Madonna Fonte con fregi
Madonna Fonte con fregi
Storia e dintorni

Dalla peste del Manzoni al coronavirus

Memoria Archivistica di storia e di fede della Cattedrale di Canosa

La storia delle nostre civiltà ha attraversato "tempi travagliati", di qualsiasi genere, come fa memoria una campana bronzea della Cattedrale di San Sabino a Canosa di Puglia che evoca "aerumnosis temporibus" o la campana della Chiesa del Carmine che evoca "tempore belli", "al tempo della guerra". Nei tempi travagliati dell'epidemia del coronavirus, un Preside del Liceo Scientifico di Milano ha posto allo studio e alla formazione agli studenti raccolti a casa, la pagina del Manzoni sulla peste del 1630, che afflisse impietosamente la popolazione europea. Il Dirigente Scolastico ha fatto memoria di questa pagina ritenendola "un testo illuminato e di straordinaria modernità". Ci risulta che anche qualche Docente del Liceo "E.Fermi" di Canosa ha saggiamente condiviso con gli studenti questa memoria storica e letteraria, nella valenza cognitiva e formativa.

La peste del 1630 nel territorio di Canosa
Noi riscopriamo il riferimento storico di questo flagello dell'Italia, da Nord a Sud, nella Nostra Canosa di Puglia, nel nostro territorio, per noi stessi e per le nostre giovani generazioni, al fine di conoscere il legame tra Scuola e Territorio, tra Chiesa e Territorio, al fine di conoscere i secoli che ci precedono, le pestilenze e le epidemie sofferte e trarne insegnamenti di vita, di coraggio, di sapienza e di fiducia alla luce del beneficio della medicina moderna e della Sanità, di cui oggi disponiamo e dei mezzi di comunicazione che ci rendono più vicini e fortemente liberi.

Il documento dell'Archivio Capitolare del 1914
Il documento manoscritto del 1914 del Canonico Vincenzo de Muro della Cattedrale di San Sabino, presente anche nell'Archivio Capitolare nelle mani di Mons. Felice Bacco, è stato riscoperto dai miei di studi e di complessa ricerca storica nell'estate del 2019 nella ricorrenza del Centenario della Incoronazione dell'icona bizantina di Maria SS. de Fonte, Patrona di Canosa di Puglia e venerata ancora oggi con grande devozione del Popolo canosino nella Diocesi. Lo stesso Sindaco di Canosa con lettera manoscritta del 3 marzo 1915 ed inoltrata alla Santa Sede Apostolica riportava: "a giudizio di persone tecniche e competenti in Sacra Archeologia attesta e certifica che l'immagine della Celeste nostra Patrona Maria Della Fonte, che si venera in questa città, è la più bella fra le immagini di tutte le Puglie, perché di puro stile bizantino". Il manoscritto di 42 pagine, alla pagina 35 riporta un documento dell'Archivio Capitolare del 1657, un rendiconto del flagello della peste del 1630, rievocando la devozione del popolo a Maria SS. de Fonte, nella tradizione della Sua protezione in merito, che si ripropone, a nostro avviso come la pagina del Manzoni, di "illuminata e attuale modernità" nell'epidemia del coronavirus, associando la Fede alla ragione e alla Scienza e alla sapienza dei comportamenti nella convivenza civile.

Manoscritto Canonico Vincenzo De Muro del 1914
Archivio Capitolare Cattedrale di San Sabino – Canosa
Il manoscritto di 42 pagine oltre alla firma del Canonico De Muro, è suggellato dal timbro e dalla firma del Vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Giuseppe Staiti.
Così scrivono le pagine 34 e 35, che abbiamo riletto in condivisione con Don Felice Bacco, Parroco della Cattedrale e custode del manoscritto originale.

«Ma, inoltre a ciò, anche la storia, benchè interrotta, se ne offre quà e là delle prove indiscutibili. Infatti, da quello che ci è stato concesso riscontrare nel registro delle Conclusioni Capitolari, che comincia dall'anno 1600 (27), al riguardo togliamo da quella del XVII settembre 1657 quanto segue. Premesse tutte le formalità richieste per l'adunanza dei Capitolari ... fu proposto dal Cantore D. Francesco D'Onofrio " R.R. Sig.ri, sanno le Sig.rie V.V. et hanno ben conosciuto quanto in questa stragge del contaggio occorso per le città convicine, et altre del Regno, hanno patito mortalità infinite, e benchè fuss'intrato questo contaggio nel popolo di Canosa, per intercessione della Madonna S.S. N.tra della Fonte e del N.tro glorioso S. Sabino Protettore comune di questa città si estinse subito con perdite di poco numero di gente, di modo tale non solo questo popolo per tali intercessioni è stato liberato da detto male di peste, ma anco le città convicine con l'oglio della lampa della Madonna de la Fonte e di detto Santo si sono liberate in tal modo, che si è sparso il loro devotissimo nome, et cresciuta la divozione quasi generale. Perciò si deve dimostrare segno di rendere le dovute grazie a detta Vergine, et a detto N.tro Protettore a fine si conoschi in tanto beneficio che si è ric.to in così grave occasione con la loro S.S. Protettione. Quale documento più rilevante di questo, per attestare che nelle pubbliche e private calamità il popolo canosino abbia sempre ricorso alla sua venerata protettrice, per impetrare da Lei grazie celesti? ... Il terribile flagello della peste, che mieteva tante vittime umane per tutt'Italia nel secolo XVII, risparmiava la città di Canosa e quelle circonvicine, come da quel documento rilevasi, mercè la intercessione della tanto venerata Immagine!" "Offerte di doni votivi" presenti nella Cappella della Madonna e "pellegrinaggi di gente forestiera" attestavano la devozione fervida a Maria SS. della Fonte».

Il manoscritto storico del 1915 riporta un'altra dolorosa vicenda del popolo e del territorio.
« E non dissimile dal surriferito avvenimento fu nell'anno 1867, un altro fatto degno di memoria.Invase le campagne di Puglia dall'esecrando flagello delle cavallette, gli atterriti agricoltori vedevano le messi promettenti di grano ed i verdi tralci delle viti cadere distrutti sotto la fiera voracità delle locuste. La pubblica sciagura commosse il popolo canosino, che, fiducioso, non si ristette dall'invocare l'aiuto celestiale della sua venerata Vergine. La quale, sempre inclina ad aiutare chi fiduciosamente l'invocava, non lasciò inascoltate le preghiere dei canosini devoti, ed il terribile flagello prodigiosamente dileguossi. Ed a riguardo va ricordato con giubilo dal popolo, in quella memoranda circostanza, il M.to Rev.do P. Antonio Losito del SS. Redentore, uomo di santa vita e nostro amato concittadino, il quale esortando tutti a pubbliche preghiere da innalzare a Dio e alla sua pietosissima Maria, recavasi per le campagne, spargendo dovunque le divine benedizioni e impetrando gli aiuti celestiali ». Questo flagello delle locuste ci richiama alla coscienza mondiale la situazione del flagello che affligge in questo tempo il Corno d'Africa, in un terra casa comune delle nostre risorse ambientali.

La pagina di pietra dell'epidemia mondiale della Spagnola.
A queste pagine storiche dell'Archivio Capitolare della Cattedrale di San Sabino vogliamo associare e rileggere la pagina di pietra posta all'ingresso del «Camposanto» di Canosa che offre la Pietà "alle umane spoglie custodite nel grembo delle terra dei Canosini stroncati nell'epidemia della Spagnola del 1918". È un testo scritto con il Cappellano Don Mario Porro nel novembre del 1996, con un progetto volontario, realizzato dal Comune e promosso e curato dalla mia persona tra elementi e remore di oblio, nella memoria storica raccontata da mia nonna Rosa Catalano, dai nostri nonni della Prima Guerra Mondiale, custodita nel grembo della terra nelle fosse comuni senza nomi di 12 botole del sito cimiteriale, dove oggi il Comune pone una corona di alloro. Ne sono coscienti oggi anche i giovani che passano, leggono, apprendono, riflettono. Non ci deve allarmare quella tragica pandemia virale quando c'era la povertà e la Guerra Mondiale, quando non c'era l'igiene di oggi perché mancava anche l'acqua corrente, quando non c'era informazione istituzionale, quando non c'era la Medicina moderna e la Sanità di cui disponiamo. È una pagina di storia che ci chiede memoria, Pietas e preghiera ai nostri avi e che ci infonde coraggio e fiducia per quello che i nostri padri affrontarono un secolo fa. Infatti la stessa Teleradio Padre Pio ha trasmesso nel mese scorso, nella ricorrenza del Centenario del 20 febbraio, la commemorazione di di Giacinta Marto, pastorella di Fatima, morta a 9 anni per l'epidemia della Spagnola il 20 febbraio del 1920. La Madonna delle profezie di Fatima aveva detto ai due bambini del trapasso incombente in cielo. Il corpo fu ritrovato intatto dopo 15 anni e viene venerato nel Santuario di Fatima. Giacinta Marto, beatificata da Giovanni Paolo II, è stata proclamata Santa da Papa Francesco nel 13 maggio del 2017. Ci rivolgiamo anche a Lei, a questa Santa bambina, perchè ci protegga in questa epidemia mondiale del coronavirus. Il 14 marzo 2020 alle ore 9,15 nella trasmissione di TV2000 il Card. Gianfranco Ravasi, nelle riflessioni sul coronavirus, ha citato nelle epidemie del passato "la peste e la Spagnola, quando non c'erano gli ospedali, ma i lazzaretti", e ha infuso fiducia e speranza nel riscoprire i valori del bene comune e la fede nella prova.

Affidamento a Maria SS. della Fonte e a San Sabino
Dal magistero del manoscritto dell'Archivio della Cattedrale, recuperato dopo cento anni nella pergamena del Decretum della Biblioteca del Vaticano dall'oblio nel Centenario della Incoronazione del 2019 di Maria SS. de Fonte, raccogliamo la memoria di storia, di devozione e di fede, ci affidiamo alle mani consacrate aperte dei Sacerdoti della Chiesa vuota e del nostro Vescovo, seguendo l'affidamento fatto da Papa Francesco alla Vergine Maria.
Alla Madonna della Fonte, a San Sabino, Protettori, affidiamoci, offrendo i nostri sacrifici e la fiducia nella Scienza Medica, nella Sanità, nei Volontari della solidarietà, nei Medici, Assistenti e Farmacisti, nella stima di Governanti e Amministratori.
Come cultore dei Santi Patroni delle Forze Armate e dell'Ordine, in un progetto volontario avviato nel 2015 e che volge a compimento, affidiamo il servizio dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, del Corpo della Polizia Municipale, dell'Esercito Italiano, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Penitenziaria, della Guardia di Finanza, dell'Aeronautica Militare, ai Santi Patroni apud Deum della Virgo Fidelis, dell'Arcangelo Michele, di San Sebastiano Martire, di San Lorenzo Martire, di Santa Barbara, di San Basilide Martire, di San Matteo, della Beata Vergine di Loreto, di cui ricorre il Centenario che ci accompagna all'Annunciazione del 25 Marzo 2020, che possa essere una data di ripresa e di Primavera. Affidiamoci a quella donna col camice medico e con la mascherina che culla amorevolmente l'Italia ferita nella commovente immagine di Franco Rivolli.

Maria SS. della Fonte, San Sabino,
pregate per noi.
Poniamo un altarino dei Santi Patroni in ogni casa e preghiamo ogni mezzogiorno e a sera.
Gesù della Divina Misericordia, scritto sulla campana di bronzo del 1628, prima della peste, della Chiesa del Carmelo, ci dice ""Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matteo, 28, 20). Anche il Signore resta a casa con noi.
Resta con noi, Signore, perché si fa sera!
E cosi sia!
Maestro Peppino Di Nunno
Maria SS Fonte  manoscrittoCanosa:Fosse comuni dell'epidemia spagnola“Processione della Madonna della Fonte, Autentica Primizia” Canosa 2019.Processione della Madonna della Fonte Canosa 2019
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