Putin
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Russia e Putin, un po' di chiarezza

La disamina di Danilo Dell'Aere

Nel corso dei vent'anni putiniani, la Russia non si è sviluppata internamente in misura adeguata alle sue ambizioni internazionali. Il sistema politico autoritario che si è costruito in questo periodo corrisponde alla tradizione storica russa di lungo periodo, ma sembra incapace di gestire efficacemente le immense risorse del Paese. Tuttavia l'autoritarismo in sé non sembra essere la ragione principale della scarsa crescita economica della Russia: Stati ancora più autoritari, come la Cina, stanno in realtà ottenendo risultati di gran lunga migliori. Il nodo principale è probabilmente costituito da una scelta politica che privilegia la stabilità del Paese a scapito del suo sviluppo sociale ed economico. Putin sta semplicemente giocando da scacchista, ha fatto la sua mossa, il presidente russo firmando il decreto che riconosce le due regioni separatiste nell'Ucraina orientale, nel Donbass, come indipendenti da Kiev (non annetterle al territorio federale russo fin da subito, come erroneamente supposto da molti media), intende obbligare la controparte a muovere in qualsiasi direzione, in attesa di uno scacco matto.

Dubito che l'Ucraina voglia iniziare una guerra con la Russia avendo alle spalle una NATO divisa e un'Unione Europea ancora più divisa. Mosca e Pechino non sono due mondi che dialogano per distruggere l'Occidente ma rimangono pur sempre due facce della stessa medaglia che in maniera complementare assurgono alla stessa funzione, scalzare i Paesi occidentali, in primis gli USA, dalla posizione di factotum delle relazioni internazionali . Pertanto iniziare una guerra di larga scala in Europa, oltre ad essere improbabile, significherebbe anche concentrarsi sul fronte continentale lasciando scoperta l'Asia e il Mar Meridionale Cinese, un altro quadrante attualmente molto caldo, anche se con meno copertura mediatica.

Qualcuno ha parlato di guerra imminente, qualcun altro ha dichiarato che Putin ha deciso di rompere ogni dialogo con l'occidente. Per un analista esperto dell'area, in special modo questo secondo assunto, risulta ridicolo e privo di ogni nesso logico. Putin non si è allontanato dall'Occidente rifiutando il dialogo, il presidente russo non ha mai voluto dialogare con l'Occidente. Come si potrebbe mai combattere una guerra con la minaccia che qualcuno chiudendo i rubinetti "spenga" fabbriche, industrie e rifornimenti? Il "capolavoro" di Putin è stato soprattutto questo, agire nell'ombra, rendere dipendenti gran parte degli stati dell'Unione dal gas russo, a volte anche con contratti sfavorevoli alle compagnie russe perchè l'obiettivo non era il profitto, ma creare una leva pronta ad essere utilizzata in un momento di crisi. Putin, non ha mai avuto un dialogo con l'Occidente, ma di contro ha avuto un periodo da "buon viso a cattivo gioco", Il presidente russo del resto è colui che è riuscito a ricucire lo strappo del periodo comunista con i suoi cittadini.

Per i motivi sopra citati non ci sarà guerra, ci saranno sanzioni, ritorsioni e accuse reciproche; mentre le due repubbliche del Donbass seguiranno l'iter della Crimea, verrà garantita l'incolumità dei cittadini delle due repubbliche dai soldati dell'esercito russo sul territorio, in funzione di deterrenza contro eventuali aggressioni dell'esercito ucraino. USA ed Unione Europea attiveranno la macchina delle sanzioni, nel frattempo verranno indetti referendum nelle due repubbliche che chiederanno l'annessione al territorio federale russo.
Danilo Dell'Aere
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