Radio d'epoca

Il Gelosino che faceva gola!

Fu costruito nel 1966, quando ormai la Geloso-Magnetofoni Castelli

L'apparecchio che è oggetto dell'analisi di oggi interessa gli anni '60: decennio in cui cambia lo stile di vita, cambia il modo di pensare, cambia il modo di vivere. E' il decennio della contestazione giovanile; è il decennio nel quale trova vita il festival di Woodstock con gli oltre 500.000 spettatori. In quel decennio c'è anche una rivoluzione musicale e nel modo di conservare la musica per riascoltarla: dal disco in vinile si passa al nastro magnetico con supporto in plastica e strato di polvere di ferro. La registrazione su nastro consente di conservare il messaggio e di cancellarlo quando questo messaggio non serve più, senza lasciare alcuna traccia. In questo periodo l'italianissima GELOSO costruisce e commercializza il magnetofono G-600, detto anche "Gelosino", che fece "gola" a tanti giovani non solo italiani.

Il G-600 migliorò i modelli precedenti G-225, G-256 e G-257. Si presenta con rivestimento color grigio chiaro interamente in plastica, mentre la parte interna (il cuore) è prevalentemente in metallo. Ha un coperchio per salvare dalla polvere le testine magnetiche e il nastro. E' dotato di spina di alimentazione rete e di porta-fusibile accessibile dall'esterno; possiede il cambio-tensioni (200-240, 140-170, 105-130) Vc.a. e l'interruttore "acceso-spento"; nella parte superiore destra trovano posto 5 coloratissimi tasti di manovra; mentre, nella parte superiore sinistra alloggia un indicatore luminoso tipo "occhio magico". Ha una presa di ingresso per segnali provenienti dal microfono e la presa di uscita per segnali da processare successivamente con apparecchiature esterne (tipo amplificatore supplementare o per copia segnali con altri registratori); ha il regolatore di volume con numeri di posizione. Il suo altoparlante è di forma ellittica ed è a bobina mobile. Il circuito elettronico è ibrido con un rettificatore allo stato solido (B250-C75) e tre valvole (12AX7, 6AQ5, DM70), la velocità di scorrimento del nastro è quella standard – 4,75 cm/sec -; è monofonico; la potenza assorbita è 25 Watt mentre la potenza audio è di 2 Watt.

Fu costruito nel 1966, quando ormai la GELOSO-Magnetofoni CASTELLI stava andando verso il tramonto. Ebbe un interessante successo di vendita; in Canosa ancora oggi si contano diverse presenze; alcuni di questi apparecchi sono ancora funzionanti, ivi compreso l'esemplare in analisi. E' un registratore che ancora oggi non sfigura negli ambienti in stile moderno, in librerie, nei soggiorni e nelle sale da pranzo. Date le ridotte dimensioni (lunghezza 260, altezza 100, profondità 170)mm ed il peso relativamente modesto (circa 3 Kg), il magnetofono si lascia trasportare facilmente e sa dare forti iniezioni di nostalgia e rimpianto per i tempi che furono e che purtroppo non tornano più (chiedo venia per la retorica).

Prima di rimandarvi al prossimo appuntamento mi corre l'obbligo di fare una rettifica; rileggendo il numero dedicato al "GIOIELLO GIUNTO DALL'EST" ho notato di aver commesso un errore citando la modulazione di frequenza al posto della modulazione di ampiezza; è il classico caso in cui "la penna tradisce il pensiero".

Michele Balzano
(michelebalzano@inwind.it)

DIDASCALIA:
Foto 1: Il magnetofono con l'imballo originale
Foto 2: una pagina del Bollettino Geloso
Foto 3: la tastiera
Foto 4: l'interruttore
Foto 5: il porta-fusibile e la spina di corrente
Foto 6: il cambio-tensioni
Foto 7: vista interna
Foto 1: Il magnetofono con l'imballo originaleFoto 2: una pagina del Bollettino GelosoFoto 3: la tastieraFoto 4: l'interruttoreFoto 5: il porta-fusibile e la spina di correnteFoto 6: il cambio-tensioniFoto 7: vista interna
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