Parto-Nascita
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Papà: il diritto di assistere al parto

Ad Andria è ancora negato l'accesso al reparto di Ginecologia e Ostetricia

Alla Redazione di Canosaweb è giunta una lettera di un futuro papà che sta vivendo in ansia in quanto teme che gli sarà negato l'accesso al reparto di Ginecologia e Ostetricia del Bonomo di Andria, sempre nel pieno rispetto della tutela della salute pubblica e di quanto previsto dalle norme anti covid come sta avvenendo in altri nosocomi pugliesi. Nei giorni scorsi, la stessa missiva è stata inviata ai rappresentanti delle istituzioni competenti del territorio senza ricevere alcuna risposta.

«Scrivo questa lettera come cittadino per portare alla luce una situazione che a mio avviso ha dell'incredibile. Tra circa 50 giorni diventerò per la prima volta padre e credo che quello che si stia consumando sia un'ingiustizia. Ad oggi in molti ospedali, tra cui quello di Andria, città in cui vivo, non viene data la possibilità ai neo papà di poter assistere alla nascita del proprio figlio e neanche di poterlo vedere nei giorni successivi. Siamo costretti a lasciare le madri dei nostri figli in pronto soccorso con una borsa come in stazione per poterle riprendere solo dopo 3 giorni (se non ci sono complicazioni).

Voglio raccontare questo per denunciare la disparità di trattamento tra ospedali, città e asl che si verifica nella possibilità di far partecipare attivamente i padri alla nascita dei propri bambini. In base all'essere in grado o meno di redigere un protocollo di comportamento da parte dell'azienda ospedaliera; assistiamo a situazioni in cui puoi partecipare ai primi giorni della vita di tuo figlio o meno in base alla città in cui ti trovi (alcune di queste distano poche manciate di km). Sappiamo che siamo in un'emergenza mondiale, il covid ci sta togliendo tutto, e siamo tutti consapevoli e disponibili a provare a regolare le nostre abitudini per fronteggiare questa emergenza.

Di contro, non permettere ai bambini di conoscere il loro papà nei primi giorni di vita è contro le linee guida nazionali oltre che scientificamente provato e lei sicuramente sarà pienamente consapevole dell'importanza psicologica ed emotiva di questo per mamma e figlio. Dietro queste gravidanze ci sono famiglie che si sono sentiti dire di non poter avere figli, persone che hanno sofferto e che magari non avranno una seconda occasione di vivere questa esperienza. Dentro quelle pance ci sono bambini che hanno il diritto di avere entrambi i genitori accanto nel momento della nascita. In quella sala parto entrano donne, magari spaventate, che hanno bisogno dell'altra metà accanto per sentirsi meglio e affrontare al meglio il parto. Risulta una beffa fare corsi pre-parto per far capire ai padri che sono importanti per privarli sul traguardo di questa meravigliosa esperienza.

Credo di parlare a nome di molti padri in questa situazione se dico che siamo disposti a fare un tampone al giorno per vedere madre e figlio anche solo per 15 minuti e non dopo 3 giorni dalla nascita. Il mio è un appello al buon senso. Non sono un politico, un giornalista o un opportunista ma sono un futuro padre, un cittadino e un contribuente che ha dei diritti e che si sta scontrando contro un mondo sordo. Mi sono scontrato con i soliti "non serve a niente", "non ti ascolta nessuno" e credevo che inviando questa lettera alle istituzioni (direzione sanitaria dell'asl, sindaco etc.) si potesse arrivare a una apertura ma con grande rammarico ho capito che il tutto si è perso nel mare della burocrazia. Adesso sono certo che, anche davanti a situazioni che hanno dell'incredibile come questa, c'è sempre bisogno dello scandalo su giornali e tv per dare risonanza a queste ingiustizie o delle solite "raccomandazioni" per ottenere ciò che si vuole»
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