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Le Pillole

" Whatever it takes...." una nuova, Rivoluzionaria Sostenibilità

Ricostruirà il nostro Mondo

Il Presidente Mario Draghi perdonerà il furto di quel Suo "Costi quel che costi" del luglio 2012 alla Global Investment Conference di Londra. Un grido tanto forte, tanto sentito ed accettato, da meritare specifico inserimento nella Enciclopedia Treccani, come espressione importante per la comunicazione di scelte foriere di futuro. Oggi, pressati come siamo da questa terribile pandemia, nei momenti di obbligato isolamento la preghiera si mescola al ricordo di chi ci ha lasciati, le lacrime accompagnano la paura, il pensiero va alla ricerca di luce, di speranza. Luce di coscienza e conoscenza: partire dagli errori del passato per arrivare al desiderio di costruire un mondo migliore, un futuro più giusto. Costi quel che costi dobbiamo lavorare per un futuro che a livello sociale, politico ed economico poggi i suoi pilastri sulla "partecipazione" attiva per costruire una Nuova, Rivoluzionaria Sostenibilità.

Ogni progetto porta con se dei tempi di esecuzione, noi viviamo già in quella "Decade of action" , il decennio che il mondo deve utilizzare per raggiungere gli obiettivi della Agenda 2030 delle Nazioni Unite. A noi, cittadini del mondo, si chiede di direzionare lo sviluppo mondiale pensando ai bisogni della generazione presente senza compromettere lo sviluppo delle generazioni future. Niente di nuovo rispetto al rapporto Brundtland delle Nazioni Unite del lontano 1987 che diede primo corpo al concetto di Sostenibilità . La Sostenibilità oggi deve avere una dimensione che superi, integrandola, la pur centrale questione ambientale .
Oggi dobbiamo lavorare alla costruzione di un futuro più giusto che leghi in una unica visione ambiente ,economia e società .
L'identità di Kaya ci aiuta a capire questo legame ,questa interconnessione ; primo tema è definire chi è responsabile ed in quale misura delle emissioni all'atmosfera di gas clima-alteranti e principalmente della anidride carbonica .
Abbiamo scoperto , analizzando dati dal 1960 al 2016, che l'incremento delle emissioni dipende dall'incremento del reddito pro-capite , dal numero della popolazione mondiale, mentre segnano un decremento l'aumento di efficienza delle produzioni energivore e la riduzione della "impronta carbonio"per unità di energia prodotta .
E' questa la transizione ecologica , è questo il compito non facile del ministro Cingolani ,scienziato esperto di nuove tecnologie .
Il compito è rilevante ma può usufruire dei fondi derivanti dal Recovery and Resilience Facility che come Paese andremo a configurare nel PNRR ,il Piano nazionale di ripresa e resilienza .
Supereremo la pandemia , supereremo il confuso protagonismo di tanti attori ,scienziati e non .
La nostra Italia ha le carte in regola per ripartire anche considerando il prestigio internazionale di Mario Draghi ed il ruolo che il Paese può giocare a novembre con la Presidenza a Roma del G20 e con la copresidenza di COP 26 a Glasgow .
Economia e Società sono gli altri due pilastri della auspicabile rivoluzione .
Accanto agli scienziati servono tanti cittadini attivi che con la propria partecipazione provino a coprire quaranta anni di errori politici ,aggravati dal violento shock pandemico .Il nostro Paese ha accresciuto le disuguaglianze sociali ed economiche , la povertà ora tocca anche il vecchio ceto medio , parecchie fasce di popolazione hanno perso nel tempo la propria "libertà sostanziale sostenibile " ,un concetto dell'economista Amartya Sen , che invoca il pieno sviluppo , il profondo rispetto della persona umana ,come peraltro recita l'articolo n.3 della nostra Costituzione .
Il rispetto della persona deve trovare fondamento sul lavoro equamente retribuito . Bisogna riconiugare il concetto di Capitalismo senza demonizzarlo .
Questa pandemia sta mettendo a dura prova imprenditori e lavoratori , serve che riprendano insieme il cammino interrotto . Noi Italiani abbiamo una marcia in più rispetto ai nostri concorrenti nel mercato globale , è la creatività della nostra gente ed anche la empatia che riusciamo a suscitare verso i terzi .
Anche le imprese pubbliche possono avere in questa rivoluzione un ruolo importante . Sia quelle già operanti ,sia le auspicabili nuove devono divenire serbatoi di ricerca di base capaci di creare nuovo tessuto imprenditoriale con appositi spin-off copartecipati . I nostri valenti giovani che hanno fatto fortuna professionale all'estero tornerebbero volentieri a casa ,nel Paese più bello del mondo ,diventando traino per chi per mille ragioni non è partito .
E' questo il mio orizzonte , è questa la mia siepe di Leopardiana memoria .
Il mio infinito , seguendo l'insegnamento del vecchio Papa Francesco , spero possa continuare con il ricordo e lo studio della memoria, con la preghiera , con la voglia ancora intera a quasi settanta anni di una missione che mi da gioia al mattino anche quando di sera ho paura per le tante mie fragilità.
La forza mi viene dalla convinzione che " il Cristiano ha i piedi per Terra e lo sguardo in Cielo ".
Nunzio Valentino
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