Radio d'epoca

Radiofonografo MINERVA mod VENEZIA 626/4

Un intervento atipico

Il proprietario di questo radiofonografo è l'amico Pasquale il quale mi ha contattato e mi ha chiesto di farlo rivivere; lo ha ereditato dai suoi genitori; alla stato si "accende" ma non si "sente", ovvero: si illumina la lampada spia, ruota il piatto giradischi, ma non emette alcun suono. E' un apparecchio da "visitare" e da far ritornare in vita. Armato di grande entusiasmo, inizio l'ispezione e, dopo un adeguato spolvero, sistemo adeguatamente le puntine della cartuccia fonografica riattivando la sezione Bassa Frequenza e giradischi. Una indagine più minuziosa mi porta a scoprire la dissaldatura di un terminale di una delle bobine oscillatrici del comparto Modulazione di Ampiezza e quindi, dopo la saldatura, a dar vita all'ascolto delle emittenti relative che, purtroppo, risultano molto disturbate dagli agenti atmosferici.....come era prevedibile!

Per l'ascolto delle stazioni radiofoniche in Modulazione di Frequenza, dopo aver constatato il non recupero della sezione relativa, ho escogitato uno stratagemma (poco professionale ma molto redditizio) - sul quale consentitemi di stendere un velo pietoso - e di concludere dicendo che ora l'amico Pasquale può godere dell'ascolto anche delle emittenti utilizzanti il sistema della Modulazione di Frequenza con segnali chiari, limpidi e soprattutto senza le scariche disturbanti.

La MINERVA RADIO era una industria radiofonica con origini austriache. Il suo fondatore, Wilhelm Wohleber, iniziò la sua attività imprenditoriale nel 1919 con la Heidelberg, una industria di materiale elettrico; nel 1924 allargò la produzione costruendo parti di ricambio per radio; successivamente assemblò tali parti di ricambio dando vita ai primi apparecchi radiofonici con marchio Minerva. Dopo la crisi del 1929 la Minerva si consociò con la Titan in Svizzera, con la Elektric in Francia e Luigi Cozzi Dell'Aquila in Italia. Nel periodo bellico la Minerva fu obbligata da Hitler a costruire apparati radiofonici per i militari. Dalla guerra la Minerva ne usci in modo malconcio, comunque agli inizi degli anni '50 fu una delle prime industrie a produrre in serie apparati radiofonici per la ricezione dei segnali modulati in frequenza (FM). Nel 1969 la Minerva passò sotto la guida della tedesca Grundig.

Le radio costruite in Italia, pur utilizzando, in un certo senso, gli schemi originali viennesi, si distinguevano da quelle costruite in Austria per via delle finiture e dei materiali utilizzati. La Minerva Italia continuò la sua attività fino agli anni '80: poi ci fu il suo declino....lento e inesorabile! Il modello in considerazione è"VENEZIA": con questo nome furono costruiti due tipi differenti con sigle 596/5 e 626/4; il primo fu prodotto nel 1959 e il secondo nel 1962; fondamentalmente essi sono molto simili: si differenziano in alcuni particolari, parte dei quali non sono significativi; una differenza è da marcare: il 596/5 monta un solo altoparlante, il 626/4, quello in esame, ne ha due e sono ellittici, posti in serie tra di loro e in posizione frontale. Continuando l'analisi dell'apparato, esso è del tipo super-eterodina (a battimento di frequenza); ha sei valvole, più quella della sintonia; un gruppo tastiera con 4 tasti; due gruppi manopole: il primo, a sinistra, è per la regolazione del volume e del tono, il secondo, a destra, è mirato ad un solo comando – la sintonia. Il cabinet è multistrato impiallacciato di colore testa-di-moro molto scuro, quasi nero; ha una tela, chiara, per la protezione degli altoparlanti ed ha profilati in metallo giallo; il coperchio posteriore è in cartone pressato, completamente anonimo,
privo di scritte indicative; ha cambio-tensioni. Nel vano superiore alloggia un Lesa – giradischi con 4 velocità con cartuccia della stessa Lesa.

Il suono è piacevole ed è molto ben impastato; ha un ampio spettro di frequenza con una discreta potenza musicale quasi indistorta; per via delle sue dimensioni di ingombro trova facile allocazione in diverse tipologie di ambienti, privilegiando quelli con mobili aventi andamenti lineari e asciutti. La quotazione di mercato si attesta intorno a diverse decine di euro.

Alla prossima.
michelebalzano@inwind.it

Fonti consultate:
www.argaudio.it
biblioteca personale
Carlo Bramante
Radiomuseum
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