UCRAINA: Berehynia
UCRAINA: Berehynia
Stilus Magistri

Ucraina: Berehynia Libertà

Comunanza dell’ Arcangelo Michele

Nei giorni bui dei popoli d'Europa, nell'invasione del potere monocratico della Russia, accanto alla foto delle donne in ginocchio in preghiera nella piazza di Kiev, ci commuove in condivisione una persona in piedi con le braccia distese in alto, ai piedi della Colonna del Monumento nella piazza simbolo di Kiev. Sulle vie della cultura e dell'arte, lieviti di umanità, di libertà e di bellezza riscopriamo questo monumento eretto nel 2001 in Maidan Nezalezhnosti, Majdan Nezaležnosti, letteralmente "Campo dell'Indipendenza", nella piazza centrale di Kiev, "Piazza Indipendenza". Il monumento è dedicato all'Indipendenza proclamata nel 1991 dell'Ucraina.

Sul capitello corinzio dorato si erge la statua di altezza cm. 61 che raffigura Berehynia che regge nella destra un ramo di viburno. Il viburno, viburnum opulus , è una pianta dell'Est dell'Europa e della Russia, simbolo con i fiori bianchi di bellezza e innocenza, che decora le nozze e assurge a simbolo di donna madre. Berehynia o Bereginia è una dea slava nella mitologia, donna madre e simbolo femminile protettivo dell'Ucraina.

Sul lato opposto della Piazza dell'Indipendenza sulla Porta Lyadsky si erge la statua in bonzo dorato dell'Arcangelo Michele Santo Patrono di Kiev, che viene rappresentato nello stemma della Città. Noi da Canosa di Puglia, sede della Rocca antica di Colle Sant'Angelo, ammiriamo il Gargano e le abitazioni di Monte Sant'Angelo con la grotta dell'Arcangelo, dove pellegrini del mondo, si sono recati e si recano lasciando le impronte delle mani nei graffiti antichi, nella visite di San Francesco e del nostro Vescovo San Sabino, ambasciatore, "legatus" di pace in Oriente. Preghiamo insieme all'Arcangelo, che si erge sul Castello del Vaticano e sulla Piazza dell'Indipendenza di Kiev, insanguinate di libertà.

Sentiamo comunanza qui a Canosa di Puglia, dove custodiamo nel Museo dei Vescovi, un flabellum di arte del XII sec. con pergamena di vitello e manico di ebano di una bottega afgana di Kiev. Lo abbiamo già presentato nel mio libro di dialettologia "Sulle vie dei ciottoli" del 2015. Comunanza con i giornalisti italiani sul fronte in Ucraina, con il giornalista canosino Leonardo Zellino, mio amico. Grazie a Voi per la coraggiosa informazione!

Sia il patrimonio culturale della piazza di Kiev oggetto di studio nella Scuola italiana nella statua dell'Indipendenza e dell'Arcangelo Michele, milizia celeste di Dio. Sia la cultura pagina di maestra di vita e grido di libertà nelle Piazze. Pietre ucraine, radicate di storia sovvertita da lezioni senza scuola, radicate di gente ucraina e russa in fratellanza, come nelle Piazze d'Europa degne di condanna e deplorevoli dell'invasione. Il miracolo della vita è più forte della guerra, mentre nasce una bambina nel bunker di rifugio di Kiev.

Facciamo l'appello alle coscienze democratiche, ai Cittadini d'Europa: la neonata del bunker è presente col suo vagito innocente che piange sotto il cielo dell'Ucraina, cielo d'Europa e di fratellanza fra Russi e Ucraini.

Facciamo l'appello anche al Governante Putin. Abbiamo navigato insieme nello spazio "con valore verso le stelle"; abbiamo combattuto insieme contro la pandemia del Covid, nemico comune; abbiamo cantato insieme a Mosca con Albano e Toto Cotugno con l'Armata Rossa.

Presidente Putin,
le ginocchia si pieghino nella piazza di Kiev con le donne in preghiera; le braccia si distendano ai piedi della statua sacra dell'Indipendenza di Berehynia; l'Arcangelo Michele da Kiev approdi con Lei sul Gargano in Puglia, che l'attende in visita come pellegrino autorevole, come lei ha fatto per San Nicola a Bari.

Presidente Putin,
vada nel bunker di Kiev a porgere gli auguri alla mamma della neonata, figlia di Libertà nella Sua conversione della guerra. Si può schiacciare come formiche una famiglia innocente di civili in macchina con un carro armato, ma non si potrà mai schiacciare una creatura di Dio che nasce!

La Vergine di Fatima dal 1917 invoca in profezia la "consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria" con una terra di civile fratellanza di Popoli, nella profezia scritta anche nella nostra Scuola De Muro Lomanto del Santo Giovanni Paolo II, "dall'Atlantico agli Urali", in un ponte non di Patti militari, ma di lavoro, di progresso, di pace, di spiritualità, di arte e di intercultura, di un umanesimo degno in pandemia di vita.
Il dialogo anche nei contrasti è l'arma di civiltà. ....e così sia!

Che cosa studieranno i bambini di oggi domani a Scuola in Europa, in Russia, leggendo le pagine buie insanguinate dell'Ucraina?

Ho 73 anni e sono nonno, come quel nonno che piange per il nipotino in Ucraina. Con mio fratello Pasquale, Docente emerito di Storia, con le mie due sorelle Grazia e Rosanna siamo figli di mio padre, Giovanni Di Nunno, "il carrettiere soldato", medaglia in memoria di onorificenza IMI nel 2 giugno 2015, internato nel Campo di prigionia coatta dal Nazismo a Luckenwalde, presso Berlino, dove giunse in Liberazione l'Armata Rossa, con le Forze Anglo-Americane. Papà fu libero, perciò esisto!
Sia l'Armata dei Russi degna custode di memoria di liberazione e non di invasione.
Attendiamo la Sua mano di Pace! Dio benedica gli operatori di Pace!
Ob amorem patriae
Maestro Cav. Giuseppe Di Nunno
Ucraina: Berehynia  a KievArcangelo MicheleIl flabellum di Kiev a Canosa di PugliaGiornalista Leonardo Zellino
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