Le lettere di Agata Pinnelli

A scuola di legalità

Per cantare la Vita

L'Associazione Amici di Giuseppe e Michele, accanto all'impegno di sollecitare gli organi addetti alla manutenzione straordinaria della statale 93 ad assumersi le responsabilità di competenza, nonché le istituzioni politiche, referenti delle priorità dei cittadini, a farsi carico delle necessità di interventi strutturali urgenti, ha parallelamente iniziato un percorso formativo sulla sicurezza partendo dalla memoria dei nostri due amici e delle tante vittime della strada. All'incontro svoltosi il 30 marzo scorso con l'intervento dell'avvocato Maria Sabina Lembo del Foro di Potenza in veste di relatore sul tema "Responsabilità civile e penale sulla strada come individuo", hanno partecipato i ragazzi delle classi quarte degli istituti superiori di Canosa di Puglia(BT), accompagnati dai rispettivi docenti durante l'orario scolastico: Istituto Professionale "Garrone", Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "L. Einaudi", Liceo "E. Fermi". L'approccio formativo si è rivelato una efficace lezione coniugatasi al territorio, come aula decentrata (Parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù), durante la quale i ragazzi hanno mostrato un ascolto attento ed interessato. Presenti il parroco Don Vito Zinfollino, il presidente e vice presidente dell'Associazione, rispettivamente il signor Damiano Baldassarre e la studentessa Imma Pizzuto.

"""Questo momento di conoscenza e riflessione – ha affermato il Presidente dell'Associazione – costituisce uno strumento educativo per preparare la primavera dei giovani, abilitandola ai deliziosi profumi di sogni, progetti, operosità, divertimento, promozione di sé, che inevitabilmente promuovono la cultura della vita e rafforzano la capacità di essere se stessi nella legalità e migliorarsi nell'etica. La libertà, la verità, la giustizia, la sicurezza, la felicità sono il prezzo della lotta per la loro conquista, virtù che ci permettono di scoprire e gustare la vita attraverso la luminosità dei nostri gesti e la sorpresa costante dei nostri occhi di fronte alle sue bellezze""".

Il relatore, l'avvocato Maria Sabina Lembo, ha illustrato con chiarezza ed incisività le regole del codice della strada ed i comportamenti procedurali ed operativi da assumere nelle situazioni di incidenti stradali. """Le condotte spregiudicate di onnipotenza o di fatalismo – spiega la relatrice Lembo - in concreto costituiscono il primo indice di mortalità per i nostri ragazzi ed una società civile ha il compito di far interiorizzare loro le norme del codice della strade e le norme di buon senso collegate alla sicurezza personale e collettiva e gli adulti di riferimento hanno il difficile compito di rappresentare l'esempio positivo da seguire a tutela del bene più importante che possa esistere e cioè la vita. Le vittime della strada sono le vittime invisibili di una guerra silenziosa che si combatte ogni giorno sulle strade senza riflettori mediatici. Il costante aumento di esse provoca tragedia e sofferenza, il numero è impressionante e sempre crescente con costi incalcolabili in termini di assistenza e di riabilitazione di chi ha subito lesioni permanenti dopo l'evento. Il problema della sicurezza stradale e delle continue stragi che si perpetrano sulle strade purtroppo è percepito con un'ingiustificata rassegnazione da parte della società civile che tollera un'ecatombe di migliaia di morti ogni anno come una sorta di ineludibile scotto da pagare alla modernizzazione e diffusione dei trasporti su veicoli""".

L'avvocato Lembo ha posto l'accento sulle responsabilità penali che continuamente vengono disattese, dal momento che l'omicidio stradale non è riconosciuto come reato penale e le vittime rischiano continuamente di essere barattate con le astuzie e le farraginose soluzioni legali. """Colui che in stato di alterazione psicofisica – chiarisce l'Avvocato - dovuta all'assunzione di alcol o di sostanze stupefacenti o psicotrope oppure per azzardo o temerarietà decide volontariamente di mettersi alla guida di un veicolo accettando il rischio di uccidere vite umane è un criminale, un criminale stradale. Tuttavia egli non subisce né la stigmatizzazione sociale perché il sinistro stradale continua ad essere visto come una fatalità e non come un fatto di criminalità colposa o dolosa né le conseguenze di un processo penale in dibattimento. La maggior parte dei procedimenti penali si conclude infatti con il patteggiamento o al massimo con il rito abbreviato e quasi nessun procedimento arriva in dibattimento. Le pene irrogate dai giudici sono minime e sono sospese (sospensione condizionale della pena), le procedure giudiziarie sono lente, farraginose, superate con un effetto di totale deresponsabilizzazione del criminale della strada. La tragedia delle vittime sopravvissute e dei loro familiari è assimilata ad una questione burocratica denotata da aspetti di aridità e molto torbidi senza dubbio inadeguati a fronte delle esigenze di solidarietà di chi ha perduto una persona cara. A mio giudizio – conclude l'avvocato - occorre un sistema di sanzioni che si incentrino sull'effettività, sulla certezza e sulla tempestività della pena perché sia tutelata la vittima da un punto di vista giudiziario, medico, psicologico evitando il pericolo della "seconda vittimizzazione" o addirittura nei casi di pirateria stradale di 'vittimizzazione tripla' """.

Significative le dichiarazioni raccolte dalla voce di alcuni ragazzi alla conclusione dell'incontro: """Per noi è stato molto interessante! Siamo a digiuno di questi comportamenti e ci rendiamo conto della nostra ignoranza. Sarebbe opportuno continuare questo incontro soprattutto perché stiamo per avvicinarci al conseguimento della patente. Abbiamo capito che tale traguardo deve essere conseguito con serietà e senso di responsabilità per noi e per gli altri"""..

"""Finora consideravo la patente un trofeo, un regalo come tanti altri da mostrare agli amici come simbolo di maturità ed indipendenza. Quest'incontro mi ha fatto capire che il conseguimento della patente ti cambia la vita: non c'è ebbrezza, esaltazione ma la coscienza che la vita degli altri e tua è enormemente correlata alla gestione responsabile di questo piccolissimo documento""".

In questo momento, sono convinta che per scoprire nel proprio cuore il canto della vita bisogna saper assaporare le miriadi di bellezze che ogni giorno si dispiegano davanti ai nostri occhi, non sigillare in gocce di cristallo parole di affetto e di tenerezza per versarle soltanto alla scomparsa degli amici, ma occorre riempire ora la vita di dolcezza, di incoraggiamento, di condivisione, di proposte, di ascolto, di confronti, d'impegni che possano migliorare il futuro di tutti, ragazzi e genitori, evitando così gli errori nel tessere il futuro della vita corredandolo non solo di belle coperte ma soprattutto di amore per le cose belle che indirizzino il nostro cuore e i nostri occhi al grande, al buono, al bello.
Agata Pinnelli

Foto a cura di Savino Mazzarella
Parrocchia S.Teresa del Bambin GesùDon Vito ZinfollinoIl presidente BaldassarreAvvocato Maria Sabina LemboAl termine dell'incontro
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