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Le Pillole

La Globalizzazione è morta, la Terra deve vivere

La Madre offesa va salvata e la strada della salvezza è ad unico fine

Autorevoli esperti intervenuti al 26° Word Economic Forum tenutosi a Davos nel gennaio scorso, da Ian Brenner ad Adam Tooze, hanno sentenziato che, dopo due orribili anni di pandemia globale, con una guerra assurda ancora in corso in Ucraina, il Pianeta non fermerà il suo sviluppo , sarà sempre più connesso ed a velocità maggiori , ma le relazioni socio-economiche tra Stati, avranno una evoluzione. Dall'inizio del XXI secolo la Globalizzazione sta perdendo colpi, il libero mercato mondiale sembra sgretolarsi , lasciando spazio da una parte a tutele nazionali, dall'altra creando nuove articolazioni di scambio a prevalente sviluppo regionale .
E' evidente sempre più che stiamo avviandoci in geopolitica ed in geoeconomia alla creazione di un duopolio contrapposto , in cui i Paesi si accodano ai più forti economicamente e militarmente , gli Stati Uniti d'America , la Cina .
La Russia del Presidente Putin con la guerra in Ucraina ha perso molto del suo potere politico ,economico , militare . Aveva iniziato la invasione con la idea della guerra lampo e della conquista di spazi cuscinetto rispetto ai Paesi Nato , ora si trova , con le decisioni assunte a Vilnius , completamente accerchiata , viste la adesioni alla Nato di nazioni storicamente pacifiste come la Svezia e la Finlandia , dalle forze militari Nato .
La pace , lo sviluppo sostenibile del Pianeta , la necessità di affrontare i problemi del Quarto Mondo vanno chiesti dai popoli della Terra ai leaders di questi due blocchi che stanno cercando nuovi equilibri di posizione, nuovi alleati in Europa , nel Pacifico ,in Africa , in Sud America .
Il Quarto Mondo è una polveriera che può esplodere da un momento all'altro ; gli attori sono gli ultimi del Pianeta , i ragazzi delle periferie delle megalopoli , i migranti che lasciano i propri territori per fame ,per sete ,per guerre ,per mancanza di una speranza di futuro .
Sono loro che muoiono , grandi e bambini ,in mare , sono loro che per fuggire cercano rotte alternative più lunghe ma ancor meno sicure , sono loro che raggiunta una piccola speranza sono respinti ed uccisi dalle guardie di frontiera o dal gelo a ridosso di muri di filo spinato . Sono loro che muoiono sotto le bombe delle tante guerre assurde del nostro Pianeta .
Dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo aiutare con un coro attivo partecipante il grido instancabile ma inascoltato di Papa Francesco , dobbiamo dare nuova giusta vita alla Terra ed ai suoi popoli , una Madre offesa da tante scelte sbagliate , dettate da uno sfrenato sviluppo , gestito da pochi sempre più ricchi rispetto ai sempre più poveri .
La Madre offesa va salvata e la strada della salvezza è ad unico fine : credere ed operare per una Transizione Green, facendo però scelte razionali , meditando i pro ed i contro delle stesse , stando attenti alle "sirene interessate " al nuovo grande affare , agnostiche rispetto ai problemi cogenti del Quarto Mondo .
La Transizione Green avrà a disposizione fondi di investimento mondiali per i prossimi 50 anni pari a 178000 miliardi di dollari ,va fatta, ma senza demagogia e stando attenti ai lupi della finanza .
La nostra Europa ha fatto in un primo momento scelte coraggiose , ma non perfettamente razionali, perchè difficilmente realizzabili. Germania e Francia hanno alzato la voce e la Commissione ha dovuto fare marcia indietro , salvando il nucleare della Francia e le richieste sull'automotive della Germania .
E' mancata e manca ancora alla Europa una visione globale , si aggiusta il tiro con i lavori in corso , sotto lo sguardo economicamente impietoso delle lobbies di Brussels.
Dobbiamo per salvare il Pianeta diminuire rapidamente la impronta carbonica ma facendo scelte realizzabili e sopratutto pensando alla completa "value chain" , la catena del valore da implementare . Dobbiamo cioè fare scelte che considerino non solo il risultato finale ma anche l'impatto indotto da materie prime , energia da spendere ,tipologia delle lavorazioni propedeutiche necessarie .
Non serve riempirsi la bocca su produzione di energie rinnovabili , idrogeno green , macchine elettriche , bisogna coinvolgere gli esperti per capire cosa fare ed in quale dimensione .
La nostra Italia , attraverso ENI , sta lavorando a carburanti green , già in produzione nelle raffinerie di Venezia e Gela , la Commissione UE ha invece bandito dopo il 2035 i motori a combustione interna . L' ENI sta proseguendo per la sua strada , producendo carburanti da bio-oli ricavati da semi non edibili , da alghe ,da oli usati anche alimentari , trattati da un idrogeno brown (ottenuto dal metano ) ma complementabile con le tecnologie CCS (cattura ,sequestro , stoccaggio della CO2 ) per divenire blue (l'idrogeno green si ottiene solo dalla elettrolisi dell'acqua che ha bisogno di energia rinnovabile ) . Stiamo lavorando nel distretto di Ravenna dando nuova vita alle piattaforme off-shore dismesse per sequestrare la CO2 ,stiamo lavorando in Africa su agri-hub da alimentare con semi per produrre bio-oli.
Per me tecnico del settore è semplice definire assurda la idea UE di un parco di auto elettriche per 500 milioni circa di abitanti Europei ; elettrificare significa avere a disposizione come materie prime le 34 terre rare.
La Commissione ha dovuto correre ai ripari all'annuncio della Cina ,in risposta al blocco di esportazione dai Paesi Bassi di stampanti di chip avanzati , di limitazione importante da inizio agosto di gallio ,arseniuro di gallio ,nitruro di gallio ,germanio. Ha lanciato un nuovo piano generale di ricerca mineraria e mineralogica in Europa per avere disponibilità in house dei componenti chimici per le applicazioni "heavy duty " dei semiconduttori composti di nuova generazione necessari per la costruzione di auto elettriche , di pannelli fotovoltaici , di impianti eolici ,di elettrolizzatori .
La Cina detiene di questi materiali il 90% delle quote di produzione !
Anche l' Italia riaprirà le sue miniere chiuse 30 anni fa , ma io che ho partecipato circa 30 anni fa con la Nuova Samim alla reidustrializzazione della miniera di Ponte Nossa (BG ) progettando e costruendo un impianto di produzione di solfato di rame pentaidrato (verderame ), posso a ragione dire che non sarà facile , non sarà operazione economica , servirà tanta acqua per lisciviare i prodotti e tanta energia per effettuare le separazioni dei componenti .
La nostra Italia , con i fondi PNRR , ha opportunità di crescita , ma pregherei vivamente il Ministro Pichetto Fratin di non pubblicare ,dopo tanto tempo che lo aspettiamo un PNIEC , Piano Nazionale Integrato Energia e Clima , in cui accettiamo senza ragionati commenti il
"Fit for 55%" , la riduzione del 55% delle emissioni complessive di gas clima-alteranti rispetto ai valori del 1990 .
Dico questo con numeri a supporto desumibili dalla relazione ISPRA del maggio scorso "Le emissioni di gas serra in Italia :obiettivi di riduzione e scenari emissivi " .
ISPRA , l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ,ha certificato che nel periodo 1990/2021 le nostre emissioni globali sono diminuite del 19,9% ed ha aggiunto che le emissioni del 2022 , complice la ripresa post-pandemica sono aumentate e lo stesso si prefigura per il 2023 .
Come facciamo , con quali politiche , con quali progetti ,a ridurre le emissioni globali di un grasso 35% in soli 7 anni?
Non crede il Ministro che sia opportuno anticipare il problema alla Commissione Europea o aspettiamo i risultati delle Elezioni Europee per il nuovo Parlamento Europeo del 10 giugno 2024, sperando in nuove maggioranze più consone al pensiero nascosto del Governo Meloni?
Nunzio Valentino
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Cari ragazzi ... Sono molto preoccupato del vostro futuro Cari ragazzi ... Sono molto preoccupato del vostro futuro Vi stiamo lasciando una globalizzazione turbolenta ed ineguale .
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