva restaurata nell'anno 1821, a spese dell'Arciprete Don Vincenzo Petroni" con dipinture e decorazioni, arricchita di un pregevole altare marmoreo e balaustre con colonne di marmo policromo"che riportano la seguente iscrizione: EX DEVOTIONE FECIT HOC OPVS A. D. 1821 VINCENTIVS PETRONI ARCHIPRESBYTER. In seguito il restauro fu compiuto dal Canonico D. Riccardo Petroni "ossequiente alle pie tradizioni della sua famiglia.
Ed il fratello del Canonico D. Riccardo Petroni, Agostino Petroni, su volontà testamentaria del Sacerdote "fece eseguire nell'anno 1912" un restauro della Cappella con lastre marmoree, pavimento e balaustra, facendo apporre una lapide con iscrizione SACELLVM M.ae SS.ae DE FONTE DICATVM – INSTAVRAVIT MCMXII. Resta ancora oggi viva la devozione e la cura dei discendenti della pregiatissima Famiglia Petroni.

E la campana Maggiore del Campanile della Cattedrale, A D 1868, fu dedicata, "hoc aes dicatum S. Sabino et De Fonte S. Mariae". L'abbiamo scoperta nei SACRI BRONZI prima del 2000 con rischio di incolumità, in compagnia di mio figlio Davide.
In questo tempo nella ricorrenza del bicentenario della ristrutturazione dell'altare la ricerca ci ha portato provvidenzialmente alla riscoperta della tela del 1821 che raffigura L'arciprete Vincenzo Petroni, custodita dalla famiglia Petroni con la Gentildonna Carmen. Grazie alle foto del'amico Cosimo Sciannamea abbiamo riscoperto l'iscrizione in latino riportata ai piedi della pregevole tela, ricevendo la traduzione in Italiano dal benemerito Padre Gerardo Cioffari della Basilica di Bari.
Dopo duecento anni riscopriamo la memoria dell'Arciprete Vincenzo Petroni che fu sepolto nella stessa Cattedrale di San Sabino.

Mentre si parla della Festività delle "offerte delle primizie" nella Domenica in Albis, riscoperta da Don Felice Bacco, si riporta la devozione della benemerita Sig.ra Filomena Sinesi, distinta famiglia canosina, verso la preziosa icona, a cui viene offerta e realizzata nel 1906, da valente artista, "un maestoso artistico tempietto d'argento astile gotico-bizantino che va ad incorniciare il vetusto dipinto della Venerata Immagine". La base rilevante un sacro fonte in argento riporta il nome inciso di Filomena Sinesi, come abbiamo da alcuni anni letto, restando ignari della storia oggi svelata nel manoscritto.
È il tempietto argenteo con cui solennemente si espone al culto e si porta in processione la venerata icona della Madonna della Fonte.

Il titolo "de Fonte"
Il titolo e l'identità agiografica rimanda anche ad una connotazione spirituale e teologica della Vergine Maria, che deriva a Fonte, scaturisce e proviene de Fonte, da quel Fonte di Grazia dello Spirito Santo, di cui fu "piena", "gratia plena", come recita la preghiera in latino. Riscopriamo questa identità della Madonna della Fonte, l'Eleùsa dell'icona bizantina, la Tenerezza di Madre a cui ci rivolgiamo nelle radici di Fede dei nostri padri, "Fons signatus", Fonte sigillato di storia, di fede, di Chiesa e di Città e di devozione del Popolo nel nome del Signore Gesù che rivolge a Lei lo sguardo di Figlio di Dio con l'aureola santa della Croce.
Veneriamo e invochiamo la Beata Vergine Maria MADRE DI DIO, la THEOTOKOS, MP ΘY, abbreviazione greca delle icone bizantine, che si intravede anche nella nostra icona della Cattedrale di San Sabino, la Metèr Theù, la Madre di Dio, e così sia.
Alle ore 20,00 di giovedì 5 agosto 2021 - Solennità della Beata Vergine della Fonte, si terrà la Celebrazione Eucaristica presso l'area archeologica del Battistero di San Giovanni a Canosa di Puglia(BT) La celebrazioni si terrà nel rispetto delle normative sanitarie vigenti.
Ricerche storiche a cura
del Maestro Peppino Di Nunno
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