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Le Pillole

DOVERI dell'UOMO nel tempo del CORONAVIRUS

Rimettiamo al centro del mondo la dignità dell'essere umano

L' ansia da contagio è il tema di oggi; egoisticamente ognuno pensa a se ed ai propri cari , dimenticando chi è vittima reale. Credo di poter parlare di questa pandemia mondiale essendo stato vittima della pandemia della poliomielite del 1952. Ero un bambino che aveva festeggiato da pochi mesi il primo anno di età, l'orco polio bussò alla porta della mia casa che il governo per precauzione sigillò. La mia Italia, sopratutto il povero Sud, a quella pandemia era impreparato. Io, fortunato, trovai un Ospedale militare disposto ad accogliermi, altri morirono senza aiuto alcuno, circondati dalla distanza scostante di chi il male aveva scansato.Ero un bambino ma questo male ha segnato la mia vita; ho costruito sul dolore un carattere forte, in cui i miei doveri di studente, di dirigente, di marito e padre, di nonno spero di averli rispettati, avendo capito, complice Giuseppe Mazzini che l'origine dei miei doveri stava in Dio, la loro definizione attuativa stava nel rispetto della Legge. Le tante lacrime le ho asciugate con questi panni di vita e l'ansia o peggio il panico li ho lasciati fuori della porta ideale della mia vita .

Il virus di oggi sta cambiando la gente del mondo, interconnessa in tempo reale, circondata non sempre da certezze e risposte serie che solo la scienza medica dovrebbe dare. Aggiungerei che anche la Storia dovrebbe essere maestra di vita e foriera di esempi. Ogni generazione nei tempi di questo mondo è stata segnata da eventi, raccontati dagli storici, pandemici, ricchi di paure, di angosce, di morti ma anche di rimedi e terapie. Dovremmo rileggere Tucidide (Atene 430 A.C.), Tacito ( Roma 65 D.C.), Procopio da Cesarea (Costantinopoli e poi Italia 541 D.C.), Boccaccio (la peste nera del 1347 ), Manzoni. Dovremmo ricordare le pandemie più vicine a noi nel tempo come la Spagnola del 1920, la Poliomielite del 1950 , l'Asiatica del 1957 , il Colera del 1973. La rilettura storica accompagnata dal numero delle morti (la Spagnola falcidiò al mondo circa 500 milioni di persone, la popolazione mondiale assommava a 2 miliardi ) dovrebbe darci respiro: nessuna generazione passata aveva il bagaglio di cultura e scienza medica che oggi abbiamo. E' indubbio che le epidemie quando le sentiamo a noi vicine sono"perturbanti" come ha spiegato il padre della psicoanalisi Sigmund Freud , ma un'ansia, peggio se patologica, non aiuta nè la salute nè il comportamento .

Se ci attenessimo solo alle dichiarazioni ed ai consigli scientifici, se trascurassimo lo sciame insulso di molte informazioni web, se spegnessimo la televisione ed i media che ci bombardano da mattina a sera, se mettessimo da parte la competizione politica e lo sciacallaggio conseguente, vivremmo meglio. E' assurdo l'assalto ai treni che strapieni di nostri ragazzi partono dal Nord verso il Sud . La Sanità del Sud è stata negli ultimi anni falcidiata dal Dio bilancio e non può reggere sopratutto se lo sciame porterà con se contagio aggiuntivo al Sud . Il nostro mondo che va alla ricerca di untori, che fugge nelle campagne di Manzoniana memoria , non si sta chiedendo perchè oggi queste cose succedono. Stiamo trascurando l'effetto sui virus del cambiamento climatico, stiamo dimenticando l'esistenza di guerre batteriologiche, stiamo chiudendo gli occhi rispetto a chi, non avendo più niente da perdere, forza le frontiere ed affronta la morte. Domani il Covid-19 lo sconfiggeremo , la speranza è che i fatti di oggi siano forieri per tutti di un nuovo stile di vita. Rimettiamo al centro del mondo la dignità dell'essere umano, ricordiamoci tutti dei nostri doveri verso gli altri, cerchiamo gente adatta a guidarci, gente che dimenticando Twitter e Facebook sappia essere leader capace di vedere Dio in una notte stellata, di piangere davanti ai morti ed ai martiri, di individuare strade fatte non di potere e denaro ma di voglia di vivere e far vivere una vita più giusta al proprio prossimo.
Nunzio Valentino
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