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Eventi e cultura

Serata inaugurale Teatro comunale Lembo

Il 5 novembre alle ore 18.00 in via Piave. Prevede oltre alla partecipazione straordinaria di Lino Banfi

Si terrà sabato 5 novembre la cerimonia inaugurale del Teatro Comunale Raffaele Lembo, alla presenza del Ministro Raffaele Fitto per il Governo, del Presidente Nichi Vendola per la Regione Puglia, del sindaco Francesco Ventola, delle Autorità e della Cittadinanza. Il teatro D'Ambra già noto come teatro Lembo dal nome dell'allora proprietario che lo fece realizzare negli anni venti, ha rappresentato per una generazione il luogo della lirica, la scena dell'avanspettacolo. E' cosi anche per il noto attore, conduttore televisivo e ambasciatore dell'UNICEF, Lino Banfi che sarà l'ospite d'onore della cerimonia. Il famoso personaggio canosino, intervistato durante Parliamone con il Sindaco, il programma radiofonico in onda il sabato pomeriggio, sull'emittente regionale Love Fm, ha ricordato gli anni in cui lui stesso frequentava il teatro come spettatore. " "Ogni volta che arrivava una compagnia di avanspettacolo presso il teatro Lembo – ha detto il famoso attore canosino - mi presentavo puntuale come spettatore e qualche volta mi sono state anche state concesse delle piccole partecipazioni. Il pensiero di rivedere dopo diversi anni quel luogo, ora completamente rinnovato, mi emoziona moltissimo".

Il teatro comunale di Canosa ha una sua valenza perché viene costruito in un periodo storico in cui si sono poste le basi per la realizzazione dei moderni teatri musicali e risente di questo dibattito culturale. Il teatro Comunale ha portato per anni il nome del proprietario, il Cav. Raffaele Lembo, facoltoso commerciante locale di grano, che nel 1923 diede in esecuzione il progetto elaborato dall'Ing. Arch. Arturo Boccasini di Barletta, già progettista del Teatro Di Lillo di Barletta e che aveva partecipato al progetto del Teatro Margherita di Bari. Come è possibile verificare dalle piantine storiche, il teatro che doveva essere realizzato, era in perfetto stile liberty, e risentiva di una impostazione rigorosa e articolata da un punto di vista formale. Il teatro fu inaugurato alla fine del 1926, anche se le opere di completamento della struttura non erano state ultimate a causa di mancanza di risorse economiche, nonostante ciò si preferì avviarne l'utilizzo. L'edificio, situato nei pressi della Cattedrale di San Sabino, è in posizione baricentrica rispetto all'aggregato urbano di Canosa.

L'ingresso su via Piave porta all'interno del foyer che collega direttamente alla platea ed ai palchi detti "barcacce", ai servizi, ai camerini ed al palcoscenico, accanto all'ingresso alla platea ci sono le scale di collegamento al piano ove si affaccia la prima fila di palchi. Molto interessante risulta la pianta del teatro e particolarmente del foyer e della platea, questa in perfetto stile liberty si presenta con un abile gioco di ellissi che sono anche la struttura portante del teatro, il foyer altro non è che un ellisse che si ripete in maniera simmetrica su tutti livelli. All'interno invece le decorazioni sono presenti soltanto sul timpano centrale, sopra il palcoscenico, con festoni e mascheroni in gesso, mentre i palchi posti accanto al palcoscenico presentano decorazioni e mascheroni con dorature. A copertura dei palchetti, posti sopra al loggione, è impostata la grande copertura semiellittica, uno dei primi esempi di cupola in cemento armato in Puglia. Attraverso le scale di collegamento poste nel foyer si accede al piano ove sono collocati i palchi, a questi si accede da due corridoi longitudinali. Dalla quota della prima fila di palchi si accede alle scale che portano al piano successivo; qui al contrario del piano inferiore ciascuna scala collega al corridoio laterale e tre palchi posti sulla parte centrale; il collegamento al piano fra le due zone è interrotto dalla sala di proiezione e dall'ammezzato. Simmetricamente dall'altra parte si affacciano gli altri palchi laterali e due posti in zona centrale, inoltre dalla scala che porta a questo livello si può accedere ad altri locali ammezzati che simmetricamente completano la facciata e che prendono illuminazione dal prospetto principale. Al loggione posto al livello successivo si accede dalla scala posta al piano terra.

Il loggione come precedentemente esplicitato è stato realizzato negli anni trenta; oltre al loggione su questo livello ci sono altri locali che sono posti in corrispondenza del foyer e della biglietteria e che sono illuminati attraverso aperture poste in facciata all' ultimo livello e che oggi si presentano in parte murate. Le uniche decorazioni presenti sono poste come già detto sull'arcoscenico dove sono sovrapposti mascheroni in gesso rifiniti con colorazione grigia, decorazioni con festoni ed elementi floreali. I palchetti posti ai lati del palcoscenico presentano a ciascun livello dei decori dorati; la ricchezza degli elementi decorativi aumenta man mano che si sale come livello, infatti l'ultimo livello è quello più decorato dove sono presenti anche qui delle figure allegoriche a mezzo busto. In corrispondenza della prima fila di palchi, sul frontespizio del palco centrale posto longitudinalmente, sono presenti delle decorazioni che raccontano scene allegoriche raffigurate da putti. Simmetricamente tali scene si ripetono sull' altro lato. Esternamente la facciata del teatro presenta l'ordine architettonico composto dal basamento e ordine superiore con coronamento; la facciata presenta delle paraste che partendo da terra vanno a sostenere il frontone centrale, l'ingresso principale del teatro posto al centro della facciata ha chiusura ad arco, mentre le due aperture laterali (più piccole) sono chiuse con architrave e sopraluce.

Al centro c'è un cornicione dove si aprono piccole finestre che corrispondono al piano ammezzato sul foyer (dove ora c'è la cabina di proiezione), su questo cornicione la facciata è tripartita e nelle parti laterali ci sono bifore, una delle quali è murata, la portafinestra ha il balconcino in ferro di protezione, nel vano centrale invece c'è una trifora aperta solo al centro, infatti le due finestre laterali sono murate, mentre la finestra ha il balconcino in ferro di protezione. Il coronamento della facciata è composto dal cornicione con il grande timpano in tufo a faccia vista, al centro del timpano una grande voluta in tufo chiude il triangolo. La facciata inoltre presenta al piano terra due blocchi laterali simmetrici dove ci sono gli ingressi indipendenti del bar e della biglietteria che si trova a quota zero rispetto alla strada, al livello superiore la simmetria è interrotta infatti mentre su di un lato e per la precisione sopra il vano biglietteria, c'è un fronte in parte intonacato ed in parte con tufo a faccia vista, su cui si apre una bifora, dall'altra parte invece manca questo vano e c'è soltanto la veranda che si affaccia sulla strada.

Il progetto originario in realtà completava la facciata in maniera simmetrica e come è possibile vedere dalla tavola storica, dove sono rappresentati degli splendidi disegni ad acquerello del progettista che mostrano le decorazioni e le finiture della facciata, questa risulta perfettamente simmetrica in tutte le sue parti ed ordini architettonici, purtroppo la facciata è rimasta incompiuta per ovvi motivi e quindi appare scarna e povera. Il teatro nel corso degli anni non è mai stato completato, anzi nel corso degli anni trenta e quaranta, anche a causa del passaggio dalla famiglia Lembo alla famiglia D'Ambra, ha subito modifiche, alcune delle quali hanno variato i volumi e le destinazioni originarie. Di recente il teatro è stato acquistato dal Comune di Canosa di Puglia e dopo lunghi lavori di recupero e consolidamento strutturale con adeguamento degli impianti tecnologici, si inaugura un importante contenitore culturale, fiore all'occhiello della città. Nel corso dei lavori, durante le fasi di scavo per le canalizzazioni degli impianti tecnologici sono venuti alla luce reperti archeologici e rinvenimenti di immenso valore storico e culturale.

La serata inaugurale prevede oltre alla partecipazione straordinaria di Lino Banfi, anche la presenza del cantante lirico Luigi De Corato, l'Orchestra "Nuovi spazi sonori", Coro polifonico della Basilica Cattedrale San Sabino, Clarinetto solista M° Pino Lentini, Soprano Lucia Diaferio Azzellino, Direttore Salvatore Sica, musiche di Gioacchino Rossini, M. Novaro/G. Mameli, Franz Lehar, Ennio Morricone, Salvatore Sica.

La cerimonia, presentata e condotta da Paolo Pinnelli, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno e Pasquale Di Monte, presentatore, prevede anche una proiezione video su maxi schermo in Piazza Vittorio Veneto per la visione in diretta dell'evento e alcuni aneddoti letti da Federica Di Trani.


ufficio stampa
sabrina vesci
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