Pompa di benzina
Pompa di benzina
Le Pillole

Impennata dei prezzi dell’Energia in Europa

Servono decisioni corali della Unione Europea

La impennata dei prezzi della energia in Europa era stata descritta come "Gas Schock" nella mia ultima pillola "La tenaglia della crisi climatica" ; riprendo il tema anche alla luce di una call europea del Jacques Delors Energy Center del 3/11/2021. Perché c'è stata e non si ferma ancora questa impennata globale dei prezzi della energia? Ed intanto l'autunno sta passando e si avvicina un inverno descritto rigido dai climatologi europei . Nell'ultimo anno l'incremento del costo del gas è stato contemporaneo ad un incremento parallelo del costo di tutti gli altri combustibili fossili ma con valenza incrementale differente. Il carbone costa oggi 240 dollari a tonnellata, nel corso degli ultimi dieci anni il suo prezzo era variato nell'intervallo 50 / 125 dollari a tonnellata ; il grezzo , come ci accorgiamo dal prezzo di benzina e gasolio alla pompa, nel corso dell'ultimo anno è raddoppiato toccando gli 83 dollari al barile e tendendo pericolosamente ai 100 dollari. Il prezzo del gas naturale, il meno inquinante dei combustibili fossili , nel periodo che va dal 1/12 / 2020 al 1/10 /2021 è passato ( valori del hub olandese TTF ) da 5 a 34 dollari per circa 28 metri cubi di gas naturale , una enormità ,un violento impatto sulla economia in crescita dopo il periodo buio della pandemia ,sulla politica ,sulla vita sociale dei popoli europei. Il ruolo del gas naturale nella produzione di energia elettrica ,mediante sistemi cogenerativi a mezzo di turbine a gas , pesa il 20% circa , ne consegue che la impennata dei prezzi dei combustibili fossili ed in particolare del gas ha comportato nel mercato europeo una triplicazione del prezzo della energia elettrica passata dai 35/60 euro agli attuali 200 euro a megawattora .

Chi dobbiamo ringraziare per una tale catastrofica situazione anno 2021, che confligge violentemente con i principi dell'European Green Deal? La lista è lunga : fuori servizio per un incendio in agosto del gasdotto che collega la penisola di Yamal alla Russia; taglio della produzione tedesca e parallela manutenzione dei gasdotti rinvenienti da Norvegia e Russia - Decisione politica della Russia di tagliare le forniture isolando l'Ucraina e forzando la mano per il completamento del North Stream 2 a tutto vantaggio della Germania; crescita dei consumi europei del gas per riscaldamento nel primo quadrimestre 2021 pari al 7,6% rispetto all'analogo periodo 2020; assenza sul nostro mercato del gas di fracking degli States che trova sbocco di vendita più profittevole nel FarEast; diminuzione della energia eolica per condizioni meteoriche sfavorevoli , non compensata dall'incremento di produzione fotovoltaica; diminuzione delle riserve di gas naturale con una riduzione di capacità dal 90 al 75 per cento I Paesi Europei ,come al solito, si sono mobilitati in ordine sparso per fronteggiare l'impennata dei costi del gas e della energia . Il Governo Draghi ha usato la leva fiscale in uno sforzo teso a ridurre il conto complessivo energetico delle famiglie, non tralasciando misure specifiche di incremento del social welfare per quelle più in difficoltà economica. Sono però interventi di breve-medio termine che rischiano di diminuire o peggio deprimere i nuovi investimenti nelle energie rinnovabili .

Ancora una volta servono, come nell'irrisolto problema migranti, decisioni corali della Unione Europea . Sono al riguardo pessimista, i paesi che hanno il carbone come la Polonia non ascoltano, la Germania risolverà i suoi problemi con l'accordo diretto con la Russia ,la Francia rispolvera il nucleare , la nostra Italia punta al gas e spera che sia benedetto se non come verde almeno blu. Di questo passo l'argomento Transizione Energetica ritorna ad essere materia di dotti convegni mentre qualche scienziato avverte che l'incremento della temperatura media dell'area Mediterranea tende a 2 gradi centigradi ed il rischio è vedere Venezia allagata .

Il gruppo di studio per la energia del Jacques Delors center qualche buon consiglio alla Commissione Europea lo ha dato : accettare la proposta spagnola di creare una comune centrale di acquisto del gas europeo; Investire pesantemente nei recuperi energetici delle nostre abitazioni da dotare parallelamente di boiler solari e impianti fotovoltaici; sviluppare la filiera dei motori elettrici e della produzione di Idrogeno green da elettrolisi in specifiche Hydrogen Valley per assicurare consumi di idrogeno a corto raggio Come al solito ,non ci stanchiamo di ripeterlo , serve una valanga di finanziamenti misti pubblico-privati . Al riguardo non dobbiamo dimenticare i nuovi migranti climatici ,categoria che per fame si aggiunge a quelli politici ,alle vittime che fuggono da guerre e disastri. Questa è forse la prima emergenza da affrontare creando un Europeo "Social Climate Fund " che assicuri alle famiglie Europee ed ai loro fratelli ospiti un tangibile e strutturale supporto perché si avvicina a grandi passi una nuova povertà ,quella energetica.
Nunzio Valentino

  • energia
  • Benzina
  • Prezzi
Altri contenuti a tema
La Transizione Energetica, l'ora è adesso, ma la incomprensione domina La Transizione Energetica, l'ora è adesso, ma la incomprensione domina Tutti parlano ma pochi Paesi cambiano
L’era del petrolio è finita e non si tornerà indietro, parola dell’Economist L’era del petrolio è finita e non si tornerà indietro, parola dell’Economist Opinione pubblica sempre più preoccupata dai cambiamenti climatici
© 2005-2021 CanosaWeb è un portale gestito da 3CPower srl Partita iva 07161380725. Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
CanosaWeb funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.