Balcone fiorito
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Gravi i danni d’immagine sull’export di prodotti florovivaistici causati dalla Xylella fastidiosa

Si è allungato l’elenco delle specie di piante che hanno l’obbligo di inserire il codice di tracciabilità nei passaporti

Gli arrivi di fiori stranieri in Italia sono aumentate in quantità di oltre il 30% soprattutto per effetto delle triangolazioni dall'Olanda, che consentono l'arrivo nel nostro Paese di prodotti coltivati in paesi extracomunitari, dove spesso non sono rispettate le stesse regole europee in materia di tutela dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori, mentre sta pagando a caro prezzo gli effetti della Xylella il settore florovivaistico in Puglia che perde in volume il 15% della produzione nel decennio 2014-2023, con le restrizioni in termini di movimentazione, export e produzione stessa. A denunciarlo è la Coldiretti Puglia, in occasione del confronto sullo stato di salute del settore florovivaistico, organizzato a Terlizzi dal Distretto Florovivaistico Pugliese, con Nada Forbici, coordinatrice nazionale della Consulta del florovivaismo di Coldiretti, di cui fa parte Giuseppe Caporale, presidente del comitato di gestione del Distretto. "Un'occasione per condividere lo stato dell'arte ed i futuri scenari di un'eccellenza pugliese del Made in Italy che sta però vivendo un momento difficile a causa delle importazioni selvagge. A incidere sui bilanci sono anche l'impennata dei costi di produzione legata alle tensioni internazionali, le pratiche commerciali sleali e gli effetti dei cambiamenti climatici", denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che "a pesare è soprattutto la concorrenza sleale dall'estero "guidata" dall'Olanda, che importa fiori da paesi extracomunitari per rivenderli sul mercato comunitario". Si tratta spesso di prodotti come le rose in Kenya o in Colombia, che vengono coltivati grazie allo sfruttamento di minori e donne, oltre all'impiego di sostanze vietate in Europa da decenni. I Paesi Bassi rappresentano il principale fornitore dell'Italia, con oltre i 2/3 del totale delle importazioni, e un incremento delle vendite del72,0% nei primi nove mesi del 2024.

Intanto, si è allungato ancora l'elenco delle specie di piante che hanno l'obbligo di inserire il codice di tracciabilità nei passaporti a causa della Xylella, con le specie Lavandula angustifolia, Lavandula x intermedia, Lavandula latifolia, Lavandula stoechas e Salvia rosmarinus. E' una ulteriore tegola per l'agricoltura e per il settore florovivaistico, ma anche per gli uffici fitosanitari sul territorio un mix esplosivo che mette a rischio la ripartenza nelle aree colpite dalla Xylella e la tenuta stessa sui mercati interni e sull'export florovivaistico pugliese che rappresenta un elemento di punta del Made in Italy. Gravi i danni d'immagine sull'export di prodotti florovivaistici causati dalla Xylella fastidiosa, spesso usata come scusa per bloccare ingiustificatamente fiori e piante in vaso Made in Italy – insiste Coldiretti Puglia - con la Direzione Generale della Salute dell'Unione Europea che aveva già messo in mora il governo britannico dopo l'annuncio di nuovi requisiti applicati ai Paesi in cui è nota la presenza della Xylella, con l'obbligo di parametri più rigorosi per l'importazione di olivo, mandorlo, lavanda, rosmarino ed oleandro da paesi in cui è nota la presenza di Xylella, oltre a rigide condizioni per le importazioni, comprese le ispezioni del luogo di produzione e dell'area circostante, i test, le ispezioni pre-esportazione e un periodo di quarantena di un anno prima dell'importazione.

Le esportazioni di prodotti pugliesi sono colpite spesso da blocchi e misure restrittive giustificati ufficialmente dal rischio della diffusione di malattie e parassiti delle piante ma che non trovano spesso riscontro nella realtà e coprono invece politiche protezionistiche. Una vera e propria guerra commerciale sommersa che – precisa la Coldiretti – nasconde spesso la volontà di difendere degli interessi locali per aggirare anche accordi internazionali sul libero scambio, a cui non corrispondono le stesse regole e le stesse restrizioni in termini di importazione. Un esempio per tutti è quello dell'import dall'estero di agrumi con foglia senza che siano accompagnati da regolare passaporto verde, che hanno causato la rapida diffusione di patologie che hanno attaccato il patrimonio arboreo e produttivo made in Italy. Ciò espone il nostro territorio agli attacchi da parte di virus alieni e insetti alieni che decimano le produzioni e spesso fanno morire addirittura le piante, come le caso della Xylella. Sotto accusa è il sistema di controllo dell'Unione Europea con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l'ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell'Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l'arrivo di virus e insetti che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – conclude Coldiretti Puglia – anche con l'avvio di una apposita task force.
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