PIANETA cop26 Glasgow
PIANETA cop26 Glasgow
Le Pillole

COP 27 e la speranza di sagge decisioni per il Pianeta

Il 6 novembre apre i battenti

Ripeto oggi il grido di speranza del mio scritto "Transizione sistemica, aspettando COP 26" del 17 ottobre 2011. I policy makers dei Paesi aderenti erano ieri a Glasgow ora a Sharm El Sheikh sono chiamati a grandi decisioni sempre più non derogabili per la tutela del Pianeta. A Glasgow si arrivò dopo il fermo pandemico di Covid 19, ora in Egitto si dovrà parlare non solo di Cambiamento Climatico ma anche delle guerre in atto tra i popoli della Terra prima fra tutte quella in Ucraina, nel cuore della nostra Europa. L'obiettivo principale di COP 26 era la finalizzazione delle promesse dell'articolo 6 dell'Accordo di Parigi del 2015; tale goal è stato solo parzialmente raggiunto, altre decisioni sono state rimandate a COP 27, fissandone la data a novembre 2022 . COP 27 apre i suoi battenti il prossimo 6 novembre ed il primo esame di coscienza ,coniugato al futuro, riguarderà le azioni per mantenere sotto la fatidica soglia di 2 gradi centigradi l'innalzamento della temperatura media globale del Pianeta .

La "coperta" che abbraccia il Pianeta si sta facendo sempre più spessa e del guaio connesso spero ci rendiamo conto anche in un momento di rilassante gioia: bagni in un mare caldo a fine ottobre! Le colture sono in fiore ma il freddo e le gelate arriveranno, con escursioni di temperatura notte giorno superiori a 10 gradi centigradi, con un raccolto falcidiato. COP dovrebbe anche chiudere il capitolo "Loss and Damage", le perdite ed i danni permanenti a parti del Pianeta ed alle genti di quei luoghi causati dai disastri naturali connessi al Cambiamento Climatico: scomparsa di isole per l'innalzamento del livello medio marino, distruzione dell'habitat costiero, prosciugamento con conseguente siccità di aree divenute desertiche e senza risorse idriche, migrazioni climatiche. Io spero, ma tanti sono quelli, soprattutto i giovani, che hanno perso la speranza e considerano COP 27 una passerella internazionale per dare corpo a politiche non green ma di greenwashing. Tra essi Greta Thunberg che alla presentazione a Londra del suo libro "The climate book" scritto con la collaborazione dell'economista, studioso delle disuguaglianze economiche, Thomas Piketty, ha dichiarato che non andrà in Egitto anche considerando i problemi politici di un Paese che non rispetta i diritti umani, che priva della libertà gli oppositori politici, i diversi per orientamento sessuale e per credo religioso.

Ancora una volta sarà importante la coesione tra i 196 Paesi costretti da Cina ed India, con Russia a rimorchio , che a Glasgow imposero, per avere una dichiarazione congiunta, il "voler ridurre piuttosto che eliminare" l'uso del carbone su scala globale. L'ultimo rapporto IPCC sui cambiamenti climatici chiede interventi immediati contro il proliferare,dopo il calo pandemico, dei gas climalteranti che ispessiscono la "coperta " e creano allarme .
A Sharm El Sheikh i temi sul tappeto saranno:
- aggiornamento degli impegni dei governi dei singoli stati sulla riduzione delle emissioni;
- operatività del fondo da 100 miliardi di dollari per anno in sostegno alle nazioni in via di sviluppo come da "Loss and Damage";
- discussione sui forti geopolitici aumenti di costo del gas e della energia elettrica ,ma sopratutto sui necessari enormi investimenti sulla produzione di energia da fonti rinnovabili;
- esame della nuova tassonomia per l'energia della Unione Europea che include come fonti assimilabili il gas ed il nucleare di quarta generazione.

Non si parlerà, credo, delle problematiche connesse alla costruzione degli impianti eolici, delle batterie al litio, delle auto elettriche, degli elettrolizzatori. La costruzione ha bisogno di rame, nichel, vanadio, cobalto, zirconio e dei cosiddetti minerali del gruppo del platino (rutenio,rodio, palladio, osmio, iridio) indispensabili questi ultimi per la costruzione di fuel cells. Questi metalli sono oggetto di perforazione, di trattamento, di trasporto fatto con combustibili fossili e sono nella disponibilità egemonica di pochi stati, senza considerare che in quelle miniere spesso si lavora in condizioni non sicure ed anche utilizzando lavoro minorile. Oggi ricicliamo poco questi preziosi materiali ed il loro costo anche con contratti a lungo termine è in continua ascesa, ne sanno qualcosa Perù e Cile per il rame, la Cina per le terre rare, l'India, il Sudafrica, la Russia, l'Australia. Come trovare un giusto equilibrio? Solo con il sogno di un mondo a misura del pensiero di Papa Francesco, sostenibile, solidale, rispettoso della dignità umana.
Nunzio Valentino
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