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Scelte forti per rimettere l'agricoltura al centro

Le richieste di Coldiretti Puglia per il prossimo governo regionale

Acqua, fondo agricolo, calamità e burocrazia zero: la bussola di Coldiretti per il prossimo governo regionale. Dalla platea degli agricoltori di Coldiretti Puglia arriva un messaggio che non lascia spazio ai fraintendimenti, con il voto alle porte, chi guiderà la Regione nei prossimi 5 anni dovrà mettere agricoltura, gestione idrica e semplificazione in cima all'agenda. Ai primi 100 giorni del candidato presidente, Luigi Lobuono, i quadri dirigenti di Coldiretti Puglia chiedono atti concreti, dal tavolo immediato sulla crisi idrica all'applicazione delle norme di sburocratizzazione già approvate e mai rese operative, dai sostegni alle assicurazioni contro le calamità alle misure economiche per le aziende in sofferenza, fino ad incentivi ai contratti di filiera, capaci di distribuire meglio il valore tra chi produce e chi trasforma. E nelle mense scolastiche – ribadisce Coldiretti Puglia – serve una svolta netta, solo prodotti locali, senza glifosate e senza ultraformulati.
"Il settore non può più permettersi attese infinite. Servono decisioni rapide e coraggiose che sostengano il reddito delle imprese e sblocchino la macchina amministrativa", afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. Per Cavallo L'acqua resta il nodo più pesante: manutenzioni, ammodernamenti, riattivazione degli invasi e nuove opere di accumulo devono diventare una priorità assoluta. Senza acqua non c'è agricoltura, e senza agricoltura la Puglia perde il suo motore.
"Fondamentale anche la creazione di un Fondo Agricolo Regionale indipendente – spiega il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni – finanziabile anche con risorse FSC, per garantire investimenti continui e interventi rapidi nelle emergenze". Piccioni richiama inoltre la necessità di proteggere il suolo agricolo, intensificare la lotta alla Xylella, sostenere filiera corta e mercati contadini, valorizzare DOP, IGP, bio, oleoturismo ed enoturismo.
L'agricoltura è anche comunità, per cui serve potenziare l'agricoltura sociale, i servizi nei piccoli centri, la sanità territoriale e il sostegno ai caregiver. Da non trascurare pesca e acquacoltura, che hanno bisogno di infrastrutture moderne e accesso semplice ai fondi UE, e la battaglia contro il caporalato, da affrontare con strumenti reali di accoglienza e integrazione lavorativa. Cruciali anche il ricambio generazionale, l'innovazione e la digitalizzazione per trattenere giovani e donne nei campi, sostenendo progetti pilota e buone pratiche.
Acqua, Fondo Agricolo Regionale e semplificazione non sono dettagli tecnici, sono scelte politiche decisive – conclude Coldiretti Puglia – da cui passa la capacità della regione di proteggere la propria autonomia economica e la propria sovranità alimentare. Da queste decisioni dipende il futuro dei campi, dei territori e delle comunità rurali.
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