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Scuola e Lavoro

 Il Liceo ai tempi del coronavirus

Didattica a distanza con la professoressa Giulia Giorgio

In piena emergenza sanitaria e secondo quanto previsto dagli ultimi decreti del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i dirigenti scolastici hanno attivato la modalità di didattica a distanza, per tutta la durata della sospensione delle attività nelle scuole. In queste giornate di "clausura" casalinga per contenere la diffusione del contagio da coronavirus. è stata contattata la professoressa Giulia Giorgio (54 anni), docente di materie letterarie e latino al Liceo "E. Fermi" di Canosa di Puglia, insignita del titolo di "Cavaliere Benemerito del Giornalismo Scolastico Italiano" per spiegare come funziona la didattica a distanza. "I giorni che stiamo vivendo sono piuttosto difficili per tutti ma soprattutto per i ragazzi abituati ad avere una loro libertà di movimento e a vivere una vita ricca a livello sociale. Purtroppo, stiamo affrontando un'emergenza a cui non eravamo minimamente preparati in tutti i campi tra cui quello della scuola, ma ci stiamo rimboccando le maniche e stiamo cercando di fare del nostro meglio". Esordisce così la docente Giulia Giorgio che prosegue nei dettagli :"Questo è un periodo difficile e ci stiamo confrontando con modalità differenti di didattica. Abbiamo interpretato questa emergenza come un modo per schiodarci dai soliti schemi e sperimentare,quindi, l'insegnamento on line. Dopo l'emanazione del Dpcm del 4 marzo 2020, la nostra dirigente, professoressa Nunzia Silvestri ha attivato, in collaborazione con il suo staff, una modalità di didattica a distanza, anche con particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità,per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche, In merito, sono stati informati gli studenti della modalità dell'insegnamento a distanza da parte dei docenti, i quali hanno fornito attività multimediali di diverso genere. Molti si sono trovati catapultati tra nomi di app o sigle come : Screencast- Matic-Videomp4- OBS studio- Zoom- Meet etc ,e tutti si sono messi all'opera."

Poi la professoressa Giorgio esprime le sue considerazioni :"I ragazzi si stanno dimostrando molto maturi e dobbiamo dire, sono bravissimi. Questa pausa forzata, dapprima, è stata colta positivamente, ma dopo i primi tre o quattro giorni, i discenti hanno cominciato a palesare una voglia di tornare al più presto tra i banchi di scuola con i loro compagni e docenti forse perché sanno di avere a scuola un ambiente protetto che si prende cura di loro o forse perché desiderano tornare alla normalità. Noi docenti ci siamo attivati ed organizzati, ma molte sono le riflessioni da fare sulla 'didattica a distanza' che, a quanto pare, non è tanto apprezzata dagli alunni visti i loro commenti quotidiani nei gruppi whatsapp (chi è senza connessione, chi è senza computer oppure quest'ultimo strumento serve all'altro fratello, chi non sa caricare un file e via dicendo). Personalmente, - conclude la docente - non mi limito a fare video lezioni, caricare files audio e correggere i loro elaborati, ma mi informo della loro salute, raccomandando di voler bene a se stessi ed ai loro cari rimanendo a casa, e chiudo ogni conversazione con la frase 'Andrà tutto bene' . Questa situazione d'emergenza mi ha fatto riflettere molto sulla didattica a distanza che, secondo il mio modesto parere, significa 'istruire' non 'insegnare', perché on line è tutto più freddo, distaccato, è mera trasmissione di dati senza quel calore umano, quelle emozioni che contraddistinguono le lezioni frontali in classe dove si costruisce un pezzo di sé, della propria personalità, dove si interagisce con stile che potremmo dire socratico, dove protagonista diventa il dialogo fra docente e allievi e dove si costruiscono rapporti umani che durano tutta la vita". Agli studenti la dirigente scolastica Nunzia Silvestri rinnova l'esortazione a rimanere a casa, se non è strettamente necessario uscire, e negli orari programmati di mettersi in contatto con le piattaforme on-line e gli strumenti messi a disposizione dall'istituzione per studiare in questi giorni lontani dai banchi di scuola.
  • Liceo "E.Fermi" Canosa
  • Coronavirus
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