Franescani a Betlemme
Franescani a Betlemme
Stilus Magistri

Contro il virus la Stella benedetta di Betlemme

Un progetto da Canosa di Puglia in dono

Nella Basilica della Natività di Betlemme è posta alla venerazione nella Grotta della Natività la Stella d'argento sulla nuda roccia che la tradizione indica come luogo, HIC, della nascita di Gesù. L'iscrizione in latino posta dai Francescani riporta: HIC DE VIRGINE MARIA IESUS CHRISTUS NATUS EST -1717. La Stella d'argento a 14 punte indica le 14 generazioni della genealogia terrena di Gesù, secondo il cap. I del Vangelo di Matteo: «Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide... La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici... a Cristo, è infine di quattordici» In questa fonte evangelica possiamo dire che "tutti siamo nati lì" e nel percorso di storia, arte, cultura, fede, abbiamo già dal 2004 realizzato la riproduzione nelle dimensioni reali della Stella e del sotto-altare in un progetto presepistico formativo nella Scuola Primaria Enzo De Muro Lomanto, con la guida della Dirigente Dottoressa Nadia Landolfi. In quel Natale abbiamo cantato con gli alunni a Scuola la canzone dello Zecchino d'Oro 2004 "Una Stella a Betlemme", cantata da un bambino di nove anni, Milad Nicola Elias Fatouleh, bambino palestinese di Beit Jala, un sobborgo di Betlemme, oggi Insegnante nella Scuola di Betlemme.(Possiamo condividere e ascoltare la canzone sul link https://youtu.be/45varsm3Gz8)

Dopo l'anno 2004 il manufatto è divenuto un percorso formativo con gli Scout, guidati dal Parroco Don Michele Malcangio, nella Luce della Pace di Betlemme che con gli Scolari e Genitori approdava di notte dal Treno Trieste - Lecce a Barletta, alla Cattedrale di San Sabino nell'accoglienza delle prime ore del mattino da parte di Mons. Felice Bacco. Il manufatto è stato anche oggetto di una cerimonia di culto ai piedi dell'Altare della Chiesa della B. V. del Carmelo con la guida di don Peppino Balice, con la presenza da Minervino di Don Michele Pace, oggi Parroco della Chiesa di Gesù Liberatore, con la custodia di Antonio Carbone. Il progetto è stato anche esteso nel Natale del 2017 nella Scuola "Mariano Fermi" di Andria con la docente Nunzia Leone, con i bambini, genitori e Dirigente Scolastico. Nel Natale scorso 2019 due manufatti ridotti della Stella d'argento, da me riprodotti, sono stati consegnati a Gerusalemme e a Betlemme dalla mani di padre Pio d'Andola, vegliardo di 89 anni, Commissario Francescano di Terra Santa per Puglia e Molise. Al manufatto sono stati associati i pupi della Vergine Maria, di Gesù Bambino e di San Giuseppe, come icona presepistica in omaggio e preghiera alla Terra Santa.

Il manufatto in legno rivestito di tela marmorizzata, benedetto in Terra Santa, ha le dimensioni di cm. 30 x 35 con una Stella di diametro di cm. 20.
Il dono, consegnato da Don Nicola Caputo al Santuario della Madonna della Vetrana in Castellana Grotte, è stato accompagnato in condivisione da una lettera firmata da Mons.Felice Bacco e da don Michele Malcangio, approdando in Terra Santa, dove ha vissuto anche il nostro benemerito concittadino Francescano padre Sabino de Sandoli, morto e sepolto in Terra Santa. Padre Pio d'Andola, dal Santuario Convento Madonna della Vetrana di Castellana Grotte, pellegrino anche tra i beduini del deserto Giordano, nostro Ambasciatore in Terra Santa è stato in contatto con noi durante la sua permanenza in Febbraio a Gerusalemme e a Betlemme, inviandoci foto e conoscenze della preghiera dei Francescani a Mezzogiorno, muovendo dalla Chiesa di Santa Caterina dei Francescani, in comunione con la Chiesa Ortodossa dei Greci e degli Armeni. Padre Pio ci ha inviato foto della preghiera dei Francescani con pochi pellegrini di notte posando in ginocchio il Bambinello al centro della Stella. Ci ha comunicato che il nostro manufatto benedetto è stato collocato nella Segreteria della Custodia, come un piccolo presepe. Padre Pio ci ha inviato anche foto e connotazioni rare sulla VIA DOLOROSA della Passione di Gesù. Gli siamo grati per questo legame di cultura e di spiritualità avvenuto nelle Sue mani.

Comunichiamo in condivisione alla comunità civile e religiosa le lettere firmate su carta intestata, giunte anche per posta aerea a Canosa, da Mons. Pierbattista Pizzaballa, Ammnistratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, presente con Papa Francesco a Bari nel convegno del 23 marzo e da Padre Francesco Patton Custode di Terra Santa a Betlemme. Da Gerusalemme Mons. Pizzaballa "ringrazia di cuore per il gentile omaggio dal valore altamente simbolico", porge il saluto a "Mons. Felice Bacco della Cattedrale di San Sabino di Canosa, a Don Michele Malcangio e agli Scout per la diffusione della Luce della Pace di Betlemme". La lettera conclude con l'auspicio "che il Signore continui a benedire l'impegno specifico di Maestro nel campo dell'arte e dell'educazione, all'interno del rapporto così significativo tra la Cultura e l'Evangelizzazione e assista Mons. Felice Bacco e don Michele Malcangio nella missione di Pastori del Popolo di Dio loro affidato".

Da Betlemme Fr. Francesco Patton, Custode di Terra Santa scrive "che il Signore vi dia Pace"- "augurando a tutti coloro che hanno collaborato al progetto presepistico nel corso degli anni, di camminare sempre incontro al Signore, perché possiamo sempre portare al mondo quella gioia che il Signore ha portato con Sé, quando nacque per noi". Il saluto con l'augurio di ogni bene, ci assicura "la preghiera nei luoghi della Redenzione dal paesaggio del Figlio di Dio e dal nostro essere presenti oggi in ogni uomo, in ogni pellegrino di persona o col cuore che Lo cerca nel suo andare". Il Vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Luigi Mansi ed il Vicario Don Gianni Massaro hanno condiviso questi messaggi pervenuti dalla Terra Santa, in unione alla Chiesa Cristiana.

In questi giorni di sofferenza mondiale per l'epidemia del CoronaVirus abbiamo visto tramite TV2000 il luogo della Stella soggetta a disinfezione, mentre resta chiusa la Basilica ai pellegrini e visitatori. Noi comunque partecipiamo con la preghiera senza confini e indenne dal male, a Mezzogiorno, all'ora dell'Angelus, ora di Grazia del Verbum Caro Factum Est dell'Incarnazione. In quell'ora i Francescani muovono in preghiera a venerare la Stella della Natività sulla nuda roccia in ginocchio davanti al Mistero della greppia di Betlemme, che si fa praesepium. In quell'ora, come ricordano i miei alunni del 2009, a Mezzogiorno, i bambini vivevano in silenzio, con la mano a conchiglia dietro l'orecchio, ad ascoltare i rintocchi delle campane, evocando l'AVE MARIA. Era molto bello! Oggi dopo 15 anni il progetto si è compiuto approdando in Terra Santa. È sempre bello per ognuno di noi rivivere questo momento di intercultura, di storia che ha datato da quel luogo la nostra civiltà dell'ANNO DOMINI, Anno del Signore,, pensando anche al nostro piccolo presepe della Stella pellegrino da Canosa in Terra Santa, pellegrino di pace e di bellezza. Proponiamo di acquisire la matrice della Stella a 14 punte, poligono complesso in geometria, di rivestirlo con carta argentata e di situarlo in casa con il Bambinello al centro, come icona di cultura e di spiritualità, con il pensiero in preghiera a Mezzogiorno, con la Stella che resta in casa.
"Lì siamo nati tutti" dalla terra di Gesù alla terra dell'umanità.
Sulle vie della Stella.
Maestro Peppino Di Nunno
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