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Stilus Magistri

«Incignare» nel giorno di festa

Il nuovo vestito di donna nella Domenica delle Palme

Nella Domenica delle Palme era usanza indossare per le ragazze un nuovo vestito, come mi raccontava mia madre Rosa, abile sarta. Era il segno di rinnovo della primavera evocato nella fraseologia "se 'ngegnève" alle Palme, "me sò 'ngegnète u vestòte!". Il lemma dialettale viene riportato nel mio libro di dialettologia e oggi viene arricchito e proposto come augurio in questa Domenica delle Palme rinchiusa dal malefico Covid.

'ngegnète (agg. f. ) Significato "incignata", usata per la prima volta. Dal dizionario del Palazzi del 1949 della nostra Scuola Media ritroviamo l'etimologia greca del verbo έγϰαινίζω (encainizo), che significa inaugurare, usare per la prima volta. Lo ritroviamo nel tardo greco ἐγκαίνια «feste d'inaugurazione», da καινός «nuovo». Ed il lemma si ritrova nelle regioni italiane dalla Sicilia di Luigi Pirandello che scrive: "La Giara nuova! non incignata ancora". E fino al Pascoli nei Nuovi Poemetti riferita ad una donna anziana: Andava col su' omo, era ben messa, /incignava quel giorno anzi un guarnello: andava a su per ascoltar la messa.
Il guarnello era una veste rustica femminile, scollata e senza maniche, portata un tempo, in casa, dalle contadine.

Allora donne care, ragazze belle e nonne tenere rinviamo ad incignare la veste della Domenica delle Palme per andare alla Messa, per passeggiare in piazzetta nella Villa comunale, ma preparatela, disegnatela, inventatela, fatela cucire e...dopo la pandemia... incignatela! Invitatemi alla festa in un sorriso femminile dopo questi dolori di pandemia, dopo i miei affanni delle membra.
Buona veste nuova di Pasqua
Maestro Peppino Di Nunno
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