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Scuola e Lavoro

Scuola: concorso straordinario per il reclutamento di 24mila docenti

Emendamento al decreto legge “salva precari bis”

"Apprendo con soddisfazione dell'emendamento presentato dall'On. Nicola Fratoianni (che ringrazio) al Decreto Legge 29 ottobre 2019, n. 126 con il quale è stato previsto un concorso straordinario per il reclutamento di 24mila docenti precari di scuole secondarie di primo e secondo grado che abbiano maturato, dall'anno scolastico 2011/2012 al 2018/2019, almeno tre annualità di servizio." Ha esordito così in una nota il consigliere regionale Enzo Colonna che prosegue: "Come noto, lo scorso 5 novembre il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione (di cui sono stato il primo firmatario) con la quale ci si impegnava ad un'azione corale – tra Presidente della Regione, Giunta, Parlamentari eletti in Puglia e forze politiche – al fine di evitare che si determinassero ingiustificate disparità di trattamento ai danni dei docenti pugliesi. Il Decreto, infatti, penalizzava gravemente gli insegnanti pugliesi che hanno partecipato al progetto "Diritti a Scuola" (ribattezzato dall'anno scolastico 2018/2019 "Tutto a Scuola") promosso dalla Regione Puglia e che prevede, da dieci anni, lo svolgimento di attività di contrasto alla dispersione scolastica, di recupero e potenziamento formativo degli studenti pugliesi. Questi insegnanti, stando a quanto previsto dal Decreto approvato dal Governo, non avrebbero potuto partecipare al concorso straordinario dal momento che la tipologia di contratto dagli stessi sottoscritto (un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, invece del canonico contratto di lavoro a tempo determinato) impediva di vedersi riconosciuto il servizio prestato ai fini del raggiungimento del requisito dei tre anni. L'emendamento presentato, in sede di conversione del Decreto, va certamente nella direzione di evitare questa ingiusta e iniqua disparità di trattamento. Auspico, ora, la sua approvazione in modo da consentire a centinaia di insegnanti precari che hanno partecipato al progetto "Diritti a Scuola / Tutti a Scuola" e che ambiscono alla stabilizzazione, di partecipare al concorso. Resta aperta una seconda questione che era stata sollevata con la mozione approvata in Consiglio e cioè quella riguardante i docenti che da anni svolgono la loro attività nelle scuole paritarie che, stando a quanto previsto nel Decreto approvato dal Governo nazionale, possono partecipare al concorso solo ai fini del conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento e non, come invece previsto per chi abbia svolto almeno tre anni di insegnamento nelle scuole statali, ai fini dell'immissione in ruolo, in violazione della equiparazione delle scuole paritarie a quelle statali sancita dalla Legge 10 marzo 2000, n. 62. Mi auguro - conclude Colonna - che anche su questo si possa intervenire in Parlamento, in sede di conversione del Decreto, in modo da superare questa seconda ingiusta disparità di trattamento".
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