«Discorso della luna» di Papa Giovanni  XXIII
«Discorso della luna» di Papa Giovanni XXIII
Stilus Magistri

Il «Discorso della luna» di Papa Giovanni XXIII

Papa Francesco ci scrive sulla memoria di Scuola

La figura di Papa Giovanni XXIII, proclamato Santo il 27 aprile 2014 in piazza San Pietro da Papa Francesco continua ad ammaestrare le genti nel Magistero illuminato dallo Spirito Santo e consegnato e tramandato alle nuove generazioni, sulle vie innovative del Concilio Ecumenico Vaticano II. La Festa liturgica di un Santo ricorre normalmente nel giorno della morte, del transito in cielo, nel "dies natalis" della rinascita nella gloria celeste, che per Papa Giovanni ricade nel 3 giugno 1963. Ma per San Giovanni XXIII, Papa, la Festa liturgica è stata fissata per volere di Papa Francesco nell'11 ottobre, giorno di rinascita nella Chiesa, quando l'11 ottobre del 1962 fu convocato il Concilio. L'11 ottobre evoca nella storia della Chiesa l'11 ottobre del 431 d. C. quando al termine del Concilio di Efeso fu proclamata Maria Santissima "MADRE di DIO", la Theotokos.

Era sera ed era gremita Piazza San Pietro, quando Papa Giovanni si affacciò alla finestra pronunciando a braccio il "discorso della luna" ammirando la luna affacciata su Piazza San Pietro, due giorni prima della luna piena. Quel discorso evoca: «Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero: qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera, osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. Gli è che noi chiudiamo una grande giornata di pace... di pace. Tornando a casa troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nell'ora della tristezza e dell'amarezza».

Come Maestro di Scuola Elementare, in una recita natalizia con le Insegnanti Barbarossa Sabina e Clementina Di Biase, nel contesto di un progetto presepistico formativo del Natale 1994 con alunni di classe seconda, dinanzi ad uno schermo immenso composto di un lenzuolo illuminato di azzurro con 80 luci di pisellini in serie e la sagoma luminosa della luna, feci ascoltare ai bambini e ai genitori presenti il discorso di Papa Giovanni da un disco in vinile di 45 giri, acquistato a Bari presso le Edizioni Paoline.
Ricordavo il momento a Scuola, ma non agli alunni, mentre sto elaborando un Progetto culturale dei San Giovanni XXIII, Papa e Santo Patrono dell'Esercito Italiano, eletto da Papa Francesco nel 2017.
Sfogliando l'album documentale dei 25 presepi realizzati dalla mia persona volontariamente, ritrovo riferimenti del discorso della luna del Papa Buono e il nome di un alunno, Danilo Dell'Aeree di sua madre, Filomena Sinesi, che donò i pupi della natività posti in un camino grande fatto con mattoni di terracotta.
Contattando la madre ritrovo l'ex allievo, oggi di 33 anni, Dottore in Comunicazioni Internazionali, che con mio stupore ha evocato la memoria viva del momento, riportando i compagni di classe. Fra questi ritrovo Giovanni Azzellino che opera come Ingegnere ricercatore scientifico negli Stati Uniti d'America e la cui madre, Prof.ssa Antonietta Iacobone, che rievoca il vissuto di quella recita natalizia a Scuola nel 1994, "dinanzi a quel fondo immenso celeste trapuntato di stelle con la luna".
Anche nella voce femminile l'alunna di sette anni Tonia Tancorre, oggi madre, rievoca nei vivi ricordi il suo stupore di bambina di quel "lenzuolo alla finestra di luce azzurra di sera con tante stelline di lucine e con la luna, con la voce di un Papa buono". Anche Mara Acquaviva, oggi Medico, con la madre Antonella Mosca ricorda.
Nella ricerca storica del Santo Patrono dell'Esercito Italiano abbiamo contattato l'Ufficio Liturgico del Vaticano retto da Mons. Guido Marini, ricevendo conferma e conoscenze della Festa liturgica del Santo decretata nella canonizzazione e della "levatura agli onori degli altari".
Il messaggio di Papa Giovanni XXIII, diffuso al mondo con voce evangelica e profetica, è sempre attuale nel "sentire la voce degli altri e racchiuderla nella propria, nel fare una carezza ai bambini e asciugare una lacrima di amarezza".
Questi bambini di Scuola del 1994, come dice Danilo nella suo Dottorato di Comunicazioni Internazionali, "hanno ricevuto in consegna dal maestro che ha tramandato e oggi anche loro a trenta anni consegnano e tramandano ai figli agli scolari, quel cielo di luna e quelle parole", belle, vere, buone di Papa Giovanni Santo che illumina e protegge le nostre vie.
Il Magistero di Papa Giovanni XXIII continua nel soffio dello Spirito Santo nel Magistero di Papa FRANCESCO, che in una domenica recente per le malattie rare ha detto:"la carezza è l'amore di Dio"
Era sera con la luna in Piazza San Pietro, quel giorno santo della carezza continua!


Abbiamo trasmesso in condivisione questa ritrovata memoria di Scuola con gli alunni a Papa Francesco. Con gioia commossa nella fine di aprile riceviamo una lettera di Papa Francesco, con foto autografa, che tramite la Segreteria di Stato "accoglie con animo riconoscente i sentimenti che hanno suggerito tale gesto e incoraggia a perseverare nell'impegno educativo, offrendo alle giovani generazioni spazi e luoghi per coltivare i valori della libertà, dell'accoglienza fraterna e della solidarietà, divenendo costruttori di ponti e non di muri". Papa Francesco "chiede di pregare per Lui e di cuore imparte l'implorata Benedizione Apostolica, che volentieri estende alla Dott.sa Nadia Landolfi, agli alunni, alle persone care". Tra gli astri dei Santi e di Papa Giovanni, la Luna risplende in cielo affacciata su Piazza San Pietro e sul cuore delle nostre case e della Scuola.

Maestro Peppino Di Nunno
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